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In
vino veritas
Il
Pollenza del Conte Brachetti-Peretti
Dall'”oro
nero” all'”oro rosso” con successo
dt
Verona
8 aprile 2010. “La
cantina de “Il Pollenza” e il conte Aldo Brachetti Peretti. Una
storia di straordinaria imprenditorialità”. Questo il titolo di
un convegno, svoltosi nel 2005 nelle Marche promosso dall'Università
in collaborazione con “Slow Food” a dimostrazione che il Conte
Aldo, in tutte le cose, ha sempre puntato all'eccellenza come
dimostrano ora i suoi vini presentati al Vinitaly.
Aldo Brachetti
Peretti, pronipote di due papi (Pio VIII e Pio IX) e grandeimprenditore italiano del petrolio, nel 1988 aggiunse all'”oro nero”
(è Presidente e Amministratore delegato dell'Api-Ip, una
delle più importanti società petrolifere nazionali), l'”oro
rosso”, acquistando la tenuta “Il Pollenza” a Tolentino nelle
Marche con annessa cantina da dove esce il gioiello di famiglia, il
gran rosso griffato “Il Pollenza” (60 euro).
Nel 2005 INformaCIBO
aveva incontrato il conte Aldo Brachetti Peretti
nella sua bella cantina, all'avanguardia tecnologicamente, a Tolentino ed lo
rincontra ora nel suo ampio stand all'interno della 44ma
edizione del Vinitaly.
Se il petrolio, dopo il
business degli anni scorsi, non è più un settore “da rose e
fiori”, la passione per la terra invece continua a portare fortuna
al conte-imprenditore romano. Tutti i suoi vini riscuotono gran
successo, i rossi e i bianchi, con il rosso Pollenzo in prima linea, che ha appena
ricevuto i 5 grappoli Duemilavini, dall'Associazione Italiana
Sommeliers.
“Sono soddisfatto per
come vanno le cose in questo settore -ci dice Aldo Brachetti
Peretti- perchè i vini continuano ad essere molto apprezzati dai
consumatori. Un grazie lo devo ai miei collaboratori che mi aiutano a
portare sul mercato vini eccezionali”.
Tra questi alcuni che
hanno fatto la storia dell'enologia italiana.
Giacomo Tachis, enologo di fama
mondiale (è stato per tre decenni direttore tecnico delle cantine
dei Marchesi Antinori e che Bruno Vespa ha chiamato “il re Mida del
vitigno”), ha prestato per anni la sua consulenza in virtù di un
rapporto di amicizia e di reciproco rispetto che lo lega al conto
Aldo Brachetti Peretti, affiancato dall'enologo Umberto Trombelli.
All'inizio del 2008 per motivi legati all'età e alla sua salute ha
passato il testimone al più illustre enologo italiano, premiato nel
2007 negli Usa come migliore del mondo, il dottor Carlo Ferrini.
Il tecnico vitivinicolo è il dottor
Giovanni Campodonico affiancato inoltre dall'esperienza di Valerio
Barbieri.
Ma il grazie il Conte lo estende a
tutti i collaboratori che mantengono in piedi la Tenuta “il
Pollenzo” e curano con amore i vitigni internazionali che gli sorgono
attorno.
E guardando Aldo Brachetti Peretti
mentre spiega ai buyer le caratteristiche dei suoi vini non possiamo
non pensare che dall'alto dei cieli nonno Tebaldo sorride guardando
il nipote che tralascia l'”oro nero” per riallacciarsi con amore
a quella tradizione agricola e vitivinicola che è stata un pezzo
importante della sua vita.
Ancora tanti auguri tanti al Conte Aldo
e ai suoi vini....
Il settimanale
PANORAMA 23 agosto 2007 di
Bruno Vespa
Passione di petroliere ... Aldo Brachetti Peretti produce un
grande rosso. Ma non solo... Pronipote di due papi (Pio VIII e Pio IX
) e magnate italiano del petrolio (sono sue Api e Ip), con villa di
famiglia nel cuore del quartiere Pinciano a Roma, il conte Aldo
Brachetti Peretti alle grandi manifestazioni enologiche aspetta la
pagella. Perché la passione per il vino non è amore, ma malattia. E
se al nonno Tebaldo bastava fare del buon vino qualsiasi, il nipote
persegue l’eccellenza e s’è affidato perciò alle mani di
Giacomo Tachis, che ho chiamato il re Mida del vitigno. L’azienda
Il Pollenza è un altro miracolo di quelle Marche che fino a pochi
anni fa erano note soltanto per il Verdicchio. Il Pollenza è il gran
rosso che guida la discreta pattuglia della bellissima azienda
marchigiana. Assaggiatelo senza fretta: il prezzo importante (circa
60 euro in enoteca) annuncia una sfilata di sorsi aristocratici e
poderosi. Il rapporto qualità/prezzo premia altri due rossi della
casa: il Cosmino (24 euro) e ancor più il Porpora (12 euro). Il
primo è un uvaggio di Cabernet Sauvignon e Merlot con un retrogusto
particolarmente nobile; il secondo aggiunge ai due vitigni citati il
Sangiovese e vien fuori un vino che nobilita un pasto qualunque e
regge abbinamenti importanti. Più modesto il bianco Brianello
(11 euro) che mette insieme Malvasia, Trebbiano, Maceratine e
Sauvignon blanc. Di gran lignaggio il vino da dessert (33 euro la
piccola bottiglia), che richiama l’avo più illustre, il pontefice
Giovanni Mastai Ferretti: qui lo sposalizio tra Traminer aromatico e
Sauvignon Blanc è celebrato davvero da un papa.
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Verona
Vinitaly
2010 dal 8 al 12 aprile
www.vinitaly.it
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