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8 marzo Festa delle Donne: Birra, una storia di donne

Cleopatra, Hildegard von Bingen e le alewise inglesi: per celebrare la Giornata internazionale della donna AssoBirra ricorda i personaggi femminili che hanno fatto la storia della birra

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 05/03/2020

L’otto Marzo si avvicina.

In occasione della Giornata Internazionale della DonnaAssoBirra, l’Associazione dei birrai e maltatori italiani, celebra tutte le donne e in particolare le beer lover di ogni tempo ripercorrendo la straordinaria storia millenaria della birra, di cui le donne sono state protagoniste fondamentali.

Un binomio che continua a essere consolidato, come hanno evidenziato i risultati dell’indagine* “Gli Italiani e la birra” commissionata da AssoBirra ad AstraRicerche. Dalla ricerca, infatti, è emerso che il 70% delle donne italiane consuma birra e il 30% di loro lo fa almeno due volte a settimana. Tra donne e uomini, almeno nel consumare la birra, non sembrano esserci grandi disparità! Negli ultimi 5 anni inoltre 4 donne su 10 hanno aumentato i consumi di birra, diventando delle vere esploratrici del gusto.

Tutto ha inizio grazie a una donna

Mesopotamia 4500 a.C. Una donna abbandona una ciotola piena d’orzo come dono propiziatorio per gli dei. L’orzo resiste alla pioggia battente per poi essere riscaldato dal sole ed iniziare a fermentare. In un villaggio sconosciuto tra il Tigri e l’Eufrate nasce, a opera di una donna, la prima birra! In questa regione la storia della birra è sempre stata legata al mondo femminile: era considerata infatti un alimento, al pari del pane, e la sua produzione era naturalmente affidata alle donne tanto che nel corredo di ogni sposa non mancavano mai gli strumenti e gli ingredienti necessari a prepararla.

Birra, una bevanda per dee e regine

In antichità la birra è sempre stata associata al concetto di fertilità, al rito delle messi e alle divinità femminili come Ninkasi, venerata dai sumeri e considerata dea della birra. La leggenda vuole che sia nata da “una fresca acqua frizzante” e che questa dea sia nata per “soddisfare il desiderio e appagare il cuore”.

Nel 1° secolo a.C. sarà la regina Cleopatra, grazie alle relazioni diplomatiche con i romani, a facilitare l’esportazione della birra al di là del Mediterraneo, dove il vino all’epoca la faceva da padrone. Non fu facile per i Romani acquisire questa nuova abitudine di consumo, nel corso dei secoli però la birra riuscì ad affermarsi tanto da legarsi alla dea Cerere, la controparte femminile di Bacco e del suo vino, da cui il nome cerevisa. Dai reperti storici sappiamo anche che Cleopatra beveva zithum e offriva agli dei coppe di birra cevrin, di migliore qualità; alla birra zithum è legata anche la statua della Dea Zampillante Birra risalente al XVIII secolo a.C. Che già in antichità le donne fossero estimatrici di birra è dimostrato dagli affreschi di Palazzo Cnosso, a Creta, datati tra il 2000 e il 1450 a.C .che mostrano donne intente a bere birra.

Dai monaci alle alewise

Perché la produzione della birra faccia un grande passo avanti bisognerà attendere secoli, furono infatti i monaci a modernizzare le tecniche di una tradizione brassicola medievale ancora piuttosto primitiva. Ai monaci il merito di aver fatto ordine nelle fasi produttive, dettando le norme igieniche e codificando così le tecniche. Ma fu la monaca tedesca Hildegard von Bingen intorno al 1100 a sistematizzare per prima gli studi sul luppolo e ad impiegarlo come aromatizzante al posto delle spezie.

Le campagne e i villaggi inglesi poi, daranno i natali alla figura della alewise, letteralmente birraia: nel 1700 l’80% delle licenze per produrre birra era in mano alle donne (che comunque dovevano avere l’appoggio di un uomo per ottenerla).

Italiane sempre più beer lover

L’industrializzazione traccia una linea netta tra ciò che era prima e quello che sarebbe stato dopo: gli uomini prendono in mano quasi totalmente la produzione della birra, e anche nell’immaginario comune la donna sembra sparire dallo scenario brassicolo.

Oggi sappiamo che non è affatto così. Le imprese femminili rappresentano il 10.8% del comparto birrario**; la birra è sempre molto amata dall’universo femminile e, come hanno evidenziato i risultati dell’indagine, le beer lover italiane hanno le idee molto chiare, soprattutto quando si parla di preferenze in fatto di cibo e bevande: il 58% delle italiane beve la birra perché ne apprezza il gustoil 48% perché è facile da abbinare con i cibi e infine il 37% perché crea condivisione!

Lunga vita alla birra e viva le donne!

*La Ricerca è stata commissionata ad AstraRicerche da AssoBirra nel 2018 ed è stata realizzata fra il 21 e il 27 aprile tramite 1364 interviste ad un campione di individui – uomini e donne – fra i 18 e i 70 anni.

**dato UnionCamere

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