Al via la raccolta della pesca di Leonforte Igp

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 19/09/2018

Prende il via in questi giorni la raccolta della pesca di Leonforte Igp, presentata presso la sede Aicig (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche).

Una pesca tardiva, anzi una percoca, made in Sicily dal gusto genuino e senza chimica perché fatta maturare sull’albero da un sacchetto di carta pergamena che la protegge anche da infestanti.

Si tratta di una coltura di nicchia nei numeri – produzione annua di circa 800 tonnellate per un totale di 100 ettari – ma che porta nella grande distribuzione sapori, odori e colori autenticamente siciliani, e frutto del lavoro di una nuova generazione di coltivatori che, anche grazie all’Igp riconosciuta nel 2011, ha saputo scommettere sulla biodiversità e sulla sostenibilità nei campi.

 

Le caratteristiche di questa pesca

La particolare pratica produttiva della pesca di Leonforte Igp richiede un lavoro certosino. I frutti ancora piccoli e verdi vengono infatti insacchettati a mano uno a uno e chiusi con un sottilissimo fil di ferro: agli inizi di settembre i sacchetti vengono staccati dall’albero, si estraggono le pesche e si selezionano, ancora una volta a a mano e ancora una volta una per una: si eliminano quelle con qualche difetto e quelle buone – selezionate in base al calibro – vengono destinate alla commercializzazione.

Ci chiamano folli – commenta Carmelo Salamone, presidente del Consorzio di tutela della pesca di Leonforte Igp –  perché dietro c’è un lavoro eccezionale ed onerosissimo, un lavoro che richiede almeno un paio di mesi”.

La pesca di Leonforte Igp si produce sulle aree pianeggianti e collinari della Sicilia centrale tra i 200 e i 1000 metri sul livello del mare, nel territorio che comprende, oltre a Leonforte, anche Assoro, Agira, Enna, Calascibetta.

Condividi L'Articolo

L'Autore

Redattore