Bartolo Ciccardini informa che è stata.....sciolta

la Commissione per la Ristorazione Italiana nel Mondo



Roma 6 maggio 2010. In Italia succede di tutto, ma si rimane lo stesso senza parole nell'apprendere che la “Commissione Ministeriale per la Ristorazione Italiana nel Mondo”, è stata sciolta dal ministro delle Politiche agricole (Zaia) “ai fini della semplificazione” e per “riduzione delle spese”.

Succede anche il paradosso dei paradossi: la Commissione non è MAI stata riunita e non costava una lira, pardon un euro, eppure si ha il coraggio di parlare di semplificazione e di riduzione delle spese?

Ancora una volta la sciatteria e l'indifferenza predominano: i Ristoranti Italiani all’estero contano poco elettoralmente e così ricevono solo pugni in faccia.


Eccovi qui sotto il testo della lettera di Bartolo Ciccardini, Presidenza di Ciao Italia - Associazione Mondiale dei Ristoranti Italiani all'estero e Presidente della Commissione sciolta d'imperio dal ministro.



Carissimi lettori ed amici,


ho il piacere di informarvi che in seguito alla lettera inviata dallo Studio Legale Fiori al Ministro dell’Agricoltura nella quale si diffidava legalmente il Ministro a convocare la Commissione Ministeriale per la Ristorazione Italiana nel Mondo,  il Ministero ha mandato questa risposta allo Studio Legale Fiori.

Il Capo di gabinetto del Ministero Dott. Giuseppe Ambrosio ha scritto:

Con riferimento alla nota 2 aprile 2010 si comunica che con Decreto del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 16 ottobre 2009 – di cui si trasmette in allegato copia conforme all’originale – la Commissione in oggetto è stata sciolta ai fini della semplificazione, razionalizzazione degli organismi collegiali, operanti presso il Ministero, ed alla riduzione delle spese sostenute da questa amministrazione per  commissioni e gruppi di lavoro. Firmato: D’Ambrosio…”

 

Faccio notare:

a -  Il decreto di scioglimento è del 16 ottobre 2009, subito dopo la mai richiesta di convocazione della commissione fatta nella mia qualità di vice Presidente Vicario.

b  - Nessuna notizia dello scioglimento è stata data a me e agli componenti della Commissione al momento della decretazione.

c -  La notizia è stata data allo Studio Legale Fiori, solo dopo la lettera di diffida al Ministero del 31/03/2010.

d – La commissione non costava neppure una lira al Ministero dell’Agricoltura, salvo la spesa dei francobolli per convocarla.

 

Non aggiungo ulteriori commenti, confermando le mie dimissioni per protesta, per l’incredibile trattamento messo in atto nei confronti dei Ristoranti Italiani all’estero.

 

Bartolo Ciccardini 

 

Si dimette per protesta contro la mancata convocazione della Commissione Ministeriale per la Ristorazione Italiana nel Mondo


Clamorosa iniziativa di Bartolo Ciccardini, Presidenza di Ciao Italia - Associazione Mondiale dei Ristoranti Italiani all'estero

Dimissioni e azione legale contro il Ministero delle Politiche Agricole


Ciccardini ad INformaCIBO: “Avevo dato da tempo l'incarico all'Avv. On. Publio Fiori di studiare un azione legale nei confronti di un Ministero che non esegue l'applicazione di un Decreto Ministeriale vigente al fine di appurare i danni riportati da questa categoria per la mancata difesa del Ristorante genuino dalle adulterazioni e contraffazioni”



Bartolo Ciccardini (Foto INformaCIBO)Roma 7 aprile 2010. Questa mattina l'Onorevole Bartolo Ciccardini, autorevole ex parlamentare della Prima Repubblica, ha annunciato le sue dimissione dalla Presidenza di Ciao Italia - Associazione Mondiale dei Ristoranti Italiani all'estero per protestare contro la mancata convocazione della Commissione Ministeriale per la Ristorazione Italiana nel Mondo istituita dal Ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro il 9 novembre del 2007.

E nel contempo ha annunciato di aver adito le vie legali contro il Ministero per le Politiche Agricole.

 

Al momento della sua costituzione il contestato Comitato era così composto: Presidente della Commissione il capo Dipartimento delle Politiche di Sviluppo delle Politiche Agricole e Forestali Giuseppe Ambrosio. Vice presidente vicario Bartolo Ciccardini, ex parlamentare e presidente dell'Associazione Ciao Italia. Gli altri membri della Commissione: Emilio De Piazza, presidente e amministratore delegato di Buonitalia spa; Enzo Lino Stoppani, presidente Fipe; Giuseppe Ferrarini, in rappresentanza di Ciao Italia, che raggruppa l'Associazione Ristoratori Italiani nel Mondo; Massimo Bigiali, presidente ORPI; Giuseppe Dell'Osso, presidente dell'Accademia Italiana della Cucina e Gabriele Gasparro, esperto.


Raggiunto telefonicamente da INformaCIBO l'Onorevole Ciccardini in merito alla sua presa di posizione ci ha dichiarato:

"Avevo dato da tempo l'incarico all'Avv. On. Publio Fiori di studiare un azione legale nei confronti di un Ministero (il ministero delle politiche agricole ndr) che non esegue l'applicazione di un Decreto Ministeriale vigente (Commissione Ministeriale per la Ristorazione Italiana nel Mondo” istituita dal Ministro in data 9 novembre 2007) al fine di appurare i danni riportati da questa categoria per la mancata difesa del Ristorante genuino dalle adulterazioni e contraffazioni”.


Di cosa si dovrebbe occupare la Commissione?

“Legalmente la commissione istituita è competente su tutta la materia riguardante i risotranti italiani all'estero e quindi -ci dice Ciccardini- oltre al danno riportato per la mancata riconferma del "Riconoscimento Ufficiale", potrebbero essere inficiati per competenza anche i provvedimenti presi per la promozione senza aver consultato la Commissione competente su questa materia.


Ma in ballo c'è solo l'aspetto giuridico?

“A dire il vero l'aspetto giuridico ed eventualmente penale, che compete alla procura della Corte dei Conti è meno importante. Più importante è l'aspetto politico: che fine ha fatto la politica che considerava strategicamente importanti i ristoranti italiani per la diffusione del prodotto agro-alimentare? Ho atteso la fine della campagna elettorale perchè questa iniziativa non fosse strumentalizzata, nè la polemica politica. Ma è giunta l'ora di fare chiarezza”.


In che modo?

“Bisogna rispondere ad alcune domande. Esiste ancora una vera politica per la promozione dei prodotti italiani all'estero? Esiste ancora lo strumento strategico dei Ristoranti? Esiste ancora una politica per le comunità italiane all'estero, di cui i Ristoranti sono una struttura di raccordo?. Nel villaggio globale, in questo settore siamo diventati i primi. La crisi è stata, meno forte nella bilancia dei pagamenti proprio nei prodotti richiesti dai ristoranti italiani. Mi aspettavo che chiedessimo alle Nazione Unite che la cucina italiana fosse dichiarata "Patrimonio dell'Umanità". Mi accorgo che non è considerata neppure degna di essere ricordata dalla Madre Patria..."


Ed ecco, di seguito, i documenti diffusi oggi da Bartolo Ciccardini

 

a - Lettera dello Studio Legale Fiori incaricato da Ciao Italia di diffida al Ministero dell’Agricoltura per la mancata convocazione della “Commissione Ministeriale per la ristorazione italiana nel mondo istituita dal Ministro in data 9 novembre 2007;

b – Lettera di dimissioni del Presidente di Ciao Italia, Onorevole Bartolo Ciccardini per protestare contro l’abbandono di ogni politica di salvaguardia e promozione dei Ristoranti Italiani all’estero;

c – Lettera del Presidente di Ciao Italia ai Presidenti delle Sezioni, ai Delegati ed ai Soci;

 


a –Lettera dell’Avvocato Fiori:

STUDIO LEGALE FIORI

Roma, 2 aprile 2010


Raccomandata: Al Ministro delle Politiche Agricole

e.p.c. : al Dott. Giuseppe Ambrosio, Presidente della “Commissione Ministeriale per la Ristorazione Italiana”

Oggetto: Mancata convocazione della “Commissione Ministeriale per la Ristorazione Italiana nel Mondo” istituita dal Ministro in data 9 novembre 2007


Signor Ministro,

Le scrivo per conto di “Ciao Italia” – Associazione dei Ristoranti Italiani all’Estero per significarLe quanto segue:

La Commissione in oggetto, è stata costituita con Decreto del Ministro per “difendere e proteggere” la cucina italiana, di “sviluppare progetti” per affermare il sistema della Ristorazione Italiana e “favorire” un ulteriore salto di qualità nell’offerta della cucina italiana.

Dal preambolo del decreto in questione emergono le ragioni per le quali  il governo ha ritenuto di dovere istituire un organo specifico (la Commissione) a tutela di un bene di importanza strategica quale è la cultura eno-gastronomina italiana in connessione con la qualità del sistema agro-alimentare italiano. Detto Decreto per tanto ha individuato un bene pubblico “frutto di un secolare processo storico di una società protagonista di significativi momenti della civilizzazione umana” che merita protezione istituendo a tal fine una Commissione con il compito di svolgere tale funzione pubblicistica.


Ma tale commissione fino ad oggi non è stata mai riunita perché il Presidente ha omesso di convocarla, nonostante anche una richiesta espressa rivolta al Ministro e al Dott. Ambrosio dall’ Onorevole Ciccardini, Vice Presidente Vicario.


Si pone pertanto Onorevole Ministro un serio problema istituzionale e giuridico perché ci troviamo in presenza di una vicenda sotto certi aspetti incomprensibile se non inquietante: Un Ministro da rilevanza istituzionale, ordina mentale ed amministrativa ad una funzione attribuendole così natura pubblicistica (la tutela della cultura eno-gastronomica e agro-alimentare); Dichiara necessaria la tutela, la protezione e lo sviluppo di detta funzione; Nomina a tal fine una commissione a tutela di detto bene di interesse nazionale.

La commissione che ha, come recita il decreto, la competenza per istituire il riconoscimento per il Ristorante Italiano e per promuove e realizzare ogni iniziativa per la qualità della Ristorazione Italiana all’estero non è stata mai riunita.

Siamo dinanzi ad un difetto di azione amministrativa che potrebbe comportare danni alla funzione pubblica da tutelare; e da allora sorge spontaneo al domanda a chi si dovrebbero imputare tali eventuali danni, compresi quelli sopportati dalle aziende italiane impegnate nella realizzazione di veri Ristoranti Italiani all’estero.

Sempre salva ogni ulteriore responsabilità collegata ad un eventuale uso distorto dei poteri dello Stato.

Signor Ministro, le chiedo pertanto di intervenire perché l’attività della Commissione abbia inizio e lascio a Lei  la valutazione sull’opportunità di investire della questione la Procura della Corte dei Conti.

Nell’attesa di un riscontro le invio cordiali saluti.

Publio Fiori

 

b – Lettera di dimissioni del Presidente di Ciao Italia:

Ai Soci Fondatori, al Consiglio Direttivo, ai Presidenti di Sezione, ai Delegati ed ai Soci di Ciao Italia.

 

Egregi Signori,

ho dovuto constatare che da oltre due anni il Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali, si è rifiutato di riunire la “Commissione ministeriale per la “Ristorazione Italiana nel Mondo” istituita con Decreto Ministeriale il 9 novembre 2007, nonostante le mie ripetute sollecitazioni nella mia qualità di Vice Presidente Vicario, nominato dallo stesso Ministero.

In questa maniera è stata sospesa ogni attività di promozione e  di difesa del Ristorante Italiano all’estero. E’ stato dismessa una politica di difesa nei confronti delle adulterazioni ed imitazioni. E’ stata negata la politica di promozione della cucina italiana, come patrimonio della civiltà umana.

 

Ho dato incarico all’Avv. Fiori di svolgere tutte le azioni, necessarie per appurare eventuali danni e responsabilità, per queste inadempienze gravissime. A me personalmente, non resta altra via per difendere i valori che la nostra Associazione promuove e per rendere pubblica la grave inadempienza che dare, perché suoni come alta protesta, le mie dimissioni da Presidente di Ciao Italia – Associazione dei Ristoranti Italiani nel Mondo”.

Mantengo, sempre per protesta, il mio incarico, stabilito dal Decreto Ministeriale del 9 novembre 2007, di Vice Presidente Vicario della “Commissione Ministeriale per Ristorazione Italiana nel Mondo” per svolgere tutte le azioni necessarie in difesa di questa legittima istituzione.

Ho dato incarico all’On. Egidio Pedrini, Vice Presidente dell’ Associazione, di gestire il periodo straordinario di transizione. 

Il Presidente di Ciao Italia

Bartolo Ciccardini



c – Lettera personale di Ciccardini agli amici di Ciao Italia:

Cari Amici,

 

dopo 30 anni e più di lavoro insieme, ho sentito il dovere di dare un ulteriore contributo all’Associazione dando le dimissioni da Presidente per protesta contro i gravissimi gesti che sono stati compiuti contro la Ristorazione Italiana all’estero e contro l’ unica vera e rappresentativa Associazione organizzata per difenderla. La Fondazione Cologni , facendo un’ analisi della situazione italiana ha denunciato la scomparsa dei mestieri d’arte e dichiara: “Senza una adeguata rivalutazione comunicativa con apposite campagne ministeriali è difficile affascinare le nuove generazioni”. La Confartigianato ha denunciato come le imprese artigiane fatichino in Italia a trovare mano d’opera di media qualificazione.

 

La strategia centrale risulta essere “la scuola per i grandi mestieri ed arti” come noi stiamo chiedendo da anni. Abbiamo offerto i nostri Ristoranti più qualificati per realizzare le Botteghe-Scuola che sono nella storia della nostra arte e della nostra eccellenza. Abbiamo istituito il Riconoscimento del Ristorante Italiano all’estero per dare a queste Aziende di Qualità, la dovuta forza per aprire il mercato mondiale ai veri prodotti di qualità della nostra agricoltura. Non è qui il caso di ricordare le nostre battaglie. I produttori hanno preferito di screditare la Ristorazione accusandola di essere responsabili delle falsificazioni. Le Lobby della grande distribuzione, hanno confiscato, con la intermediazione, i principali guadagni del mercato. Le stesse associazioni che organizzano in Italia le categorie legate al prodotto alimentare non hanno mai voluto riconoscere la funzione della Ristorazione Italiana all’estero.

L’ultimo episodio è stato la messa in frigorifero della “Commissione Ministeriale per la Ristorazione Italiana nel Mondo” istituita con Decreto Ministeriale, violando regole amministrative e danneggiando gli interessi della promozione del prodotto italiano all’estero.

 

La perdita dei prodotti di eccellenza, la concorrenza delle falsificazione e delle adulterazioni, la mancanza dei Riconoscimenti alle Imprese di grande qualità, che lavorano all’estero rappresentano il suicidio della vera potenzialità italiana.

 

Per obiettività devo anche riconoscere una stanchezza ed un individualismo negli imprenditori della Ristorazione Italiana all’estero che pur avendo raggiunto grandissimi risultati con i loro esercizi non hanno saputo rendere forte la loro organizzazione, non hanno incrementato la loro presenza facendo squadra, non hanno voluto passare a forme di organizzazione economica consortile per diventare gestori del mercato che avevano conquistato.

Sarebbe stato necessario promuovere, organizzare e rendere forte in proprio una Targa di Qualità, per rispondere all’abbandono delle autorità italiane.

Ritengo che sia necessaria una ripresa forte di quell’ energia, di quell’entusiasmo, e diciamolo pure, di quell’orgoglio nazionale che ha permesso all’Associazione di raggiungere grandi risultati.

Io sento il dovere di fare per l’Associazione, un ultimo sforzo ed un ultimo sacrificio: dare le dimissioni da Presidente, per protestare contro la colpevole rassegnazione di chi ritiene che l’Italia non abbia qualcosa da dire e da difendere in questo campo in cui ha raggiunto, con merito, il “Primato Globale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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