|
Esame visivo
Offre
un' immediata impressione sulla tipologia, l' evoluzione e l' eventuale
struttura del vino, valutazioni che verranno convalidate o meno dal successivo
esame gusto-olfattivo. La veste visiva non vuole essere un esclusivo richiamo
estetico poiché, se debitamente analizzato, permette di cogliere
anticipatamente numerose informazioni. Nell' esame visivo di un vino, si
prendono in considerazione i seguenti caratteri: la sua classificazione;
il colore e con esso la tonalità
e vivacità; la limpidezza; la fluidità;
l' effervescenza.
un vino appena elaborato, dopo la fermentazione alcolica, è una bevanda
evidentemente molto torbida. Durante la conservazione questa torbidezza
sedimenta più o meno rapidamente; spesso si accelera questa sedimentazione con
i processi artificiali di chiarificazione. Ciò fa si che il vino, quando viene
imbottigliato, debba necessariamente essere limpido. L' importanza, del fattore
limpidezza è diversa a seconda che si degusti un vino che esce dalla botte o un
vino che esce dalla bottiglia. Allo stadio del consumo, quando cioè un vino è
imbottigliato, ogni alterazione della limpidezza è condannabile.
il colore è un carattere importante dell' esame organolettico ed è anche
un fattore di seduzione. Si può essere sedotti dal " vestito" (cioè
il colore) di un vino come dal vestito di una donna.
Se abbiamo un vino intensamente colorato, possiamo supporre che, all' olfatto,
questo vino avrà un insieme aromatico assai intenso e ricco; al gusto, sarà un
vino di stoffa, con molto sapore. Se abbiamo invece un vino dai colori tenui,
questo ci lascia supporre che, all' olfatto sarà un vino aereo, con profumi
fugaci e leggeri di frutta e di fiori; al gusto, sarà leggero, morbido, fresco.
Nel vino rosso, la prima cosa da guardare del colore è la sua vivacità o
trasparenza. Questa si osserva inclinando di circa 45° il bicchiere su di un
foglio bianco, meglio se scritto. Si potrà dire che il vino è trasparente o
vivace quando si riesce a leggere il testo attraverso il vino stesso. Nel caso
contrario si ha a che fare con un vino spento ed opaco.
L' intensità del colore dipende da molti fattori: dal vitigno, dal terreno, dal
grado di maturazione dell' uva , dalla sanità dell' uva ed infine dai processi
di vinificazione.
Durante la sua maturazione il vino si trasforma: il suo colore, la sua tonalità
si evolvono. L' esame del colore di un vino è dunque interessante poiché
permette di stabilirne l' età o di confermarne l' eventuale data in etichetta.
Per i vini bianchi, l' esame del colore è forse più semplice: è chiaro
comunque che un vino bianco non è mai bianco. In un vino giovane il colore sarà
giallo pallido, con riflessi verdolini: questi scompaiono
progressivamente ed il vino " ingiallirà, dal giallo paglierino, al giallo
oro fino al giallo ambra.
Tabella:
I
colori del Vino
NOTA: I colori di sfondo
utilizzati sono solo indicativi, infatti la tonalità
visualizzata dipende da molti fattori (profondità dei colori,
profili ICM, monitor utilizzato, ecc.)
|
COLORE |
TONALITA' |
DEDUZIONE |
|
BIANCO |
Quasi incolore |
Molto giovane, non
ossidato. Moderna vinilicazione in tino. |
|
Palierino con
riflessi verdognoli |
Da giovane a molto
giovane. Vinificato e maturato in tino |
|
Giallo paglia,
giallo oro |
Maturo. Forse tenuto
in botti di legno |
|
Giallo oro antico |
Già vecchio. |
|
Ambrato |
Ossidato |
|
ROSE' |
Buccia di cipolla
chiara tendente al rosato |
Breve macerazione
del mosto sulle bucce. |
|
Chiaretto |
Lunga macerazione
del mosto sulle bucce. |
|
Buccia di cipolla
intensa |
Rosati troppo vecchi. |
|
ROSSO |
Violaceo |
Molto
giovane: vini novelli (da 6 a 18 mesi). |
|
Rubino |
Nè
giovane nè passato. Vini di 2-3 anni. |
|
Rosso
granato |
Inizio
di invecchiamento (da 3 a 7 anni). |
|
Da
rosso aranciato a mattone |
Apogeo
dei grandi vini. |
questo carattere sarà poi registrato anche ed essenzialmente durante l' esame
gustativo, per effetto meccanico sulla sensibilità tattile. Ma si può già
farsene un' idea versando il vino nel bicchiere, per la sua maniera di "
riempirlo", e soprattutto imprimendo al vino nel bicchiere un movimento
circolatorio in maniera da spargere il liquido lungo le pareti. Lasciato
"riposare" il bicchiere, al di sopra della superficie del vino, si
potranno vedere degli archetti, le cosiddette "lacrime".
La loro importanza è dovuta essenzialmente all' alcool. Questi archetti sono più
evidenziati per la presenza della glicerina, che è il principale prodotto
secondario della fermentazione alcolica. E' chiaro inoltre che in un vino
amabile, o addirittura liquoroso, che abbia quindi dei residui zuccherini,
questa viscosità sarà rinforzata dallo zucchero stesso.
questo esame è diverso a seconda che si abbia a che fare con un vino
tranquillo o con un vino effervescente. Vediamo prima i vini tranquilli. Dopo la
fermentazione alcolica, il vino è una bevanda satura di anidride carbonica: un
litro di vino giunge a solubilizzare circa un litro di anidride. Durante la sua
conservazione in un recipiente e durante le varie manipolazioni, questo eccesso
di gas si elimina progressivamente da solo. Quando il vino è imbottigliato non
contiene che una certa quantità di anidride carbonica. E' necessario ci sia un
certo tenore in anidride, che varierà a seconda del tipo di vino, poiché l'
anidride carbonica, anche se non è percettibile in quanto tale, mantiene al
vino la freschezza ed esalta il profumo. Non ce ne deve essere troppa,
altrimenti l' insieme dei caratteri risulta dissociato per un effetto di
"punzecchiamento". Non deve mancare, altrimenti il vino appare
scialbo, piatto.
Nei vini effervescenti, invece, le bollicine ci sono e ci devono essere. L'
esame dell' effervescenza deve vertere sulla finezza delle bollicine, sulla loro
importanza e sulla durata della loro liberazione.
Per quel che concerne la finezza delle bollicine, bisogna innanzitutto dire che
la qualità del vino effervescente - in quanto tale - è direttamente
proporzionata alla finezza. La finezza delle bollicine, a sua volta, è legata
alla condizione della loro formazione.
Per i vini effervescenti, molta importanza riveste il bicchiere: Per
"aiutare" lo svolgimento delle bollicine, basta che ci sia una
qualsiasi asperità sulla superficie del bicchiere. Un bicchiere troppo liscio
può frenare lo sviluppo del perlage. Per questo , spesso, i bicchieri da vino
effervescente, hanno un fondo non levigato che incrementerà la liberazione
dell' anidride carbonica.
|