Alla caccia delle golosità con "SQUISITO"

di Francesca Rossetti

ha collaborato Alfredo Zavanone

San Patrignano e l’arte del buon cibo: per il secondo anno consecutivo questo binomio è risultato vincente, come ha dimostrato il recente successo di Squisito, tenutosi presso la più famosa comunità italiana per il recupero delle tossicodipendenze e che ha dimostrato di essere una delle maggiori rassegne agroalimentari più importanti del Belpaese, alla presenza di espositori di tutte le regioni italiane.

Nel grande padiglione appositamente attrezzato abbiamo potuto conoscere e assaggiare le prelibatezze più svariate: dall’Asti della Regione Piemonte alla piadina riminese e forlivese (una più sottile, l’altra più spessa) nello stand della Regione Emilia Romagna, seguiti a ruota dai formaggi dell’Oltrepo Pavese e della Carpegna, dal sale delle saline di Cervia ai sottaceti di Salerno, dalla bufala campana ai dolci marchigiani e ai vini dei Monti Sicani della Sicilia, per ben tre giorni Squisito ha visto un pullulare continuo di golosi, operatori enogastronomici e giornalisti di settore che hanno potuto conoscere meglio la ricca cucina italiana anche grazie a numerose conferenze e dibattiti aperti a tutti e nei quali si è parlato del taglio del formaggio, dell’uso del tonno, delle diverse varietà di pinzimonio, del grom, il gelato estratto da rare materie prime, delle mostarde e delle loro combinazioni con i formaggi, di granite, gelati e sorbetti, del the e del pesce azzurro, per tutti i gusti, insomma.

Il Prosciutto di Parma e il Parmigiano Reggiano l’hanno fatta da padrone, mentre la pizza napoletana è stata oggetto di interesse soprattutto per i ragazzini, arrivati numerosi per conoscere più da vicino i segreti del piatto italiano per antonomasia, e ben 500 pizze sono state sfornate, dalla margherita alla capricciosa alla 4 stagioni.

Nello stand dell’Emilia Romagna abbiamo potuto conoscere meglio i salumi della provincia di Piacenza: la coppa, il salame e il prosciutto, stagionati a lungo allo scopo di creare il caratteristico sapore più dolce del rinomato collega parmense, il quale prevede una stagionatura più breve e un utilizzo ridotto di sale e conservanti, e mentre una gentile esperta ci illustrava i procedimenti, gli allievi dell’alberghiero “Pellegrino Artusi” di Forlimpopoli servivano le succulente pietanze ai numerosi convitati.

Grande successo ha avuto “La Giostra dei cuochi”, una vera e propria scuola culinaria dove chef di professione e docenti dei maggiori istituti d’Italia hanno svelato segreti e tecniche della loro professione, partendo dal menu di castagne per arrivare alle erbe spontanee e alla lavorazione del burro.

In molti stand erano in distribuzione libri di ricette gratuite: ci siamo appassionati soprattutto a quelle emiliane e marchigiane, e vedremo  di metterci ai fornelli quanto prima.

Accanto al tendone della pizza ecco apparire un sogno dal nome molto chiaro: Dolce Amaro. Si tratta di uno spazio dedicato al cioccolato, al latte, fondente, alle nocciole, fiore all’occhiello del Trentino e della Svizzera, e una volta entrati dentro eccoci uscire con una Sacher Torte, dolce tipico viennese, e un gelato al cioccolato, bacio e gianduia, giusto per assaporare le varie tonalità che partono tutte dall’utilizzo del cacao amaro e che, in base alla quantità di zucchero e latte utilizzati, assumono un sapore ed un colore più o meno dolci.

Per i più solerti si sono svolti alcuni laboratori dal fantomatico nome “Alla ricerca del cibo perduto”, per imparare a imbottigliare il vino, a produrre il formaggio, a preparare pane, pizza e dolci e a insaccare salami e prosciutti.

 

Fra i relatori dei convegni si sono avuti nomi illustri, fra cui Luca Cordero di Montezemolo e Letizia Moratti che hanno parlato del cibo come punto d’incontro fra le culture europee e Girolamo Sirchia che assieme al ministro dell’Agricoltura Gianni Alemanno ha affrontato lo spinoso argomento del vino come possibile droga.

Squisito è continuato a Riccione: in viale Ceccarini l’allegra presenza di Antonella Clerici, già nota al pubblico del piccolo schermo con la sua seguitissima trasmissione “La prova del cuoco” si è affiancata a quella di Andrea Muccioli, patron della comunità, che ha proposto l’apertura di una torrefazione a San Patrignano, dove già i vini prodotti sono molto apprezzati.

I ragazzi ospiti della comunità sono 1800 e hanno creato un’ottima squadra di lavoro, dall’accoglienza e alla distribuzione del materiale stampa alle informazioni fra uno stand e l’altro, il che ci dimostra la validità delle terapie seguite e soprattutto l’apertura della comunità verso il mondo esterno con iniziative nuove e di successo come questa.

Chissà, forse in futuro Squisito accoglierà anche la cucina europea o d’oltreoceano: nel frattempo ci siamo degustati un’Italia nuova e ricca di sorprese culinarie.

 

 

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