I protagonisti e le maggiori novità di Vinitaly 2006: dalla nuova immagine del Chianti alle Cinquevigne millesimo 2002 di Damilano, dai Vini Mito ai Krug e Antinori, da La Grappa è Donna all'Asti Spumante, dalla Giordano alla Thompson International, da Bagno Luna ad altri ancora

 

Una nuova immagine del Chianti creata dall'agenzia Armando Testa

Una campagna di comunicazione stampa importante, iniziata nello scorso novembre sui maggiori quotidiani italiani e che ha visto protagonista la nuova immagine del Chianti anche nei mesi successivi, prosegue nei prossimi mesi su alcuni dei più noti periodici nazionali.

La campagna è quella promossa dal Consorzio Vino Chianti, giocata tutta sull'avvolgente tessuto di seta color rubino tendente al granato "versato" morbidamente in un classico balloon da vini importanti: come sa essere importante il Chianti, e come ha voluto dimostrare la campagna stessa, creata dall'agenzia Armando Testa, dove la seta diventa metafora del vino assumendone corpo, colore, riflessi, forma, preziosità ed eleganza.

 

Gli slogan "il mondo non ci invidia solo gli stilisti" e "un vino così sta bene su tutto" esaltano infine il valore, la qualità e l'internazionalità del Chianti, un vino versatile ma dalla personalità decisa, con un buon rapporto qualità/prezzo. Un vino da ristorante ma anche da enoteca, un vino da estimatore adulto ma anche un vino che può far breccia su un pubblico più giovane, da wine bar. Un vino moderno proprio perché, pur mantenendo un'identità precisa, sa giocare sulle sfumature.

A Vinitaly 2006 erano presenti un centinaio di aziende associate al Consorzio Vino Chianti. Due gigantografie riportanti l'immagine della seta rossa che sgorga dalla bottiglia erano presenti nello Stand della Regione Toscana; due "totem", sempre con l'immagine della campagna e con la head-line “il mondo non ci invidia solo gli stilisti” e “dalla toscana il vino d'italia nel mondo” erano facevano bella mostra di sè all'ingresso del Padiglione 8, dove c'erano il maggior numero di espositori aderenti al Consorzio.

 

 

L'Azienda agricola Damilano ha presentato il Barolo Lecinquevigne millesimo 2002

 

L'Azienda vitivinicola Damilano è una delle cantine storiche di Barolo più blasonate. Dalle tradizioni antiche, ultra centenarie, l'azienda viene gestita dal 1997 dalle nuove generazioni Damilano: i cugini Paolo, Mario, Guido e Margherita.

L'eccellenza nei vini è nei grandi classici rossi di Langa: Barolo, Nebbiolo, Dolcetto d'Alba e Barbera d'Alba.

Al Vinitaly è stato presentato il Barolo Lecinquevigne millesimo 2002, che, prodotto in circa 50.000 bottiglie, racchiude i frutti delle vigne Castellero, Monvigliero, Fossati, Marasco e Parussi.

La qualità dei vini dell'azienda viene curata, in cantina, dall'enologo Beppe Caviola e, nella vigna, dall'agronomo Gian Piero Romana.

www.cantinedamilano.it

 

 

I «Vini-Mito» dell'enologia italiana? Ecco tutti i «Miti del Quarantennale»: il “Referendum mondiale" della rivista "Civiltà del Bere" per i 40 anni di "Vinitaly"

 

E' il Sassicaia di Nicolò Incisa della Rocchetta il «Mito dei Miti» del vino italiano e la «Cantina Mito» è quella di Gaja (per la somma dei punteggi ottenuti dal "Sorì San Lorenzo", "Sorì Tildin", "Sperss"). Così hanno decretato i 2.350 professionisti di 66 Paesi "sondati" nel "referendum mondiale", realizzato da "Civiltà del Bere" per il 40° Vinitaly e organizzato in collaborazione con Veronafiere e l'Istituto nazionale per il Commercio con l'Estero (Ice).

Sono stati eletti "miti" dell'enologia italiana altri dodici vini, cinque dei quali "miti del Quarantennale", cioè legati da sempre a "Vinitaly", cinque votati in forma diretta dalle categorie professionali coinvolte nel referendum (giornalisti, sommelier, ristoratori, trade internazionale, enoteche) e due nominati "miti del Mediterraneo" per il ruolo svolto dalle aree vitivinicole del Mezzogiorno nella valorizzazione del moderno vino italiano.

I «Miti del Quarantennale» sono risultati i vini: "Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1995" della Ferrari dei fratelli Lunelli (Trentino); "Trebbiano d'Abruzzo 1996" di Valentini (Abruzzo); il Vin Santo "Occhio di Pernice 1994" di Avignonesi (Toscana); "Masseto 1997" della Tenuta dell'Ornellaia dei Frescobaldi (Toscana); "Tignanello 1997" della Marchesi Antinori (Toscana).


Nelle categorie professionali sono stati nominati, come il «
Mito dei Sommelier», il "Bricco dell'Uccellone 2003" di Braida (Piemonte); il «Mito dei Ristoratori», "Barolo Monfortino Riserva 1998" di Conterno (Piemonte); il «Mito del Trade», all'"Amarone della Valpolicella 2001" di Allegrini (Veneto); il «Mito dei giornalisti», a "Mazzano, Amarone della Valpolicella 2000" di Masi (Veneto); il «Mito delle Enoteche» al "Monte Lodoletta, Amarone della Valpolicella 2000" di Romano Dal Forno.

 

La giuria internazionale ha assegnato, inoltre, due premi per la categoria «Miti del Mediterraneo», volti ad enfatizzare il meritorio ruolo svolto dalle aree vitivinicole del Mezzogiorno nella valorizzazione del moderno vino italiano, che sono stati assegnati al Taurasi "Radici" di Piero Mastroberardino (Campania) e al "Nozze d'Oro" di Tasca d'Almerita (Sicilia).

 

 

Thompsons International, punto di incontro per produttori, ecologisti e giornalisti

perché “la classe non è acqua”

 

Oltre a curare le iniziative delle più prestigiose Cantine italiane, dall'Astoria alla Lanzara, dal Castello di Meleto alla Olivini, da Il Pollenza a La Tunella, la Thompson International Marketing, fondata da Marina Thompson nel 1995, era presente a Verona con un proprio stand e con o slogan “la classe non è acqua..”. .

Dopo 12 anni di operatività negli Stati Uniti la società, leader in marketing e comunicazione vitivinicola, è approdato in Italia, con la sua sede a Roma, e presto è diventata un punto di incontro per produttori, ecologisti e giornalisti che insieme allo staff della Thompson International Marketing, elaborano le modalità di intervento nei molteplici ma soprattutto differenziati mercati mondiali quali Nord Europea, Stati Uniti, Sud Este Asiatico e Australia realizzando eventi di gruppo, convegni e seminari, educational tour della stampa estera in Italia.

 

Thompson International Marketing

Viale Trastevere, 143 Roma

Telefono: 06.5895156

www.thompsonintmkt.com - info@thompsonintmkt.com

 

 

Krug e Antinori, i due «produttori dell'anno» del prestigioso Premio Internazionale Vinitaly

 

Verona, 4 aprile 2006 - Krug e Antinori, sono questi i due «produttori dell'anno» che, in occasione del quarantesimo anniversario di Vinitaly, entrano nell'Albo d'Oro del Premio Internazionale Vinitaly 2006. Il riconoscimento, giunto alla sua decima edizione, viene assegnato ogni anno a chi si è particolarmente distinto (imprenditore, azienda, giornalista) in favore del settore vitivinicolo.

La scelta premia due aziende che hanno nell'eccellenza il loro stile inconfondibile, ottenuto però rimanendo sempre fedeli alle proprie origini.

 

Nel caso dell'azienda Marchesi Antinori si tratta di una storia familiare lunga oltre 600 anni, da quando nel 1385 è stata fondata la cantina, «che grazie alla guida sapiente di Piero Antinori - si legge tra l'altro nella motivazione del premio - in questi ultimi anni ha dato un contributo di grande prestigio al progresso e all'evoluzione dell'enologia italiana e alla sua affermazione nei più importanti mercati internazionali».

Per la Krug Champagne si tratta di un riconoscimento alla «grandezza di questa inimitabile maison, che ha dato un contributo non solo alla Francia enoica, ma a tutta la produzione enologica mondiale, indicando quale è la strada per ottenere successi duraturi».

 

I prestigiosi riconoscimenti sono stati consegnati durante la serata di gala del 40° Vinitaly, del 5 aprile nello storico palazzo della Gran Guardia, curata dallo chef Vissani.

I premiati 2006 entrano in un Albo d'Oro che rappresenta il meglio dell'enologia mondiale: il direttore editore di Wine Spectator, Marvin Shanken (premiato nel 1996), l'«inventore» del Sassicaia, Nicolò Incisa della Rocchetta (1996), dell'amministratrice di Chateaux Margaux, Corinne Mentzelopoulos (1997), dell'innovatore siciliano Lucio Tasca d'Almerita (1997), di uno dei più importanti vigneron californiani, Robert Mondavi (1998), del titolare della Vega-Sicilia, Pablo Alvarez (1999), del grande astigiano Aldo Conterno (2000), dell'australiana Cantine Penfolds di Magill (2000), di Carlo Bonomi Campanini, presidente e titolare dell'azienda vitienologica italiana Sella&Mosca di Alghero (2001), delle Cantine Trapiche-Peñaflor di Coquito Maipu Mendoza in Argentina (2001), dell'astigiana F.lli Gancia & C. (2002), della tedesca Keller (2002), del cavaliere del lavoro Gianni Zonin (2003), della californiana Kendall Jackson International (Usa, 2003), della Mastroberardino SPA (2004), della spagnola Segura Viudas (2004), delle Cantine Giorgio Lungarotti (2005) e di Alexander Payne Usa), regista del film “Sideways (2005).

 

 

“La Grappa è Donna”

 

“La Grappa è Donna” è stato l'evento centrale ideato in occasione di Vinitaly 2006 dalle Donne della Grappa: una degustazione tutta al rosa presso gli stand Mazzetti d'Altavilla, Bepi Tosolini, Bertagnolli, Marzadro e Magnoberta con una degustazione tutta al rosa.

L'associazione Donne della Grappa è nata in occasione dell'edizione 2001 di Vinitaly ed è costituita da produttrici, operatrici e tecniche del settore, gestori di locali pubblici ed enoteche, giornaliste, sapienti consumatrici. Tutte insieme rappresentano una forza di mercato, un grande spunto culturale, un approccio nuovo e innovativo ad una tecnica antica.

Presidente delle Donne della Grappa è Claudia Mazzetti, responsabile marketing e comunicazione di Mazzetti d'Altavilla - Distillatori dal 1846, Livia Bertagnolli e Lisa Tosolini delle omonime distillerie ricoprono la carica di vicepresidente, Valeria Luparia (Distilleria Magnoberta) è segretaria generale, mentre Elena Borra (Distilleria Vieux Moulin) è consigliera.

Proprio le donne hanno mostrato inattese doti degustative, sono in grado di apprezzare al meglio l'ampia varietà di aromi tipici della Grappa e sono molto più attente, specie all'abbinamento della grappa con i cibi. “Le donne - spiega Claudia Mazzetti - si sono rivelate come le estimatrici più preparate ed esigenti della Grappa, soprattutto quella morbida e profumata, e rappresentano l'ideale bevitore meditativo”.

 

Consegnati i premi Vinitaly Grappa Tasting Award

Verona aprile 2006. Sono stati consegnati alle aziende i premi Vinitaly Grappa Tasting Award edizione 2006. Il premio dedicato alla grappa organizzato da Veronafiere in collaborazione con Centro Studi Assaggiatori (www.assaggiatori.com).

L'assegnazione è avvenuta sulla base dei dati raccolti al banco d'assaggio “Grappa & C. Stratus Tasting”.

A premiare le aziende sono stati Luciano Rossignoli, amministratore di Veronafiere, Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori, Cesare Mazzetti, presidente dell'Istituto Nazionale Grappa e Mario Fregoni, presidente onorario dell'Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino e presidente dell'International Academy of Sensory Analysis.

 

Elenco delle aziende premiate ex aequo (sono citate le grappe che hanno consentito il piazzamento)

 

· Distillerie Bonollo Umberto: Grappa Of Amarone barrique

· Distilleria Marzadro: Grappa Le Diciotto Lune

· Distillerie Sibona: Grappa Riserva - botti da Porto

· Distilleria Fratelli Caffo: Grappepe - grappa al peperoncino di Calabria

· Mazzetti d'Altavilla: Intesa - grappa elevata in barriques

· Distilleria Zanin: Grappa Stravecchia Riserva 20 anni Monte Sabotino

· Distilleria Santa Teresa dei F.lli Marolo: Grappa di Barolo

· Distilleria Revel Chion: Grappa della Serra alla liquirizia

· Roner: Grappa di Gewürztraminer

· Distilleria Domenis: Riserva 10 anni di Storica - grappa invecchiata

· Distilleria Franciacorta: Grappa Barricata

· Distilleria Magnoberta: Casa Luparia - Grappa Stravecchia 12 anni

· Maschio Beniamino: Grappa di Amarone

· Distilleria Fratelli Russo: Grappa Nero d'Avola

· Distilleria Andrea Da Ponte: Vecchia grappa di Prosecco barricata

 

 

La Puglia all'edizione di Vinitaly con grandi eventi per grandi vini

 

L'Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, in collaborazione con Unioncamere Puglia, anche quest'anno si è presentato con un programma ricco di appuntamenti, incontri, degustazioni al Vinitaly di Verona.

Erano 135  le aziende vitivinicole pugliesi all'interno del Padiglione 10, un'area di 2.800 mq al centro della quale sarà allestita una cassa armonica perfettamente ricostruita e avvolta da imponenti luminarie, suggestiva evocazione dell'atmosfera tipica delle feste di paese tanto diffuse nel Mezzogiorno.

Gli eventi svoltisi sono stati il risultato della sinergia fra tre associazioni: l'Associazione Italiana Sommeliers, che ha curato l'area riservata all'Enoteca dei vini di Puglia, Slow Food, che ha tenuto i laboratori del gusto e incontri a tema, Movimento Turismo del Vino, cui è stata affidata la presentazione dei territori vitivinicoli con la proposta di itinerari enoturistici lungo le Strade del vino e dell'olio.

Insieme al vino, l'appuntamento scaligero è stata l'occasione per ribadire la qualità del prodotto principe di Puglia: l'olio extravergine d'oliva. All'interno del Padiglione F riservato al SOL presenti 27 produttori pugliesi, riuniti intorno a una tipica “Masseria di Puglia”, area all'interno della quale si sono svolti degustazioni ed eventi.

 

 

Giordano e la nuova linea dedicata ai mercati internazionali

 

L'Italia del vino in un'unica linea. Questo vuole essere Eventus, l'ultima novità nata in casa Giordano, che è stata presentata ufficialmente in occasione della 40a edizione del Vinitaly.

Vini importanti, rappresentativi della ricchezza e della varietà regionale che caratterizzano l'enologia italiana, destinati esclusivamente al mercato estero. Eventus, un nome facile da ricordare e da pronunciare che esprime allo stesso tempo tutta l'italianità e la vocazione internazionale dei vini che racchiude.

La linea Eventus è composta da 8 vini (3 bianchi, 1 rosé e 4 rossi) con fragranze, aromi e provenienze diverse, adatti a soddisfare i gusti e le richieste degli amanti del vino italiano a livello internazionale: Chardonnay, Sauvignon Blanc, Pinot Grigio, Pinot Rosè, Merlot, Chianti, Primitivo, Cabernet Sauvignon.

Eventus è stata concepita per il mercato internazionale, a cominciare dalle Nazioni nelle quali la Giordano è già presente attraverso operatori professionali: Danimarca, Giappone, Canada, Norvegia, Belgio, Stati Uniti, Russia e Vietnam. Paesi diversi tra loro ma che condivideranno un gusto comune grazie alle varietà che la linea Eventus propone.

Per info: Linea Eventus www.eventusgiordano.com

 

 

L'Asti Spumante si rafforza sui mercati internazionali

 

L'Asti Spumante si rafforza sui mercati internazionali. Nel 2005 l'export dello spumante dolce e aromatico è cresciuto del 6,8%, trainando il comparto che ha chiuso l'anno con un saldo positivo del 2,21% rispetto al 2004. Le vendite globali hanno toccato i 68,57 milioni di bottiglie (contro i 67,1 milioni del 2004), il dato migliore nell'ultimo quinquennio.

Il trend emerge dal report sulla commercializzazione della Docg che è stato presentato questa mattina sotto a Verona, sotto i riflettori del Vinitaly, “In un contesto nazionale e internazionale per il settore vinicolo e spumantiero - ha esordito Paolo Ricagno, presidente del Consorzio di tutela - il mondo dell'Asti ha saputo indirizzare e gestire il mercato garantendo al medesimo tempo un incremento del reddito ai viticoltori (merito dell'accordo interprofessionale, unico esempio in questo comparto) e alle case spumantiere un prodotto di qualità che ha migliorato il suo appeal nel mondo”.

 

Tra i dati più confortanti si segnala la forte inversione di tendenza sul mercato tedesco che ha assorbito 14,53 milioni di bottiglie, recuperando il 6,8% rispetto al 2004. Decisamente positivo l'andamento della Russia che ha ulteriormente migliorato il costante trend di crescita degli ultimi anni: nel 2005 le vendite hanno superato i 3 milioni di bottiglie con un balzo del 62,8 per cento. “Il risultato - ha puntualizzato Ezio Pelissetti, direttore del Consorzio - premia l'investimento promozionale sulla Russia speso dal Consorzio e dalle aziende negli ultimi anni. Ricordo il successo crescente del party di San Valentino organizzato nelle location commerciali più prestigiose di Mosca e il recente progetto con l'Aidi (Associazione industrie dolciarie italiane), il Consorzio del Grana Padano, l'Istituto per la valorizzazione dei salumi e l'Enoteca di Siena”.

In partnership con questi grandi marchi dell'Italian style, il Consorzio dell'Asti ha avviato un progetto che prevede manifestazioni culturali (prima tappa la mostra dei presepi sulla piazza Rossa, lo scorso 8 dicembre), una campagna stampa sulle principali testate russe e degustazioni mirate. Un esempio: tra giugno e luglio i prodotti tipici della tavola italiana verranno offerti ai clienti del treno ad alta velocità che collega Mosca a San Pietroburgo.

Tornando all'analisi delle vendite 2005 in Europa, si segnala la crescita del Portogallo (+22,5%) e in generale dei Paesi dell'area nordica (Danimarca, Finlandia.....) a fronte di un calo della Francia e dell'Inghilterra. Il saldo segna un +10,9% rispetto al 2004.

Sull'altra sponda dell'Atlantico, gli Usa - terzo mercato mondiale - cedono un 5,5%, attestandosi a 11,2 milioni di bottiglie. In compenso sale la domanda in Centro e Sud America, con performances interessanti del Messico e del Brasile.

 

Punto dolente dell'Asti Spumante è invece il mercato nazionale, che ha perso il 10,2% attestandosi a 14,9 milioni di bottiglie. Proprio sull'Italia si concentreranno le prime iniziative del piano McKinsey, che punta alla valorizzazione e al rilancio del prodotto sui 5 principali mercati: Italia,Germania, Usa, Uk e Russia. Stiamo parlando di un investimento triennale pari a 39,7 milioni di euro, coperto al 40% da fondi statali e per la parte restante dalle singole aziende. Il coordinamento del progetto è affidato al responsabile della direzione marketing del Consorzio: Andrea Giglione, 40 anni, manager che ha alle spalle 12 anni di attività nel comparto degli alcolici in contesto internazionale. “Nelle prossime settimane dedicheremo il massimo impegno a definire il progetto esecutivo del piano McKinsey e a preparare il primo incontro con il trade”, ha annunciato Giglione.

 

Positivo il trend del Moscato d'Asti. Nel 2005 si sono vendute 7,4 milioni di bottiglie, con un aumento del 3,8% rispetto al 2004. L'Italia ha assorbito 3,4 milioni di pezzi, con un calo dell'1,9% rispetto all'anno precedente; l'export si è apprezzato del 4,9% per un totale di 2,9 milioni di bottiglie.

 

Alla presentazione del report 2005 sulle vendite ha partecipato Toby Clements, lo scrittore inglese autore dell'”Asti Spumante Code”, parodia del best seller “Il Codice da Vinci”.

Ospite del Consorzio di Tutela, Clements ha spiegato ai giornalisti il suo rapporto-incontro con l'Asti Spumante.

 

Info: Asti Spumante Tel.+390141960911 fax+390141960950

 

 

Dal sud Italia i vini emergenti nella ristorazione italiana

 

Verona, 8 aprile 2006 - I vini emergenti nei ristoranti italiani di fascia medio-alta sono sempre più quelli provenienti dal Sud Italia, e dalla Sicilia in particolare. I ristoratori acquistano il vino direttamente dai produttori (80,5%) e cercano le nuove cantine nelle fiere di settore (87,2% di essi partecipano a Vinitaly) o con una ricerca sul territorio. Si affermano nuovi servizi alla clientela dei ristoranti, come il “diritto di tappo” o il “doggy bag”.

Questo ed altro emerge dalla ricerca “Il vino nei ristoranti di qualità” realizzata da Veronafiere e Confcommercio e presentata oggi a Vinitaly in una conferenza stampa cui sono intervenuti Davide Paolini, il noto “gastronauta”; Giovanni Bort, Amministratore di Confcommercio e Presidente Confcommercio Trento; Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere e Maurizio Ceci di Buonitalia Spa.

“Questa è la prima ricerca che analizza in dettaglio il settore della ristorazione medio-alta” ha dichiarato Giovanni Bort. “Si tratta di un primo passo e sono certo che in futuro sarà possibile ampliare questa collaborazione tra Confcommercio e Veronafiere, eventualmente dando vita ad un osservatorio permanente sulla ristorazione”.

 

La valorizzazione del vino italiano passa anche attraverso i ristoranti italiani all'estero: “Entro due anni avremo mille ristoranti italiani all'estero che potranno fregiarsi del logo `ristorante italiano certificato'”, ha commentato Maurizio Ceci di Buonitalia SpA. “Naturalmente questi ristoranti dovranno offrire nella carta dei vini almeno il 60% di vini provenienti dall'Italia”.

Nel corso del dibattito è intervenuto Umberto Vattani, presidente dell'ICE, che ha riferito di come l'Istituto puntualmente organizzi la presenza di ristoranti italiani nel corso di manifestazioni culturali promosse all'estero. Inoltre, l'ICE da anni promuove eventi in cui i più importanti chef della Francia, degli USA e del Giappone propongono piatti abbinati a vini italiani di qualità.

Ha preso la parola anche Angelo Gaja, titolare dell'omonima cantina, che ha sottolineato la validità del servizio del diritto di tappo, di cui si riferisce ampiamente nella ricerca, e ha auspicato che vengano segnalati su Internet e sulla stampa (come avviene già negli Stati Uniti) quei ristoranti che propongono i servizi innovativi, quali il diritto di tappo, ed applicano i ricarichi minori.

Si tratta della prima ricerca sulla ristorazione come singolo canale distributivo del vino, un canale rilevante anche per essere il luogo in cui molti consumatori scoprono ed imparano ad apprezzare i vini di qualità. La ricerca è stata condotta da Unicab con metodo CATI su un campione di 1.000 ristoranti di fascia medio-alta, segnalati dalle più importanti Guide eno-gastronomiche.

 

Alla domanda “quali sono i vini emergenti che caratterizzeranno il settore nel prossimo periodo”, il 55,7% degli intervistati ha risposto i vini del Sud Italia, e tra questi il 40,1% ha indicato i vini siciliani. Seguono il 15,1% che ha indicato i vini del Centro Italia, il 12,9% i vini esteri, l'11,7% i vini autoctoni, il 7,4% i vini italiani del Nord Ovest ed il 4,6 i vini italiani del Nord Est.

Già oggi quasi il 90% dei ristoratori punta alla valorizzazione dei vini della propria regione (percentuale ancora più alta per i ristoratori del Sud Italia), dando ad essi uno spazio specifico nella carta dei vini (37,2%) proponendoli nei consigli al tavolo (26,6%), o dando loro maggior peso nella carta dei vini (25,8%).

I ristoratori sono impegnati, dunque, nella promozione dei vini locali italiani e vanno alla ricerca di contatti con le cantine recandosi alle Fiere di settore (l'87,2% degli intervistati ha visitato Vinitaly), oppure tramite una ricerca personale sul territorio o consultando riviste e Guide specializzate. Gli acquisti di vino vengono effettuati direttamente presso le case produttrici (80,5%), tramite i distributori Horeca (32,5%) o tramite i rappresentanti (20,5%).

 

Naturalmente nei ristoranti italiani non si beve solo vino italiano, ed ecco che le percentuali di vini stranieri presenti in carta offre uno spaccato anche sulla domanda dei consumatori: i vini francesi sono decisamente i più presenti (85,4% dei ristoranti), seguono nell'ordine i californiani (54,5%), gli spagnoli (50,0%), gli australiani (46,1%) e i cileni (46,1%).

La ricerca di Veronafiere e Confcommercio segnala anche nuovi servizi e varie forme di promozione del vino che i ristoranti propongono alla clientela:

  • il “diritto di tappo”, cioè di poter portare da casa una bottiglia di pregio pagando una modesta somma, è garantito dal 60,5% dei ristoranti intervistati;
  • il vino al bicchiere è ormai pratica assai diffusa, tanto che il 78,4% dei ristoranti lo propone;
  • il “doggy bag”, cioè la possibilità di portar via dal ristorante la bottiglia non terminata, è anch'esso concesso dalla maggioranza dei ristoranti di fascia medio-alta: l'88,9%.

La promozione dei vini di qualità, offerta dal 61,5% dei ristoratori, è effettuata tramite degustazioni (90,2%), serate a tema (88,5%), corsi eno-gastronomici (29,3%). Inoltre, la maggior parte dei ristoranti garantisce il servizio del sommelier al tavolo (55,4%).

A testimonianza dell'importanza della componente vino nella ristorazione medio-alta, la percentuale del conto determinato dal vino è notevole: incide fino al 30% per il 33,8% dei ristoranti e fino al 20% per il 31,8% dei ristoranti.

 

La ricerca, infine, risponde anche all'interrogativo di quante etichette di vini siano mediamente presenti nelle cantine dei ristoranti di fascia medio-alta:

  • vini rossi: oltre 100 etichette nel 56% dei ristoranti e tra 50 e 100 etichette nel 19,3%;
  • vini bianchi: oltre 100 etichette nel 36% dei ristoranti e tra 25 e 50 etichette nel 22,4%;
  • spumanti (italiani per il 64,4%): tra 1 e 10 etichette nel 35,9% e tra 10 e 25 etichette nel 27,8%;
  • vini rosati: tra 1 e 10 etichette nel 70,1%;

vini dolci: tra 1 e 10 etichette nel 35,6% e tra 10 e 25 etichette nel 24,3%.

 

 

Baglio Luna della famiglia Di Pietra

 

I suoi vigneti degradano dolcemente verso lo Stagnone, la laguna di Marsala dove si trova l'isola di Mozia: qui i Fenici piantarono la vite già nel quinto secolo avanti Cristo. “Baglio Luna” è il nome di una azienda familiare che produce uve da sempre e che da pochi anni si è affacciata sul mercato con etichette molto curate e vini di pregio. Come gli ultimi due presentati al Vinitaly 2006: il “Bianco dei Mulini”, Grillo Sicilia Igt vendemmia 2005, piacevolmente fruttato, con acidità viva, da bersi entro i due anni di vita; di più lunga durata il Syrah Vendemmia Tardiva, 14,5 gradi, colore rubino granato, denso e rotondo in bocca, si esprime al meglio con dolci al cioccolato.

 

“Baglio Luna” fa capo alla famiglia Di Pietra da generazioni. I vigneti coltivati nei venti ettari di proprietà sono quelli tradizionali della zona: Catarratto, Inzolia, Grillo, Nero d'Avola, Pignatello, ma anche Merlot, Cabernet e Chardonnay.

 

Azienda agricola Baglio Luna, di Antonio Di Pietra, Contrada Paolini 33, 91025 Marsala (Tp), telefono e fax 0923.967527. www.baglioluna.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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