|
Storica
visita del capo dello Stato
Giorgio
Napolitano
Verona,
9 aprile 2010 - «Molto
impressionato dalla realtà fieristica di Verona e dalla bellezza di
Vinitaly e degli stand delle Regioni che ho visitato», così si
espresso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita
ufficiale oggi a Verona
(vedere
video).
«Sono
venuto per complimentarmi con voi perché create ricchezza e cultura,
perché il vino è soprattutto cultura. Voi fate grande l’Italia e
assieme cerchiamo di far crescere questo Paese. Il vino - ha
proseguito il capo dello Stato - è l’emblema delle diversità e
unità del Paese. Della sinergia tra questi due elementi abbiamo
bisogno, così come della necessità che l'Italia sia unita e faccia
sistema in un mondo così cambiato».
Ringraziando
a nome di Veronafiere e di tutti gli espositori di Vinitaly, Sol,
Agrifood ed Enolitech per aver accettato l’invito ed essere
presente, il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, ha annunciato
l’idea condivisa con il presidente della Repubblica di indire un
concorso per realizzare la bottiglia celebrativa del 150° dell’Unità
d’Italia, da presentare insieme a Vinitaly 2011.
«E’
un’eccellente idea – ha sottolineato Napolitano – e l’appoggio
senza nemmeno pretendere il diritto alla prima bevuta”.
Il
vino italiano è una delle voci positive della bilancia
agroalimentare e il portabandiera indiscusso all’estero delle
nostre eccellenze e ponendosi, unitamente all’offerta gastronomica
regionale, come un bene culturale a tutti gli effetti.
Come
ha evidenziato Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison,
durante il convegno “Scenari e prospettive del mercato del vino
italiano” al quale è intervenuto il presidente Napolitano, e al
quale hanno partecipato Lamberto Vallarino Gancia presidente di
Federvini e Andrea Sartori presidente di Uiv, “l’Italia non è
soltanto il primo esportatore mondiale di vini in bottiglia in
quantità e il secondo in valore dopo la Francia, ma detiene molte
altre posizioni rilevanti nei vini spumanti, nei vermut e in prodotti
derivati come l’aceto. Nel 2009 l’export italiano di vini in
bottiglia è cresciuto del 2,7% in quantità, mentre quello francese
è diminuito dell’8,1%. L’export italiano in valore secondo
l’Eurostat è diminuito dello 0,8%, quello della Francia del 10,1%.
Il peso del settore vini, spumanti e altri vini speciali nel surplus
commerciale con l’estero del made in Italy è costantemente
cresciuto negli anni fino a toccare un massimo storico del 3,5%
proprio nel 2009”.
“Il
vino – ha detto Fortis - più di tutti gli altri rappresenta
l’unità territoriale del made in Italy. Mentre in altri settori
produttivi, infatti, il made in Italy si caratterizza per
specializzazioni territoriali particolari (la meccanica nel Nord
Italia, le calzature nelle Marche, in Veneto e Toscana, i mobili in
Lombardia, Friuli, Veneto, ecc.), non c’è regione italiana che non
produca vini di qualità, dalla Valtellina a Pantelleria, dalle
Langhe al Chianti, dalla Valpolicella all’Alto Adige.
«Per
questo – ha detto Riello– la presenza oggi del presidente della
Repubblica ha un grande significato di stimolo, fiducia e
incoraggiamento per guardare al futuro con rinnovato spirito
imprenditoriale, attingendo ai più alti valori che il nostro Paese
sa esprimere e per i quali è apprezzato e amato nel mondo”.
Per
ricordare la sua visita storica a Vinitaly, al presidente Napolitano
sono state donate tre bottiglie di Acinatico del 1928 antesignano di
un grande vino quale è oggi l’Amarone, mentre alla signora Clio è
stata donata una litografia dell’Arena di Verona risalente all’800,
anno di fondazione dell’Unità d’Italia che della Fiera di
Verona.
Vinitaly
fino al 12 aprile
Le «cinque
giornate del vino» al via a Verona
Verona,
9 aprile 2010 - Si sono aperte ieri a Verona Fiere le
«cinque giornate del vino» che faranno di Verona la capitale
internazionale dei vini e dei distillati.
L'inaugurazione
della kermesse del vino è avvenuta in un sala Verdi blindatissimaalla presenza di Luca Zaia, nella
veste, ancora per pochi giorni, di ministro
dell'Agricoltura e da ieri nuovo presidente della Regione Veneto, scelto
dai cittadini veneti con un voto quasi
plebiscitario.
«Mi impegnerò - ha detto ieri l'ormai
ex ministro delle Politiche agricole- per dare ai cittadini veneti
ciò che, votandomi, hanno chiesto: una Regione moderna, identitaria,
capace di creare opportunità per i giovani e guardare con fiducia e
ottimismo al proprio futuro».
Ad
aprire i discorsi ufficiali è stato il presidente di VeronaFiere,
Ettore Riello, alla presenza, oltre che
di Zaia, del Vice
Presidente Vicario della Camera dei Deputati, On. Antonio Leone,
del Sindaco di Verona, Flavio Tosi, del presidente della
Provincia di Verona, Giovanni Miozzi e dell'assessore
all'Agricoltura dell'Abruzzo Febbo.
Per
questa mattina è previsto l'arrivo del capo dello Stato Giorgio
Napolitano che visiterà alcuni stand.
Questo
il testo del discorso del presidente di VeronaFiere,
Ettore Riello
"Illustri
Autorità,
Gentili
Ospiti,
desidero
innanzitutto porgervi un cordiale benvenuto, anche a nome dei Vice
Presidenti, Dott. Valente e Avv. Bisagno, del Direttore Generale,
Dott. Giovanni Mantovani, del Consiglio di Amministrazione della
Fiera di Verona tutto, ringraziarvi della vostra presenza e augurarvi
una buona permanenza a Vinitaly e nella nostra bella città.
Vinitaly,
mai come quest’anno, è la vetrina di un settore che è uno dei
pilastri della nostra agricoltura e, nonostante la faticosa ripresa
dell’economia internazionale, continua ad investire, a credere
nella propria forza e a tenere alta la bandiera del made in Italy nel
mondo.
Il
momento è complesso e i dati di mercato li conosciamo tutti. Ma
tutti abbiamo anche la consapevolezza che possiamo uscirne solamente
insieme: governo, istituzioni, associazioni, enti, imprese e persone.
Abbiamo
sempre sostenuto che Vinitaly è il punto di incontro di tutti gli
attori del comparto, l’espressione promozionale del prodotto, del
sapere e degli affari. Un concetto che voglio ribadire con forza,
proprio per sottolineare l’importanza di affrontare uniti le sfide.
E
la prima, è quella di sostenere il settore, offrendo alle aziende
opportunità di crescita, in Italia e all’estero. In questi anni
abbiamo cercato di far vivere la manifestazione per 365 giorni
l’anno, con diverse iniziative sui mercati più interessanti e
dinamici del mondo: India, Russia, Stati Uniti, Cina, Giappone. Ai
quali si sono aggiunti Corea del Sud, Singapore, Brasile e Svezia.
Ci
siamo riusciti grazie all’impegno del Ministero delle Politiche
Agricole e Alimentari, di Buonitalia, dell’ICE e delle Regioni. E
grazie anche alla centralità acquisita dalla rassegna nel corso
degli anni, conquistata attraverso la fiducia e l’investimento di
espositori e visitatori, che hanno dimostrato di credere in questo
appuntamento.
Il
Vinitaly 2010, che non a caso ripropone il messaggio del «mondo che
amiamo», mette l’accento sulla passione, sul desiderio di fare, su
un racconto che è storia e cultura, attività quotidiana di milioni
di persone nei campi, nei vigneti, nelle cantine, nei negozi.
Non
siamo così sprovveduti da credere di avere la forza di capovolgere
il corso degli eventi. Ma di portare il nostro contributo per
migliorare le cose, sicuramente sì.
Insieme
a voi. Ricreando fiducia e interesse.
Se
il 2009 ha rappresentato l’annus horribilis dell’economia
mondiale e di quella italiana, si può dire che il sistema vino è
solido e regge, ma che la ripresa è a macchia di leopardo: chi in
questi lunghi anni di crescita continua ha investito puntando
sull’innovazione, sulla qualità, sulla struttura di promozione e
vendita di prodotti adatti al mercato sta raccogliendo risultati
positivi.
E
lo scenario competitivo che si prospetta è di un mercato che non
sarà più quello di questi ultimi anni e premierà sempre di più
chi ha saputo strutturarsi, dotarsi di un’organizzazione efficiente
e razionale, puntare sul rapporto qualità/prezzo.
Oggi
pomeriggio, in Sala Stampa, presenteremo ai giornalisti l’indagine
congiunturale che Vinitaly ha realizzato in collaborazione con
Axiter/Confcommercio e Unicab: uno dei temi di scenario di questa
edizione; mentre altri esamineranno anche i consumi del settore
beverage negli ultimi quattro anni, la grande distribuzione, il
valore del brand per consumatori ed operatori.
Noi
siamo, da sempre, un partner per accompagnare le imprese nel loro
percorso di sviluppo. Vinitaly ha investito ancora di più sulla
«domanda», su chi compra, aumentando il numero di delegazioni
estere, presenti quest’anno da oltre 30 Paesi, e l’invito dei
buyer pre accreditati, in modo da offrire alle aziende sempre più
occasioni di affari e cercando di trovare il visitatore su «misura»:
enotecari, distributori, importatori, distribuzione organizzata,
consumatori, appassionati.
Vinitaly,
di proprietà e organizzato da Veronafiere, è interessato anche dal
nuovo piano industriale approvato alla fine dello scorso anno e che
prevede 70 milioni di investimenti autofinanziati fino al 2014, dei
quali il 10% destinato al consolidamento all’estero.
Un
potenziamento voluto per essere sempre di più e meglio piattaforma
di supporto per l’attività internazionale di istituzioni e
imprese, e realizzato attraverso società dirette, joint-venture e
partnership in India, Cina, Brasile e Stati Uniti d’America : le
aree geoecomiche di questi insediamenti, uno dei quali lo
presenteremo proprio nell’ambito di questa edizione della rassegna.
La
macchina di Vinitaly si è mossa dunque ad un ritmo ancora maggiore
rispetto al passato, consapevole della sensibilità del momento e
delle aspettative da parte della filiera vitivinicole e
agroindustriale.
La
visita domani del Presidente Napolitano, la prima nella storia di
Vinitaly, ci suscita grande gioia e profonda riconoscenza ed è una
manifestazione di forte attenzione per un settore che rappresenta una
delle eccellenze del made in Italy più apprezzate nel mondo, in
grado di rappresentare la prima voce del nostro export
agroalimentare, oltre ad essere un esplicito riconoscimento del
lavoro svolto da Veronafiere per far diventare Vinitaly il più
grande salone del mondo dedicato al vino.
Buon
Vinitaly".
|