Aosta la millenaria Fiera di Sant'orso

30 e 31 gennaio

 

E' certamente la più antica Fiera dell'arco alpino, quella che si tiene ad Aosta il 30 e 31 gennaio, in concomitanza con i "tre giorni della merla" leggenda storica lombarda che significa i "giorni più freddi" dell'anno.

Di fiera in fiera, da mille anni ormai nella città di Aosta, la storia si ripete, con una rassegna commerciale senza precedenti. Promossa dalla Regione Autonome Vallèe d'Aoste Assessorat des Activitè productiyed et des Politiques du Travaii, con la collaborazione de :IVAT— Institut Valdòtain de l'Artisanat Typique.

 

La Fiera di Sant'Orso, resta l'espressione autentica dell'artigianato valdostano (soprattutto quello del legno), visitando questa rassegna, ospitata nelle strade del centro storico, è possibile tuffarsi nella cultura classica Valdostana e riscoprire antiche tradizioni contadine, come la cucina del passato.

In questa ragione nascosta tra i monti, confinante con Francia e Svizzera, questa rassegna commerciale ha saputo, attraverso i secoli mantenere viva la sua storia. Quest'anno da parte degli organizzatori, hanno creato due momenti di questo avvenimento internazionale.

 

Dal 27 al 31 gennaio i turisti italiani ed esteri, potranno incontrare nell'Atelier di Piazza Chanoux gli artigiani professionisti, mentre nel Padiglione Enogastronomico sarà possibile gustare i veri sapori della tradizione, dai vini, ai formaggi (fontina e tome) oltre altri prodotti legati alla vita intima dei montanari. Nel centro storico negli ultimi due giorni del mese di gennaio, si potranno incontrare i montani, che dai paesi della montagna scenderanno ad Aosta, per offrire i loro prodotti e far rivivere, con suoni e canti i momenti storici del passato. Insomma è la storia che si ripete, da oltre mille anni.

 

La storia della fiera di Sant'orso

 

Un tempo gli artigiani-contadini partivano già il giorno prima dal loro villaggio col mulo e il carretto e viaggiavano ore ed ore, per poter giungere in tempo alla "Veulla" ed occupare, prima che lo facessero altri, un tratto di marciapiede della via S. Anselmo o uno spiazzo di pochi metri quadrati a ridosso di una delle due Porte Pretoriane. Si accovacciavano vicino alle loro cose e attendevano l'alba sonnecchiando e cercando, con sorsi di vino o di grappa, di vincere la morsa del freddo.
Oggi più nessuno dorme accanto alla merce da vendere: perché più nessuno scende dalla montagna col mulo e il carretto. E dunque, che cosa è diventata oggi la Fiera? Accanto al filo storico delle cose, si è creato un movimento artistico, che con un occhio al passato, guarda avanti nel tempo: giovani e meno giovani, senza farlo come una volta per necessità, hanno scoperto in loro stessi una capacità artistica, che ha portato ad infoltire la schiera di scultori, intagliatori, ceramisti,...... Questo ha fatto si, che quello che un tempo era poco più di uno scambio di merci, diventasse una vera e propria esposizione artistica a cielo aperto. Al punto tale da trasformare ogni 30 e 31 gennaio Aosta, da sonnacchiosa città di provincia, in una città viva e pulsante, nelle cui vie, al Patois e all'Italiano, si mescola il Francese, il Piemontese, il Lombardo.... Una visita della città nei giorni della fiera diventa quindi un modo per sentirsi partecipi di un evento che non ha eguali in Italia.

 

 

 

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