PROMOMARCHE A PESARO: UN SUCCESSO SENZA EGUALI

di Francesca Rossetti

ha collaborato Alfredo Zavanone

L’11° edizione di Expo Workshop internazionale Turismo del mare che si è svolto dal 29 settembre al 2 ottobre a Pesaro ha visto un successo senza precedenti in termini di presenze di operatori di settore e di visitatori, merito senz’altro di una grossa novità che da quest’anno è stata introdotta: il forum sul volontariato al quale ha partecipato il cardinale Ersilio Tonini e nel quale è stata sottolineata l’importante opera svolta dai Comboniani e da alcune importanti realtà marchigiane come l’Istituto Oncologico Pesarese “Raffaele Antoniello”, l’associazione per la lotta contro l’infarto, l’Avis, l’Associazione italiana contro le leucemie, Telefono Azzurro, Gruppo Alcolisti Anonimi, Tutti i cuori di Rossana (per i cardiopatici), Chiama l’Africa, che presso il padiglione A hanno esposto oggetti di artigianato i cui proventi andranno per adozioni a distanza in paesi flagellati dalla carestia in una grande vetrina dal titolo enigmatico: Rosso Arcobaleno.

Nel padiglione “E”, abbiamo potuto ammirare realtà insolite e curiose: Giuliano Giulivi, rinomato chef di Senigallia, si diletta con la realizzazione di opere d’arte ricavate da zucche e cocomeri, utilizzando l’incisione per ricreare il modello originale: ecco quindi un cigno verde sulla buccia e i petali di una rosa all’interno.

Queste opere sono nate dalla sua fantasia in occasione di banchetti di nozze dove si è pensato a qualcosa di nuovo, ed abbiamo potuto ammirare alcune foto in cui si vedevano mazzi di fiori, pavoni e uccelli, lavori di impegno e precisione dove il cachet orario non è quantificabile, per cui si va a forfait di fine lavoro.

Accanto a Giulivi conosciamo Graziano Re, vero e proprio Re del Ghiaccio: da ben 15 anni le sue opere fanno il giro del mondo, soprattutto per quanto riguarda i presepi in ghiaccio: peccato che tutto si sciolga troppo in fretta! Sul suo banchetto ecco una lastra trasparente (resa tale grazie ad una speciale macchina) e una fontana con due cigni di ben 7 quintali di peso, il tutto bagnato d’acqua in continuazione allo scopo di favorire la durata. L’opera che maggiormente ci ha colpito è stata una lapide formata da due lastre unite e dentro la scritta “King of the Ice” con schiuma bianca: prima di unire i due pezzi con acqua la scritta è stata impressa a rovescio e poi le due lastre, precedentemente segate, sono diventate un unico blocco monolitico.

Conosciamo Gabriella Bugari, Vicepresidente nazionale della Federazione Cuochi, ed ecco le sue parole: “Siamo molto fieri di essere qui oggi, contiamo ben 20.000 iscritti in tutta Italia, suddivisi in unioni regionali e federazioni provinciali, siamo un ente giuridico riconosciuto con statuto e abbiamo creato il gruppo delle Lady Chef in Emilia Romagna, ad Ascoli Piceno e ad Udine, per uno scambio culturale proficuo con altre associazioni. Il marchio è stato depositato nel ’97 a scopo benefico, dato che i ricavati dalle vendite dei prodotti vanno a ospedali e ospizi, e il nostro obiettivo principale è mantenere la tradizione culinaria italiana e diffonderla il più possibile.

La federazione funge anche da cercalavoro e ha una rivista ufficiale bimensile dove sono riportate le varie iniziative, il 13 ottobre si festeggia il nostro patrono, S.Francesco Caracciolo, con la Festa del Cuoco, dove le 4 province marchigiane preparano i prodotti tipici, e il mio sogno nel cassetto è quello di scrivere un libro con tutte le ricette”.

Mentre stavamo parlando ecco un’opera solleticare la nostra attenzione: “Le Terre di Bacco” di Stefano Sassatelli, una zucca con un getto d’acqua colorato tramite un nebulizzatore, rape rosse come rose, le foglie di vite come contorno: che spettacolo! Il nostro ha vinto persino una medaglia di bronzo in un recente concorso ad Ancona.

Accanto ecco le meraviglie della cucina: un cavallo di burro e margarina,una macchina da cucire Singer in cioccolato fondente e fiori di zucchero colorati e una moltitudine di spiedini di frutta conficcati nel dorso di un cocomero.

Dopo questa piacevole conversazione ci siamo aggirati fra gli stand, ed abbiamo potuto assaggiare le sette meraviglie del palato: il formaggio di Fossa di Sant’Agata Feltria, sepolto per ben un anno e riesposto con sopra la caratteristica buccia grigia, il miele dei colli urbinati e la pappa reale, indicata per riprendere le forze e per chi soffre di problemi ai capelli e di digestione, la salsiccia di struzzo, i prosciutti di maiale e cinghiale di Camerino, i sottaceti di Treia (Macerata).

Ma ecco lo stand più grande dal nome appetitoso: Gruppo Pizzaioli e Panificatori Italiani, fondatore il simpatico senese Davide Amoriello che ci ha svelato i segreti del mestiere: “Ho fondato il gruppo Professione Pizza per l’arte della cucina, per creare figure professionali nel campo della ristorazione, soprattutto per quanto riguarda la cucina, la pasticceria e la sala, alcuni miei allievi sono maitres presso i maggiori ristoranti a Nuova Delhi, Chicago, Giappone e Nuova Zelanda ed io stesso tengo corsi di formazione in Usa e Messico”.

Quali sono i prodotti tipici che Lei offre al pubblico?

“Mi occupo di pasticceria, pane e pizza utilizzando il lievito madre e le migliori farine e mozzarelle, che costano di più perché sono di qualità migliore, la pizza ha origini egiziane, in Italia la prima fu la Margherita, nata nel 1782 per la regina di Napoli.”

Com’è la cucina italiana?

“E’ la più completa per i piatti che offre, in Francia soprattutto si hanno zuppe e antipasti, nel resto del mondo i piatti sono unici, come in Cina e Thailandia dove si servono piccole porzioni, mentre il primo è nato in Italia perché si utilizza la pasta, oltralpe si mangia scondita con la carne, consumata in grande quantità nella Pianura Padana”.

Ci raggiunge Ciro Amoriello, un suo lontano parente di Benevento, che si occupa di pizza senza glutine: “Il glutine è la parte più elaborata della farina, la proteina che funge da collante, presso il mio ristorante con 5 Euro si mangia bene e soprattutto questo è un piatto per i celiaci, costretti a consumare solo prodotti di farmacia”.

Esistono anche dolci al glutine?

“Certamente, così come il pane, non hanno i conservanti: Claudia Koll, Fabio Cannavaro e altri personaggi famosi sono celiaci e quindi è giusto pensare anche a loro”.

Saverio è campione italiano di free style, la gara in cui si fanno danzare sulla punta delle dita 2-3 pizze alla volta senza farle mai cadere: “Serve allenamento quotidiano, presso il carcere di Airola (Benevento) teniamo corsi per i detenuti, la pizza margherita fu ideata da un ex carcerato che divenne pizzaiolo quando tornò in libertà, quest’anno creeremo una pizza gigante, da guinness dei primati”.

El Aziz è un simpatico ragazzo libanese da molti anni trapiantato in Italia che mi illustra le caratteristiche del pane arabo: “E’ nato per accompagnare i cibi come un disco piatto arricchito di olive e formaggi, nella penisola arabica si consumano anche dolci e frutta secca e non si usa il lievito, i forni sono naturali e i cereali sono il cibo per eccellenza, soprattutto ceci, fagioli, riso e lenticchie, consumati assieme al pane di segale”.

Ma ecco un piacevole profumino arrivare alle nostre narici: dai forni sono usciti pizze, pane al cioccolato, all’uvetta e al tartufo, torte di mele, focacce e pane comune del peso di ben 5 kg, praline di mandorle, plumcake alle pesche sciroppate. Ne parliamo con Monica Pausini, maitre presso l’hotel Exedra di Roma.

Com’è la pasticceria in Italia?

” E’ meglio quella del Nord che quella del Sud, in Sicilia si utilizzano mandorle e ricotta, mentre in Trentino, Veneto e Lombardia l’uso di latte, zucchero e cioccolato creano i capolavori che gli stranieri tanto ci invidiano, e c’è anche più scelta grazie alla crema pasticcera, alle meringhe e ai vari gusti di gelato”.

Cosa ne pensa dei dolci alla soia e macrobiotici?

“Il loro consumo è aumentato da quando la gente va di più in palestra, negli Usa il fitness è quasi un obbligo, per cui sono fissi nel menu del cittadino medio. I dolci macrobiotici non hanno latte, uova e zucchero ma solo malto ed estratti allo stato puro, frutta biologica, vengono cotti utilizzando la pasta madre e questo permette una forte riduzione di calorie. I dolci che preferisco sono la cassata siciliana, il frustengo (dolce a base di fichi, ndr), il salame di cioccolato, la granita ai 4 formaggi, il panpepato al pepe rosso, costosissimo e prodotto a Pesaro e Macerata.”

Certo che qui non c’è che l’imbarazzo della scelta, per cui ci dilettiamo ad assaggiare queste deliziose portate e…in bocca al goloso!

 

 

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