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La ricostruzione delle Marche ed Umbria. Il recupero dei beni culturali
Era il 26 settembre del 1997. Sono trascorsi dieci anni da allora.
In piena notte, una violenta scossa di terremoto, colpiva le terre di Umbria e Marche. Alla prima scossa, ne seguirono centinaia di altre di cui una particolarmente violenta, alle 11.40. I sismografi la collocarono tra l'8° ed il 9° grado della scala Mercalli. Dieci persone persero la vita. Gli strumenti localizzavano l'epicentro del sisma, proprio nell'area di Colfiorito, dove si è svolta la commemorazione con la presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che all'epoca del terremoto era il Ministro degli Interni.
“ Quella notte - mi ha tremato anche il sogno- disse un bambino di Serravalle: un evento di tale intensità infatti incide ancor più profondamente sulle persone, sulle speranze di vita, sulle certezze percepite come consolidate, perché conquistate lungo l'arco di una intera esperienza”. Così si è espresso il Presidente della Giunta Regionale delle Marche Gian Mario Spacca, parlando a Colfiorito, (Umbria) durante la commemorazione ufficiale alla presenza delle più alte cariche dello Stato intervenute con il Presidente Napolitano, per ricordare il triste evento.
“ Ripercorrere le straordinarie e complesse vicende del terremoto - ha sottolineato il Presidente Spacca- significa, dunque, ricordare la tenacia, la volontà e la coesione di una comunità che ha saputo respingere la disperazione e la rassegnazione, la paura e l'incertezza dei primi momenti, reagendo con generosità, laboriosità e determinazione”.
Una ricostruzione che ha guardato al futuro.
Il sisma ha toccato una quantità rilevante di beni culturali delle due Regioni. Solo nelle Marche: 2385 sono stati i beni monumentali danneggiati dalla crisi sismica. Per questo sin da subito la Regione ha approntato molteplici azioni finalizzate al pieno recupero dei singoli beni. “ Restituire alla fruizione pubblica il patrimonio architettonico, culturale ed artistico , è stato da subito un disegno preciso. Non solo una via per la rinascita e lo sviluppo dei tanti borghi, paesi e città dell'entroterra e delle aree montane, ma anche la restituzione alle Comunità montane così fortemente provate.”
Questo il pensiero del Presidente Spacca parlando della ricostruzione. Per la prima volta, si è adottato un sistema finanziario unico in Italia, per efficacia e tempestività negli interventi. Tutta la contabilità dei finanziamenti statali e dell'Unione Europea è “transitata” attraverso le banche locali. La prova di coraggio, dimostrata delle popolazioni colpite dal sisma è anche documentata fotograficamente, da una splendida pubblicazione che onora il lavoro svolto da centinaia di operatori che hanno contributo alla ricostruzione, che aveva colpito le due Regioni.
Il recupero dei beni culturali ha coinvolto opere di grande importanza storica. Ricordiamo la Madonna del Piano, l'Abbazia di S.Salvatore e la Chiesa di S.Lorenzo in Degnano nel comune di Serravalle di Chienti, la Chiesa di Santa Maria in Via a Camerino, la Cattedrale di S.Venanzio, la Chiesa dei SS. Biagio e Romualdo e l'Oratorio della Carità ( ex Biblioteca Comunale) a Fabriano, la Chiesa di S.Michele Arcangelo in Torricchio di Pievetorina(MC), solo per citare alcuni tra i più rilevanti intervento di recupero.
Grande attenzione è stata data anche ai borghi storici; un'importante esperienza nella Regione è quella dei programmi per il recupero dei centri urbani e rurali. Sono stati coinvolti ventiquattro Comuni e quasi cento località. Nel corso dei lavori di ricostruzione gli esperti hanno recuperato straordinari affreschi trecenteschi attribuiti, senza ombre di dubbio a Mello da Gubbio, durante i lavori nell'abside della chiesa di S.Francesco, ubicata nel centro storico di Cagli in provincia di Pesaro-Urbino. Il critico e studioso d'arte Vittorio Sgarbi ha definito il ritrovamento come “ il meglio da Cagli per maturità artistica ed espressiva”. La scoperta nella chiesa di S.Francesco ad Amandola, in Provincia di Ascoli Piceno, di un affresco di grandi dimensioni di una Madonna in trono con Santi della fine del 400 è un altro tesoro recuperato dagli esperti dei beni culturali. Nella Chiesa di Santa Maria Castellare a Castel Santangelo sul Nera (Macerata) sono affiorati, sotto le tinteggiature dell'abside trecentesca, pregevoli affreschi della Scuola di Paolo da Visso (xv secolo). La ricostruzione è diventata opportunità di sviluppo. Prima le tende e le roulotte, poi i container e le casette di legno; resteranno queste ultime “la memoria storica dei fatti da tramandare alle future generazioni”. Bisogna completare ancora importanti opere pubbliche per il rilancio delle funzioni vitali della Comunità. Il Presidente delle Marche Gian Marco Spacca ha indicato le priorità che rientrano nel progetto del “quadrilatero del terremoto”. Sono i lavori già avviati e che saranno ultimati entro il 2012: SS76 (Ancona-Perugia), SS77 Civitanova- Foligno,e la Pedemontana. Con queste opere stradali Marche ed Umbria saranno più vicine alle grandi vie di comunicazione, sulla direttrice di Roma.
Nel corso della Commemorazione si è voluto ricordare, l'impegno dato dai Sindaci, dai Presidenti delle Province, unitamente alle Regioni, con la collaborazione delle Assemblee elettive locali..
L'attività instancabile ed intelligente profusa dai responsabili della Protezione Civile, prima di Franco Barberi e poi di Guido Bertolaso (entrambi presenti alla manifestazione di Colfiorito) non va dimenticata.
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