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Cresce il consumo degli
spumanti italiani all'estero
I dati dell'Osservatorio
Mercati&Consumi
Verona 7 aprile 2010.
Cresce il consumo e il valore degli spumanti italiani all'estero. Nel
2009, sono state 193 milioni le bottiglie spedite sui mercati
internazionali, per una crescita del 10,36% sui 173 milioni del 2008.
In crescita anche il giro d'affari (+2%), pari a 1,880 miliardi di
euro di valore al consumo.
I dati sono resi noti dall'Osservatorio
economico Mercati&Consumi che sottolinea anche come siano
diventati 76 (8 in più rispetto al 2008) i Paesi che importano
direttamente spumati italiani.
"A far crescere
l'export di bollicine all'estero –osserva Giampietro Comolli,
responsabile dell'Osservatorio Mercati& Consumi- il prezzo
all'origine contenuto delle bottiglie italiane che vengono incontro
alle esigenze del consumatore sempre più attento al rapporto
qualità/prezzo, e consentono inoltre margini di guadagno anche
all'intermediazione".
Il prezzo medio al
consumo di una bottiglia di spumante italiano sui mercati esteri si è
attestato nel 2009 a 9,73 euro. In Italia si è riscontrato un prezzo
a bottiglia al consumo intorno a 4,95 euro (media per uno charmat) e
11,15 euro (media per un metodo classico).
Le migliori performance
dell'export di bollicine nostrane si sono registrate in Paesi nuovi
ed extra Ue, ad eccezione della Germania che segna +5% (secondo anno
consecutivo positivo dopo un 2006-2007 in forte frenata). Il Regno
Unito continua a essere per il quinto anno il mercato europeo più
attivo (+12% in volumi ma con un calo del 10% del fatturato) e la
Francia scopre le bollicine italiane (con volumi a +4% e valore a
+8%) nel mentre lo Champagne perde quota un po' ovunque e in Italia
se ne sono importate l'anno scorso due milioni di bottiglie in meno.
Molto bene, infine, gli
Stati Uniti, dove i volumi dell'export di spumanti sono aumentati del
14% e il giro d'affari è cresciuto dell'11%.
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