Bisol 1542, il futuro del Prosecco Superiore

Il lancio del nuovo marchio con i suoi valori cardine: unicità, autenticità e tradizione

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 23/04/2018

Il catering era firmato dai fratelli tristellati Cerea di Brusaporto (Bergamo), la giornata era quella inaugurale di Vinitaly, in sala c’era Luca Zaia, governatore del Veneto, nei viali di Verona fiere c’erano Di Maio e Salvini che non si sono fatti vivi, eppure qui l’entusiasmo era alle stelle, la sala strapiena e tanta gente in piedi.

Siamo alla presentazione del nuovo logo di un marchio, il prosecco veneto di Valdobbiadene.

Parliamo di Bisol, marchio storico del Prosecco Superiore di Valdobbiadene, che dal 15 aprile si racconta al mondo attraverso un nuovo linguaggio che ne interpreta i valori cardine: unicità, autenticità e tradizione. Il Gruppo Lunelli sceglie proprio Verona fiere per raccontare questo progetto ambizioso che vuole rendere Bisol, sempre di più, un punto di riferimento per il Prosecco Superiore di Valdobbiadene.

Mirco Bellucci, Emanuele Scarci e Matteo Lunelli

Il presidente del gruppo trentino, Matteo Lunelli, Amministratore Delegato del Gruppo Lunelli e Vice Presidente di Bisol, è il primo a salire sul palco, applaudatissimo, per illustrare il nuovo logo di Bisol, la casa produttrice di Prosecco acquisita dai Lunelli quattro anni fa, oltre che per sottolineare gli investimenti attuati, in campagna e in cantina, volti alla continua ricerca dell’eccellenza produttiva.

Quello che presentiamo oggi, è un progetto strategico per il Gruppo Lunelli ma vuole dare anche un contributo allo sviluppo del territorio” afferma Matteo. “Il Prosecco in tutto il mondo continua a crescere a ritmi straordinari, ma sul mercato viene richiesta prevalentemente la categoria senza indicare la preferenza per uno specifico marchio. Siamo convinti che sia fondamentale sottolineare la differenza tra Prosecco e Prosecco Superiore e auspichiamo che si sviluppino marchi riconosciuti e riconoscibili dal consumatore, al fine di promuovere la qualità e valorizzare questo grande vino. Bisol vuole essere sempre di più protagonista del Prosecco Superiore di Valdobbiadene”.

Dopo la proiezione di un bellissimo filmato che racconta la storia del nuovo marchio studiato con il supporto dell’agenzia Robilant associati, si chiama, Bisol 1542, mettendo in evidenza la data di nascita della casa vinicola di Valdobbiadene, che affonda le radici nel XVI secolo e si sottolinea il legame con il territorio attraverso l’indicazione di Valdobbiadene e la rappresentazione stilizzata di una ripida collina coltivata che ricorda il Cartizze. La nuova immagine coordinata ha inoltre un colore distintivo, il “verde Bisol”. Un tocco di verde che richiama il rigoglioso paesaggio coltivato a vite che contraddistingue da secoli le colline della zona.

Poi sale sul palco Gianluca BisolPresidente della Bisol Desiderio & Figli, che afferma:

“Oggi celebriamo una tappa importante del nostro percorso – spiega Gianluca, – Da sempre utilizziamo il verde come tratto distintivo nelle nostre etichette per esprimere lo storico e intimo legame con Valdobbiadene. Oggi, con un tratto di verde ancor più vivo, confermiamo la volontà di diventare sempre di più ambasciatori di questo meraviglioso territorio. Una sfida lungimirante, che con il prezioso contributo della famiglia Lunelli, raggiungerà traguardi ancor più ambiziosi, perché per essere originali bisogna essere originari, e chi più di Bisol può essere originario nel mondo del Prosecco?”

La linea Bisol è fatta solo di Prosecco Superiore DOCG e vuole raccontare la varietà del territorio di Valdobbiadene e sperimentare tutte le sfumature del Prosecco Superiore, perché ciascuna etichetta è espressione di un particolare terroir e di una specifica composizione del terreno.

Una collezione fatta di eccellenza senza compromessi, che racconta il faticoso lavoro della terra, frutto di una viticoltura eroica. Proprio per valorizzare ed avere il massimo rispetto per l’identità del territorio, sono state create due nuove etichette della Denominazione Rive: il Relio Rive di Guia, che vuole essere il vertice della produzione della Casa e il Rive di Campea, espressione del più importante vigneto di proprietà.

Accanto alla gamma Bisol è stata rivista anche la collezione Jeio. 

Se Bisol è il cognome, Jeio è il soprannome. Jeio era infatti il soprannome con cui Desiderio Bisol nel dopoguerra era affettuosamente chiamato dalla moglie. Se Bisol è l’anima legata a un saper fare, Jeio è l’espressione più fresca della marca, il volto contemporaneo, l’anima gioiosa del Prosecco che esprime la capacità di godere della qualità della vita, tipicamente italiana. Queste due collezioni sono due anime complementari della stessa marca che convivono e giocano l’una con l’altra.

Arrivato un po più tardi Luca Zaia, mentre ricorda che le bollicine venete valgono 540 milioni di bottiglie e mezzo miliardo di export, incoraggia i produttori presenti a vendere il prosecco di Valdobbiadene.

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