Il Vinitaly 2005 chiude i battenti guardando al futuro
Luigi Castelletti (VeronaFiere): «Nel 2006 una rassegna ancora più grande”.

INformaCIBO in giro tra gli stand e in settimana esce la Newsletter SPECIALE VINITALY

 

di Donato Troiano

 

Verona 8 aprile 2005. La 39ma edizione di Vinitaly, la vera vetrina globale del vino targata Verona ha chiuso oggi i battenti riconfermando in pieno la sua internazionalizzazione (4210 espositori provenienti da oltre 30 Paesi), a servizio delle aziende e rivolta ai professionisti dell'universo vinicolo: produttori, buyer, distributori, importatori, sommelier, ristoratori, chef, titolari di wine-bar ed enoteche, enologi.

Ma ora già si guarda al futuro. Il presidente di VeronaFiere Luigi Castelletti, il presidente della Regione Giancarlo Galan e il sindaco Paolo Zanotto guardano già all'edizione del compleanno numero 40. Con un'edizione più grande, più ricca e positiva per l'industria italiana del vino.

 

Il presidente Castelletti sul palco della cerimonia d'apertura aveva infatti affermato che già “in questo Vinitaly la superficie espositiva è cresciuta di 10 mila metri rispetto al 2004 e gli espositori sono più numerosi». ma è l'edizione del 2006 che darà una vera svolta alla rassegna, “ci saranno altri 20 mila metri di superficie espositiva” e -annuncia il presidente- la manifestazione nel 2006 sarà più grande, nel prossimo inverno faremo i lavori di ampliamento.

 

Come si è presentata invece la situazione economica del comparto vino in questa 39ma edizione?. “Meglio del 2004. Ci sono segnali di ripresa. Ma sono appunto segnali, non quella tendenza travolgente di qualche anno fa”. Così, il ministro alle Politiche agricole Gianni Alemanno, nell'inaugurare la kermesse veronese, ha fotografato la timida ripresa di un settore chiave dell'economia agricola italiana come quello del vino.

Malgrado la crisi dei consumi i dati per il vino sono positivi, sia nei consumi interni che nell'export: “da un'indagine Ismea-AcNielsen relativa al 2004 ha fatto rilevare la Coldiretti- 3 famiglie italiane su 4 mettono regolarmente il vino in tavola, con un aumento di quasi 8 milioni di bottiglie sull'anno precedente e una spesa di 1,5 miliardi di euro, in crescita del 3% sul 2003”. Anche secondo un'analisi dell'associazione degli agricoltori Cia il mercato italiano del vino regge, in controtendenza rispetto ad una crisi generale dei consumi. All'orizzonte -sempre secondo la CIA- c'è però “preoccupazione per il massiccio import vinicolo dalla Cina che si attiverà dal prossimo autunno”.

 

Tutto positivo sul versante dell'export. Il vino è la prima voce delle vendite all'estero del settore agroalimentare, “su 100 euro di prodotti esportati 20 vengono dal vitigno” ha dichiarato il direttore generale di Assoenologi, Giuseppe Martelli. In pratica sembra archiviata il decremento del 2003 anche se non tutte le aziende sono in ripresa. Ci sono vini che “tirano” ed altri fuori mercato.

Dai dati di Assoenologi il 52% delle nostre esportazioni sono indirizzate ancora verso l'Europa mentre gli Stati Uniti, con oltre il 32%, sono il Paese che costituisce il nostro principale mercato. Ma la vera sorpresa è rappresentata dai Paesi appena entrati nell'UE, tutti importatori di vino italiano con incrementi davvero interessanti: Polonia +30%, Cipro +35%, Estonia +55%, Malta +125%, Slovacchia +140%, Slovenia +180%.

 

C'è però un problema: questi Paesi potrebbero riversare sul mercato europeo circa 10 milioni di ettolitri di vino sfuso, creando problemi di commercializzazione nella fascia medio-bassa. Da qui l'importanza d produrre vini di alta qualità e di fare una buona politica di comunicazione. VeronaFiere di Luigi Castelletti insieme all'ICE, da tempo si muove in questa direzione, con promozione di vini legati al territorio, sui principali mercati esteri: dalla Cina all'India, dalla Russia agli Usa.

Per sentire il polso dei produttori e per raccontare le tante novità della rassegna, i convegni, gli eventi e le storie dei produttori noti ed emergenti, nei prossimi giorni, uscirà un Numero speciale della newsletter di INformaCIBO dedicato al Vinitaly.

 

Tra i molti servizi presenti ci sarà quello dedicato alla nascita dell'INAC: chi se non Alberto Marcomini, grandissimo esperto delle tradizioni casearie italiane, poteva far nascere l'”Istituto Nazionale Arti Casearie”, un Istituto di cui si sentiva la mancanza e che è partito alla grande assegnando subito la presidenza al bravo Enrico Barcella.

 

Parleremo poi della presentazione di VINO' di Nicoletta Brustolon, una bella rivista che racconta in modo “nuovo” il mondo del vino ed eravamo presenti all'illustrazione di “Viniplus” che da progetto si trasforma in una Guida ragionata alle produzioni vitivinicole di qualità in Lombardia presentata da Luca Bandirali, presidente dell'Associazione Italiana Sommeliers della Regione Lombardia. Ci soffermeremo inoltre sulle iniziative di DONNA SOMMELIER con il loro progetto UVA “quattro stagioni per farsi vino” : le produttrici “adottano” un vigneto.

 

Lo Stand di Contadi CastaldiRacconteremo anche i progetti di Claudia Mazzetti con le ultime novità di casa “Mazzetti d'Altavilla”, noti produttori di Grappa pregiata e di qualità. Poi parleremo dell'azienda agricola Bisol Desiderio & figli e dei vini piemontesi di Enoteca del Piemonte, di Fontanafredda (Fornitore ufficiale XX Giochi Invernali Torino 2006) e della degustazione dell'eccellente verticale di annate storiche del Brunello di Montalcino.

Dedicheremo spazio all' azienda di Noto (Feudo Maccari) e a quelle toscane (Tenuta Sette Ponti) di Antonio Moretti per continuare con le cantine siciliane di SANTA NINFA (TP) e di AGAREDO.

Non potevamo non citare l'imponente presenza al Vinitaly del Consorzio di Tutela dell'Asti Spumante, dei Consorzi dei vini della Lombardia a cominciare dai Consorzi della Franciacorta, della Valcalepio e di quello dell'Oltrepò pavese fino ai moltissimi produttori della Costiera dei Fiori della Campania e all'azienda vitivinicola Cantina Paterno di Paternopoli (AV).

 

Abbiamo notato ancora la bella presenza della Distilleria Varnelli, fondata nel 1868 da Girolamo Varnelli: l'azienda si è affermata nel corso degli anni grazie ad un prodotto unico ed inimitabile, il “Varnelli”, l'Anice Secco Speciale, Sovrano correttivo del caffè.

 

Ancora: la cultura del vino ha portato la Cantina Contadi Castaldi, della famiglia Moretti, griffe della Franciacorta, ad organizzare un gioco in diretta al quale hanno partecipato numerosi visitatori e nello spazio della Carpenè Malvolti è stato ricordato il 2004 come un anno spumeggiante: con un fatturato di 19 milioni di Euro, di cui oltre il 40% sui mercati esteri e con un incremento pari al 3 % rispetto all'anno precedente, la famosa azienda Carpenè si è posta ancora una volta ai massimi livelli della categoria.

Presenza significativa quella della Regione Abruzzo con l'Enoteca Regionale di Ortona: numerose sono, ormai, le aziende che lavorano molto bene sui magnifici vitigni abruzzesi e per questo ci soffermeremo non solo sulla notissima azienda teramana di Illuminati ma anche sulla famiglia Pepe, con le aziende di Emidio Pepe e della figlia Stefania Pepe, fino alle “giovani” aziende ma con esperienze trentennali come l'azienda agricola Contesa di Collecorvino diretta da Rocco Pasetti insieme alla moglie Patrizia, dirigente delle Donne del Vino, sezione abruzzese. Abbiamo assaggiato gli altri vini delle Colline Teramane che da novembre decollano sul mercato interno ed estero con la nuova Docg e, inoltre per rimanere in Abruzzo, i buoni vini de “La Valentina” di Spoltore (PE) e quelli delle Cantine Spinelli di Atessa in provincia di Chieti.

 

Parleremo del Premio Internazionale VINITALY 2005 andato alle Cantine Giorgio Lungarotti ed al regista Alexander Payne.

 

Ad un elenco già lungo, aggiungiamo un nuovo nome, quello di Corrado De Angelis Corvi di Controguerra in provincia di Teramo, che in questo Vinitaly era presente con la sua prima commercializzazione di vino abruzzese perché patron Corrado proviene dalle Marche dove da tanti anni produce un ottimo vino.

Di tutti questi protagonisti parleremo presto nello speciale INformaCIBO-Vinitaly.

 

Ma al vino in questa importante rassegna veronese non poteva mancare il cibo. C'erano i “Ristoranti d'autore” al primo piano del Palaexpo, dove ogni giorno a pranzo c'era la possibilità di gustare grandi vini italiani insieme alle specialità golose firmate da grandi chef come Mario Musoni del Pino di Montescano, Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore di Senigallia, Gaetano Trovato di Arnolfo di Colle Val d'Elsa e c'era la “Cittadella della Gastronomia” dove abbiamo potuto gustare, al Palatium della Regione Lazio, un menu con i fiocchi, con ottimi vini laziali, preparato dal grande chef romano Antonello Colonna “un anarchico ai fornelli da Labico a New York” recitava lo slogan d'accoglienza.

 

Tutti appuntamenti imperdibili per gli abbinamenti vino-cibo di questo interessante Vinitaly 2005. Arrivederci a presto!

 

 

 

VINITALY

a Veronafiere dal 7 all'11 aprile

 

Donna Sommelier con il progetto "I sensi del vino".

Gli appuntamenti di Enoteca Piemonte.

Lo stand di Paolo Massobrio dedicato

al gusto

 

Alcuni libri che parlano di vino: “Bere spumante” e “Bere dolce”, “Il vino spiegato ai miei figli” e “La Barbera D'Alba”

 

In ricordo di Luigi Veronelli t/TERRA E LIBERTA'/CRITICAL WINE

 

MONDOVINO di Jonathan Nossiter al Vinitaly l'8 aprile

 

I vini della Lombardia al Vinitaly 2005

 

Al Vinitaly si premia l'eccellenza agrituristica fiorentina.

 

Il Riso Italiano di qualita' ed i prodotti di eccellenza della Regione Piemonte presenti al Vinitaly

 

 

 

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