|
Le
buone risottate nelle duemila sagre che si svolgono in Italia
Raccontate
da Alfredo Zavanone
Scorpacciate e
allegria in tutto il Bel Paese con le Duemila sagre dedicate al
bianco cereale: il riso.
Passiamo in rassegna le sagre e
manifestazioni, vecchie e nuove, in cui il riso è stato e sarà
protagonista. Gli appuntamenti con le leccornie a base di riso sono
sempre stati numerosi ma quest’anno ancora di più.
Chef
in azione da Sessame d’Asti a Villanova Monferrato (Piemonte) ad
Isola della Scala, appuntamenti anche a Nus (Valle d’Aosta), Berna,
ad Iolanda di Savoia (Veneto) ed in Sardegna a Simaxis.
“Il viaggiatore che, senza fretta,
percorre la statale che scende da Gattinara verso Vercelli e lascia
vagare il suo sguardo nella feconda campagna circostante, può
scorgere a pochi chilometri da Arborio, ma solitario rispetto al
paese, un vecchio cascinale massiccio, imponente, dai muri bianchi e
dalle travi scure, circondato dalle risaie vengono allagate, la
costruzione assume il bizzarro aspetto di un’isola”. E’
l’inizio di un racconto firmato da un misterioso Sir Conrad
Longlife, tratto da un piccolo libro pubblicato (ovviamente su
carta di riso) a cura dell’azienda leader del settore, la Riso
Gallo. Il titolo è suggestivo: “Il viaggio
dell’uomo intorno al riso”. Il percorso, lunghissimo,
attraversa non solo l’Europa, ma anche le Americhe, l’India e la
Cina. Per concludersi in Italia. “…Arborio, Carnaroli; i migliori
risi della pianura Padana – si legge nell’Epilogo – il riso che
la campagna coltiva con amore e fatica e che, nel tempo, è
divenuto simbolo del gusto che si evolve e si fa sempre più
prezioso e raffinato. Riso bianco, scuro, lungo, rotondo:
dappertutto, nel mondo, le spighe del riso sono tracce di umanità”.
Oggi in Italia si producono circa 11
milioni di quintali di riso in 195 mila ettari di terreno, per il 45%
concentrati nel Vercellese. Ma la passione del chicco è ben
più diffusa: basta pensare che sono quasi 2.000, lungo tutto
lo stivale, le sagre dedicate al riso.
Duemila risotti! Per il terzo
millennio un augurio gustoso con gli appuntamenti gastronomici e
culturali che in tutta Italia celebrano le virtù del riso e
del risotto.
Sfogliando il calendario delle
manifestazioni, grazie al lavoro svolto soprattutto dalle Aziende di
Promozione Turistica, troviamo che il riso è protagonista di
«eventi storici». La Lomellina, questa grassa
terra padana è già stata al centro negli anni passati
dell’iniziativa “Punta su Pavia” con le Pro Loco di Valle
Lomellina, Lomello, Dorno, Sannazaro de’Burgundi, Frascarolo e
Parona che hanno presentato in p.za della Vittoria a Pavia
quattro risotti tipici e cioè con le rane, con la salsiccia,
con la “suca” (la zucca) e con il brodo di rane e funghi. Piatti
sopraffini accompagnati dal salame d’oca di Mortara, dal
formaggio Gorgonzola di Novara e dai biscotti tipici della
Lomellina, “bagnati” dai vini D.o.c. dell’Oltrepò
Pavese. Un vero successo per la promozione dei risotti della
Lomellina, che si ripeterà anche quest’anno con la sfilata
dei risotti storici di questa terra.
Altro appuntamento da ricordare
quello di Monti Beccaria con lo sposalizio dei risi della
“Gallinella” (Azienda agricola di Velezzo Lomellina) con i vini
della “Cantina storica” di Monti Beccarla, in occasione del
conviviale promosso dal Lions Club di questo Storico Comune
dell’oltrepo Pavese.
Ma gli appuntamenti con il risotto
lomellino non si fermano qui: il 17 gennaio di ogni anno, quando cioè
la chiesa festeggia sant’Antonio Abate eremita famoso per essere
riuscito a sfuggire a tutte le tentazioni del demonio e protettore
degli animali, gli agricoltori della zona si ritrovano dopo la Messa
per il pranzo sociale a base di risotto con le frattaglie di maiale.
La Sagra è da sempre sinonimo di festa popolare che si svolge
in un paese, in un rione, in un parco cittadino per celebrare un
raccolto, un prodotto o una circostanza particolare. Quella del riso
è diventato un appuntamento annuale importante e seguito in
molti comuni italiani e in genere si svolge dal mese di aprile a
ottobre, periodo in cui il clima è mite, ci sono i raccolti e
la gente è in festa.
A Primavera, o, per meglio dire, in
occasione della “Primavera dei Vini”, a Rovescala,
nell’Oltrepò Pavese, gli esperti risottai di Olevano
Lomellina, nell’assolato mezzogiorno dei quattro week-end di
marzo, propongono riso e Bonarda D.o.c.
La festa del riso più
popolare di tutto il Piemonte si tiene da oltre un secolo nel comune
di Sessame d’Asti, paese vitivinicolo della collina
astigiana, dove la Confraternita del Riso propone il risotto con lo
zafferano e con i fagioli ai turisti che, nella prima domenica di
maggio affollano questo centro divenuto orami famoso tra i cultori
della buona tavola per aver sposato i vini locali al riso padano.
L’Associazione Interscambi di
Alexander Mascal di Asti ha programmato nella primavera del 2003 un
gemellaggio “Roero–Lomellina” con l’abbinamento tra vini e
riso, che si è tenuto a Sommariva del Bosco nel
Cuneese, grazie alla collaborazione con “Il Trovarobe di cose
buone”, Tonino Sturmia. I risotti della Lomellina sono stati
abbinati, per l’occasione, al Favorita ed Arneis D.o.c., entrambi
del Roero.
A Villanova Monferrato paese
risicolo per eccellenza del casalese, da decenni, in occasione della
festività di S. Pietro e Paolo, viene assegnata la “Padella
d’Oro”, per una ricetta esclusiva dedicata al risotto. Tra i
vincitori del concorso, una volta riservato ai Vip, c’è
stato persino il compianto attore e regista Ugo Tognazzi, premiato
per un risotto ai formaggi. Ora l’iniziativa è rivolta alle
massaie per recuperare antiche ricette famigliari.
Ad Asigliano Vercellese in
concomitanza con la 567a edizione della ultrasecolare
Corsa dei Buoi, per assolvere ad un voto fatto dalla popolazione a
San Vittore, l’Amministrazione Comunale ha creato un concorso
dedicato al riso, con la partecipazione di tutte le provincie
risicole italiane. Per una sera gli chef dei maggiori ristoranti
italiani, aderenti alla Federazione Italiana Cuochi, presentano una
ricca serie di fumanti risotti: l’appuntamento è per il
primo lunedì di maggio.
Anche la Provincia di Biella,
istituita nel 1955, ha la sua sagra del riso. Si tiene nel territorio
dei Comuni di Massazza e Villanova Biellese, a fine
agosto (ultima domenica) ed in pochi anni si è imposta
all’attenzione dei turisti. È denominata “sagra del Riso
Biellese” ed offre oltre ai risotti altre specialità tipiche
nella zona.
Valle Lomellina e
Sartiranra tornano sulla breccia a settembre in occasione della
“Festa della Rana”), dove il riso non viene certo dimenticato, e
più o meno nello stesso periodo cade la festa popolare di
Caresanablot con la “Rassegna della Panissa”, che si
ripete a fine agosto nell’area della Palestra Mazzini di Vercelli:
un’iniziativa che di anno in anno assume sempre maggiore importanza
per quanti amano la cucina tradizionale vercellese.
Anche in autunno il Pavese non
delude e Paviamostre ci propone una rassegna regionale
dedicata all’economia, all’artigianato, ai prodotti tipici e alla
cucina, che dedica al riso un posto di onore.
C’è poi la tradizione di
Sannazzaro de’Burgundi, dove per la sagra annuale, con
l’intervento della Federazione Italiana Cuochi, vengono preparati
risotti per oltre duemila persone. In merito a questa iniziativa,
ricordiamo il successo riscontrato dallo chef Egidio Rossi di
Vigevano, coordinatore dello operazioni di cucina.
L’autunno è anche il
periodo prediletto per onorare il riso e la Confraternita Vercellese
del Vino e della Panissa (Gran Maestro il Prof. Giuseppe Sichieri),
che da trent’anni opera nella valorizzazione di questi due prodotti
e propone serate a tema, per far conoscere questo piatto «povero»
vercellese, divenuto oggi il fior fiore della ristorazione regionale.
Sulla «panissa»
vercellese e novarese, d’altro canto, è in corso da tempo
immemorabile una disputa non ancora appianata: alla destra del fiume
Sesia il piatto tipico si scrive «panissa»; alla
sinistra, invece, è «paniscia». Le differenze tra
le ricette sono, a seconda della raffinatezza dei buongustai, minime
o decisive …
Attraversando il Ticino, in onore a
Gianni Brera, che al risotto classico lomellino e al Carnaroli
del Pavese, aveva dedicato un suo racconto gastronomico, gli amici
del Club del Forchettone, benemerita associazione culturale lombarda,
si ritrovano ogni anno in autunno per gustare i risotti tanto cari al
grande giornalista.
Ma ancor prima, una festa da non
dimenticare è quella organizzata nella prima settimana di
settembre dagli agricoltori del Vercellese, del Novarese e della
Lomellina che si ritrovano nella Azienda Agricola Arlone di Villata,
per la visita di campi sperimentali cui segue una “spanciata”
preparata da due esperti risottai: risotti dal tardo pomeriggio a
notte fonda, con l’aggiunta di salami e gorgonzola.
Va ricordato che i risottai di
Villata sono tanto famosi persino a Berna, in occasione
dell’annuale maratona europea, la squadra degli atleti di Robbio
Lomellina, Borgovercelli, Villata e Casalino, che da
sempre partecipano a questo appuntamento elvetico riservato ai non
professionisti, a fine corsa distribuiscono i risotti padani.
In Valle d’Aosta la festa
tradizionale del risotto con la Fontina, il formaggio tipico della
Regione, si svolge invece nel Comune di Nus, durante i
week-end di Settembre. Sono stati alcuni ristoranti di origine
vercellese ad introdurre questa rassegna che richiama molti turisti.
Nella città di Mede
Lomellina, per il “Palio dei Rioni” che si rinnova nella
seconda domenica di settembre, il riso è protagonista come
dolce grazie ad una storica ricetta popolare, quella del biscotto a
base di riso (farina di riso, burro, uovo, zucchero) chiamato
“Ciaramela”, prodotto da un’industria dolciaria locale e
diffuso sul territorio nazionale da una riseria lombarda.
Sempre a settembre, l’Azienda
Agricola Tenuta Castello di Desana in provincia di Vercelli,
durante la tradizionale festa del “Riso Italiano di qualità”
i Ristoranti della Tavolozza e l’Associazione Culturale “Ca dj’
Amis” presieduta da Claudia Ferraresi, propongono la degustazione
di risotti e dolci a base di riso e con farina di riso, firmati da
grandi chef.
A Bonferraro, nel veronese,
all’inizio di ottobre si festeggia con la festa Riso e Vino, nata
nel 1991 e chiamata così per celebrare il connubio tra diversi
piatti di riso e ottime qualità di vino.
La fiera del riso più
importante resta comunque quella di Isola della Scala che
festeggia quest’anno la 39a edizione. A cavallo tra
settembre e ottobre si rende omaggio al Vialone Nano Veronese,
coltivato nei territori di Isola della Scala da più di
cinquant’anni e nato dall’incrocio tra il Vialone nero, dalle
ottime qualità culinarie, e il Nano.
Due anni fa la manifestazione
(svoltasi da settembre ad ottobre) è iniziata con il terzo
concorso gastronomico “Risotto d’oro dell’Igp” organizzato
dal Consorzio Tutela Riso Vialone Nano Veronese Igp,
dall’Amministrazione comunale di Isola della Scala e
dall’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Verona. Vi
hanno partecipato ristoranti e trattorie di ventitré Comuni
del comprensorio Igp.
In Sardegna nella provincia di
Oristano, a Simaxis si rinnova ad Ottobre la “Sagra
del riso” che festeggerà quest’anno la sua ottava
edizione. Questa sagra è stata promossa dal Comune in
collaborazione con la Pro Loco e si articola in due giornate. Nella
passata edizione si è tenuto un incontro in cui si è
discusso dei problemi attuali della risicoltura e successivamente si
è svolta una gara culinaria tra i cuochi partecipanti che
hanno proposto varie specialità a base di riso.
Durante l’autunno in Cascina,
nell’Agriturismo Cascina Smeralda a Vialarda Pontestura,
nel corso dei diciotto appuntamenti dedicati alle ricette del passato
e alla tradizione contadina, oltre alla classica “panissa”,
troviamo il “risotto al Barbera”, il “risotto ai funghi
porcini”, il “risotto giallo con zucchine”, e il “risotto con
le castagne”. Un vero trionfo di primi piatti, cucinati per
esaltare la produzione vercellese novarese, con un occhio di
riguardo al riso classico della Baraggia.
Recentemente la stampa nazionale
femminile si è occupata delle tradizioni risicole lomelline,
dedicando al Ristorante “Margherita” di Garlasco, frazione
Bozzola, una segnalazione per i risotti che Gianna Lavezzi
propone alla sua clientela da ricette tramandate oralmente.
L’esperienza della mondariso, che giungevano dall’Emilia Romagna
e dal Veneto in tutte le provincie padane, hanno lasciato un ricco
bagaglio di suggerimenti, che “mamma Margherita” ha raccolto e
perfezionato nella cucina di questo ristorante del Santuario di N.S.
della Bozzola ed ora la figlia Gianna le ha affinate, creando un menù
a base di risotti di grande pregio. L’ultima novità è
il “riso nero”, ossia la nuova varietà “Venere”, che
la Sapise (Sardo piemontese sementi) ha presentato con successo
sul mercato nazionale.
Ed in tema di riso a tavola,
dobbiamo segnalare il bel libro di Annalisa Alberici, ha
pubblicato di recente dal titolo: “La Tavola del Gran Pavese”
Enogastonomia, cultura, tradizione e folclore in Lomellina, Oltrepò
Pavese, editore Franco Muzzio (pag.452). C’è in questo libro
tutta la storia enogastronomica della Provincia di Pavia. I risotti
“Gran Pavese” di Annalisa Alberici è una completa storia
dell’alimentazione nella grassa terra padana.
Non resta che augurare a tutti di
non perdersi questi appetitosi appuntamenti.
Nota di INformaCIBO: Un’altra
pubblicazione dedicata all’oro verde è quella dell’autore
di questo articolo, Alfredo Zavanone, che ha scritto davvero
un bel libro: “Sua maestà il Riso” edita a Bologna
da “Atesa Editrice”. È un libro che contiene oltre
100 ricette firmate da Chef di grande fama. Tutto da leggere per
poter poi correre ai……..fornelli!.
|