Lontano dal mondo, in serena solitudine.....    

Contro lo stress, il turismo dell'anima, ritrovare l'armonia in conventi e monasteri

Nell'ultimo anno, mezzo milione di turisti hanno scelto un tipo di vacanza molto particolare , quella dell'anima in monasteri e abbazie. In Italia ce ne sono circa trecento, e i monaci sono sempre più disponibili ad accogliere nella pace dei loro luoghi di lavoro e di preghiera i laici in cerca di antiche suggestioni e ritmi più distesi.

In Italia sono circa trecento gli eremi, monasteri e abbazie che aprono celle e cameroni ai turisti.

Questi si fermano due o tre giorni concedendosi una sorta di vacanza dell'anima lontano da tutti e soprattutto fuori dai soliti ritmi.

Ci sono intellettuali eccellenti, ma anche semplici nomadi da week-end. In genere questi rifugi sono solo maschili o solo femminili, ma talvolta sono disponibili sistemazioni separate per uomini e donne nello stesso complesso.

Tra celle e chiostri la vita scorre serena e ordinata, ed è buona norma che gli ospiti accolgano l'invito a partecipare alla liturgia quotidiana. Ecco il programma della giornata-tipo delle vacanze spirituali.

In genere la sveglia è prevista per le cinque, ma in alcune congregazioni viene anticipata al cuore della notte, con il Mattutino.

La colazione è alle otto e, dopo un po’ di preghiera, gli ospiti sono liberi per i loro lavori manuali o intellettuali. Alle dieci la messa, alle dodici le preghiere dell'Ora Sesta. Alle dodici e mezza pranzo nel refettorio, poi una breve ricreazione, all'una e mezza tutti di nuovo al lavoro. Alle cinque i canti e le preghiere dell'Ora Nona e talvolta del Vespro. Alle sette e mezza la cena, rapida, frugale, seguita da un po’ di ricreazione. Alle nove le preghiere di fine giornata (La Compieta) e alle dieci i monaci sono già nelle loro celle. E solo in alcuni casi gli ospiti possono entrare alle undici.

I modelli di vacanza spirituale possono sostanzialmente ricondursi a due prototipi dominanti. Il primo è quello più propriamente "monastico", messo a punto dai benedettini, spesso arroccato sulle montagne o isolato in aperta campagna. L'altro è quello conventuale dei francescani e domenicani. Il convento nasceva vicino alla gente, per convertirla, e quindi queste strutture si trovano subito fuori dalle mura che nel dodicesimo secolo cingevano le nostre città. Con tempi e modi giusti, senza stress di nessun tipo, sono ormai numerosi i conventi che organizzano corsi di restauro (soprattutto di libri), di erboristeria, di riscoperta di antiche tecniche giardiniere, di canto gregoriano. Quanto poi agli esercizi spirituali, la scelta non è ristretta unicamente a quelli cattolici. Nel convento di San Francesco a Subiaco, per esempio, lo Yoga Club di Roma organizza due quarantott'ore (una a Natale, l'altra a Capodanno) per fornire le regole base della meditazione orientale.

Uno dei monasteri piemontesi maggiormente frequentati è quello della Comunità di Bose, nel Comune di Magnano (Biella), diretto dal monaco Pietro Bianchi, (aperto tutto l'anno), un religioso assai noto in Italia, per le sue molteplici apparizioni televisive , per sottolineare l'importanza della vita monastica e del turismo nei centri di Fede.

In inverno, una delle mete più suggestive è Camaldoli, nel cuore delle foreste casentinesi, davvero fiabesco, immerso in un paesaggio di neve. Secondo gli esperti, però, i più leggendari sono i monasteri toscani. Nell'eremo di San Galgano, per esempio, non si può dormire, ma è possibile "vedere una spada nella roccia, conficcata lì da secoli, proprio come la leggenda racconta". Lo rivela il testo che è ormai diventato la "bibbia" di questi sacri luoghi. Si chiama "Guida ai monasteri d'Italia", è una pubblicazione di grande interesse per i turisti dell'Anima.

I costi sono difficili da precisare. Non ci sono tariffe, ricevute, prezziari. Spesso il criterio è quello delle offerte libere

 

 

 

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