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Allegrini
presenta a Vinitaly
Noi
e gli Chef: racconti di piatti e di vini
Verona
6 aprile 2010. Il convivio, dove il buon vino e il buon cibo si
incontrano, è uno dei temi centrali della comunicazione di
Allegrini. Al Vinitaly abbiamo invitato tre cuochi a portare, in modo
diverso, la propria testimonianza sul matrimonio imprescindibile tra
i due protagonisti della tavola.
La
cucina del territorio e i 60 anni dell'Amarone Allegrini
Giovedì
8 aprile, ore 12 - Giorgio
Soave, Groto de
Corgnan (Sant’Ambrogio di Valpolicella)
Segue
la degustazione della Faraona
all’Amarone. Su
prenotazione.
I
30 anni della grola. Un cuoco. Un libro
Venerdì
9, ore 12 - Ettore
Bocchia, Grand
Hotel Villa Serbelloni (Bellagio)
Allegrini
e la toscana. Un cuoco. Un Libro
Sabato
10, ore 12 - Luciano
Zazzeri, La
Pineta (Marina di Bibbona)
Dopo
la presentazione del volume “La
Baracca dello Zazzeri”
degustazione del Caciucco.
Su
prenotazione.
Questi
tre appuntamenti si svolgono presso ALLEGRINI
– Padiglione 6, Stand E5
- all’interno della manifestazione Vinitaly
(8-12 Aprile).
Contatti
e informazioni: Agricola
Allegrini Via
Giare 9/11 37022 Fumane di Valpolicella Verona - Italia Tel.
+39 045 6832011 - Fax +39 045 7701774 Email info@allegrini.it
IL
GROTO DE CORGNAN
Si
può dire che Giorgio
Soave rappresenti
l’anima più vera della Valpolicella. Altri chef hanno messo in
risalto la terra dell'Amarone, ma forse nessuno come lui è riuscito
ad esprimerne lo spirito e l'identità con un rigore ed una
convinzione che ce lo hanno fatto amare come uomo prima ancora che
come sensibile e abilissimo maestro di cucina. Il suo Groto de
Corgnan oggi è una nicchia di tradizione culinaria conservato nella
sua struttura con la stessa attenzione che Giorgio mette nel
coltivare le sue erbe aromatiche, il suo orto di verdure di stagioni,
nel far invecchiare i suoi formaggi d’alpeggio, nel confezionare le
sue mostarde di frutta.
Un
Groto abbandonato e quasi diroccato che scoprì in una passeggiata
con l’inseparabile moglie Assunta in un lontano giorno del 1980. Fu
un vero incontro. E una scommessa. Con attenzione, rispetto e
cultura Giorgio rimise su il suo Groto pietra su pietra e lo
identificò nel suo luogo. Quello in cui da allora conserva,
arricchisce e rinnova la tradizione culinaria locale facendo forza
unicamente sui prodotti di un territorio ch’è un’inesauribile
miniera di scoperte olfattive e gustative.
E
da Giorgio vai per i suoi stracotti, per le sue faraone, per i
formaggi d'alpeggio, per i tartufi della Lessinia, per i funghi , per
le erbe di campo raccolte e selezionate con passione rara. Da Giorgio
vai per bere i grandi cru valpolicellesi. E gli Allegrini in
particolare ci vanno per ascoltare il suo racconto di quando, nel
1995, giunto al campo base dell'Everest, estrasse dal suo sacco una
bottiglia di La Grola per festeggiare la riuscita della scommessa
forse più rischiosa della sua vita.
E
LA GROLA SI POSÓ
Grola
è un termine dialettale veneto che indica le varie specie di corvidi
che alla fine dell’estate, in tempi di vendemmia e di trebbiatura,
planano sui campi alla ricerca di cibo. E Grola è anche il nome di
una collina da cui è partita la fortuna di una famiglia della
Valpolicella oggi conosciuta nel mondo vitivinicolo per i suoi vini
di altissimo pregio: quella degli Allegrini.
Fu
Giovanni, viticoltore di gran talento, a comprare, non senza sforzi
economici, quella collina da cui tutto prese avvio. Era
il 1979. Oggi,
passati tre lustri, i suoi figli hanno voluto festeggiare e
storicizzare quel momento e la loro ormai lunga vicenda nel vino con
un bel volume, “La
Grola si posò”,
che ricorda, con piacevole narrazione visiva e scritta gli inizi di
Giovanni Allegrini, la crescita dell’azienda attorno a questa
collina di origine vulcanica e alluvionale, perfettamente esposta al
sole e ben protetta dai venti del lago di Garda. Un luogo, lo si
capisce bene dallo scorrere del volume, che per gli Allegrini
significa, affettuosa memoria e soprattutto identità. Il simbolo
dell’intera rinascita della Valpolicella.
A
suggellare questo momento è stato coinvolto il cuoco Ettore Bocchia,
uno fra i talenti più puri del complesso universo ristorativo
italiano e un finissimo conoscitore di vini. Bocchia presenta alcuni
nuovi piatti, creati apposta per il trentennale, dettagliandoli in
ogni passaggio e poi assaggiandoli e raccontandoli, al tavolo, in un
clima di sereno convivio, a Marilisa Allegrini, mentre insieme
degustano i due storici vini usciti dalla terra grassa di questa
collina di famiglia vinata per 30 ettari specializzati: la
Grola, rosso di
buon corpo, vivo ed elegante al naso, sapido con note speziate al
palato, ‘alchemico’ connubio fra la Corvina Veronese (al 70%) con
apporti di Rondinella, Syrah e Sangiovese e la
Poja, vino che
riabilita appieno le qualità della Corvina Veronese, bacca rossa di
antichissima origine, facendole esprimere, in questa etichetta
lavorata in purezza, i suoi migliori motivi: la robustezza di corpo e
il caratteristico profumo di mora e spezie. Un vino pensato e voluto
fortemente proprio da quel Giovanni Allegrini che coltivò quella
collina per coltivare il suo sogno.
LA
BARACCA DELLO ZAZZERI
La
nonna cucinava per i pescatori, poi venne la madre e poi fu il suo
turno. Il turno di Luciano Zazzeri. Lui, col suo fare compìto e
sereno ha attraversato quarant’anni di ristorazione fuori dalla
bolgia mediatica dei “cuochistar”, continuando, appartato, in un
bellissimo angolo della costa di Marina di Bibbona, a pescare il
pesce e a cacciare i colombi, nell’immediata boscaglia dell’Alta
Maremma. Bottino che avrebbe poi cucinato giornalmente per clienti
sempre più esclusivi, nella sua Pineta,
una baracchina sul mare,
rimessa a nuovo, anzi addirittura segnata da un’eleganza non
ricercata, ma rispettata nella sua originaria, verace sagoma,
continuando ad apportare migliorie a piatti già consolidati e a
sperimentare nuove, suggestive idee.
E dopo tutto questo tempo uno
come lo Zazzeri, scrigno di saperi culinari ma anche testimone
protagonista di una sorta di rinascita di tutto il territorio,
compreso fra Bibbona, Bolgheri, fino …agli estremi lidi di San
Vincenzo e Donoratico, ha avuto bisogno di uscire dalla cucina e di
convogliare in un bellissimo volume, “La
Baracca dello Zazzeri”,
un’opera che è il segno tangibile, leggibile e visibile di un
clima, di un’idea di cucina, di una sapienza e dell’amore per le
proprie radici.
Il
volume è stato orchestrato dalla penna di Patrizia
Turini,
impreziosito dalle foto di Bruno
Bruchi che
illustrano 30 scelte ricette di Luciano e arricchito da molte
testimonianze di celebri e fedeli avventori che su lui hanno lasciato
le proprie testimonianze nel volume.
Fra
questi Carlo Petrini, presidente di Slow Food, che definisce il suo
andare a pranzo da Luciano, “un approdo”; Piero Antinori, che
appena è in zona fra le sue proprietà non può far a meno di
correre a La Pineta e Angelo Gaja, che definisce il locale di Zazzeri
un “posto unico”.
E
fra gli arrivi recenti nel territorio di Bolgheri, anche la
testimonianza di Marilisa Allegrini che nel 2001 iniziò a investire
in questa zona, ritenendola particolarmente vocata a generare grandi
vini, tanto da dar vita all’azienda di Poggio al Tesoro. E proprio
in quel periodo la signora incontra la cucina dello Zazzeri e ne
diviene entusiastica sostenitrice.
Nel
volume Marilisa Allegrini addirittura lancia un’idea che suona come
una sfida. “La Regione Toscana sta organizzando alcune attività
interessanti, appropriate, utili al mercato e al territorio. Per
esempio la Bolgheri DOC dovrebbe essere un contenitore capace di
valorizzare anche altre eccellenze del territorio, non solo i vitigni
e i vini. Penso, ad esempio che un incontro di Luciano Zazzeri con
cinquanta cuochi newyorkesi potrebbe essere un’esperienza di valore
mondiale!”
Le
caratteristiche tecniche dei due libri
E
La Grola si posò
Edito
da Allegrini
pp.
72; dicembre 2009
due
versioni: italiano - inglese
Coordinamento
editoriale: Itaca Comunicazione, Milano
Concept
Paolo Pedrazzini
Coordinamento
Monica Luraghi
Art
Direction Luana Gessaghi
Testi,
curatéla Ilaria Russo
Traduzione
Myriana Supyk
Fotografie:
Archivio
Allegrini
Alessandro
Castiglioni
Lidia
Costantini
Andrea
Cracco
Charmaine
Grieger
Sara
Matthews
La
Baracca dello Zazzeri
Sapori,
passioni e racconti in Alta Maremma
Edito
da: La Pineta
Italiano
e inglese
pp.
288; dicembre 2009
Ideazione
e realizzazione editoriale: Patrizia Turini
Collaborazioni:
Naima Cantini, Alessandro Gasperini,
Andrea
Zazzera, Daniele Zazzera.
AAVV
Progetto
grafico: Romina Bartolini, Marco Marcelloni – GRAM, Pontedera
Traduzioni:
Arcadia, Pisa
Fotografie:
Bruno Bruchi, AAVV
Verona
Vinitaly
2010 dal 8 al 12 aprile
www.vinitaly.it
ALLEGRINI
– Padiglione 6, Stand E5
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