Come sta andando la vendemmia 2026, dall'Alto Adige alla Sicilia - InformaCibo

Come sta andando la vendemmia 2026: le valutazioni dei consorzi

Raccolta in anticipo, uve sane e volumi in calo in diverse zone: le prime valutazioni dei consorzi sulla vendemmia 2026

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 24/09/2026

Per diversi vigneti italiani la vendemmia 2026 dipende da una riserva fatta mesi prima: l’acqua caduta tra inverno e primavera. Dalla Maremma al Vittoriese è rimasta nei terreni e ha permesso alle viti di reggere un’estate lunga e calda, che in alcuni territori è passata senza pioggia per oltre due mesi. Dove l’acqua è mancata o dove è arrivata la grandine, il conto si legge soprattutto nelle quantità.

Le prime valutazioni dei consorzi di tutela, dall’Alto Adige alla Sicilia, descrivono una raccolta in anticipo quasi ovunque. In Alto Adige la partenza è stata la più precoce di sempre, nella Toscana del sud e in Umbria la raccolta è cominciata circa due settimane prima del calendario abituale. Sulla qualità i giudizi sono positivi, con uve sane nella gran parte delle zone; sulle quantità si va dal raccolto ottimo del Monferrato al calo tra il 10 e il 15% del Montecucco, ma per i numeri definitivi molti consorzi rimandano alla fine della raccolta.

Piemonte: buone notizie dal Monferrato, pesa la grandine sul Novarese

«La vendemmia 2026 si presenta con caratteristiche complessivamente positive. Nonostante una stagione segnata da condizioni climatiche variabili, i dati raccolti evidenziano un raccolto ottimo sia per quantità che per qualità. Le prime stime evidenziano una produzione equilibrata e prospettive qualitative molto interessanti», dice Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato.

Nell’Alto Piemonte l’annata porta il segno del 7 agosto, quando una grandinata violenta ha colpito buona parte dell’area novarese, in particolare le vigne di Sizzano e Fara e, in parte, quelle di Ghemme. «L’evento ha causato danni significativi soprattutto dal punto di vista quantitativo, con una riduzione della produzione in numerosi vigneti», spiega Andrea Fontana, presidente del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte. Nelle altre zone del consorzio l’estate è stata un po’ avara di pioggia, ma il carico d’uva è soddisfacente e Fontana guarda soprattutto al meteo di queste settimane: «Il mese di settembre sta registrando condizioni particolarmente favorevoli, grazie a importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte che stanno accompagnando al meglio la maturazione delle uve».

Colli Tortonesi, il Timorasso vendemmiato in anticipo

Nei Colli Tortonesi la vendemmia è cominciata la settimana dopo Ferragosto con Moscato e Dolcetto, e quasi subito è toccato al Timorasso: prima le uve per la versione più leggera e meno alcolica, poi quelle per il Derthona e il Derthona Riserva, i Timorasso di maggiore struttura che portano il nome latino di Tortona. «Si tratta di una vendemmia decisamente anticipata per questa varietà, anche rispetto alle annate precoci degli ultimi anni», dice Gian Paolo Repetto, presidente del Consorzio Colli Tortonesi. «Quest’anno le uve sono arrivate alla maturazione in condizioni sanitarie particolarmente buone». Dopo il Timorasso vengono Barbera e Cortese, e per ultima la Croatina, che nelle versioni da invecchiamento ha bisogno di una maturazione più avanzata per dare tannini morbidi. Le quantità, per il consorzio, sono equilibrate, anche se il caldo è arrivato già a maggio e le giornate sopra i 35 °C sono state molte.

Il Timorasso, il bianco simbolo della denominazione, è anche il motore di una crescita che il consorzio adesso vuole consolidare. I vigneti sono passati dai circa 100 ettari del 2016 a oltre 500, e per la prossima programmazione il consorzio ha azzerato le autorizzazioni per nuovi impianti. «Siamo tra le poche denominazioni italiane che, negli ultimi anni, pur in un contesto difficile per il settore, hanno registrato una crescita costante», dice Repetto.

Lombardia, il Garda in anticipo e le basi spumante dell’Oltrepò già in cantina

Sulla sponda bresciana del lago di Garda, in Valtènesi e nell’area della Riviera del Garda Classico, la raccolta è partita qualche giorno prima rispetto al 2025. «Le uve si presentano sane, equilibrate e con un ottimo grado di maturazione. Nonostante una lieve riduzione delle quantità rispetto alle aspettative iniziali, conseguenza delle alte temperature registrate durante la stagione e di alcuni eventi climatici che hanno interessato il territorio, ci aspettiamo vini capaci di esprimere al meglio il carattere della Valtènesi», commenta Paolo Pasini, presidente del Consorzio Valtènesi, che per un giudizio definitivo preferisce aspettare la fine della raccolta.

In Oltrepò Pavese la vendemmia è cominciata dalle uve per le basi spumante, che si raccolgono prima delle altre perché devono arrivare in cantina con un’acidità alta, quella che darà freschezza ai vini con le bollicine. «La raccolta delle uve destinate alle basi spumante è terminata e la qualità si è rivelata molto alta, mentre quella delle uve per i rosé è ancora in corso», racconta Riccardo Binda, direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese. Più incerto il quadro a est: «Alcuni problemi si sono registrati nella parte orientale del territorio a causa delle recenti grandinate, ma è ancora presto per quantificarne l’impatto».

uva bianca

Alto Adige, la vendemmia più precoce della sua storia

In Alto Adige si è partiti dai vigneti precoci, con le uve per le basi dello spumante metodo classico. «Questo è l’inizio di vendemmia più precoce nella storia dell’Alto Adige», dice Eduard Bernhart, direttore del Consorzio Vini Alto Adige, e aggiunge: «Già a marzo e ad aprile le temperature erano superiori alla media, accelerando enormemente il ciclo vegetativo delle uve». Maggio, insolitamente fresco, ha cambiato poco prima del caldo di giugno e luglio. Sulle uve Bernhart è positivo («I grappoli hanno un aspetto sano») e insiste sull’importanza di raccoglierle con la giusta acidità: «Garantisce quella freschezza ed eleganza per cui sono noti i nostri vini».

Emilia-Romagna, a Castelvetro una raccolta anticipata e uve poco acide

A Castelvetro di Modena il caldo dell’estate ha fatto partire la raccolta molto presto e ha lasciato uve povere di acidità, la componente che dà freschezza al vino e lo aiuta a conservarsi nel tempo. «La vendemmia 2026 è sicuramente una delle più complicate degli ultimi anni», sottolinea Alberto Pezzuoli del Consorzio Castelvetro VITA. «Acidità basse e pH alti metteranno a dura prova il lavoro in cantina, ma i nostri esperti cantinieri ed enologi sapranno come sempre trattare al meglio le uve». E il risultato atteso è incoraggiante: «Ci aspettiamo degli ottimi vini carichi di personalità».

Toscana, Maremma e Montecucco con quindici giorni d’anticipo

In Maremma Toscana la raccolta è partita con circa quindici giorni d’anticipo sulla media, dalle uve bianche precoci e dalle basi spumante. Le piogge di inverno e primavera avevano ricaricato d’acqua i terreni, e questo ha aiutato le viti in un’estate molto calda; il prezzo del caldo sta nel peso dei grappoli, più leggeri del solito, che fa prevedere volumi sotto la media. «Dalla gestione dei carichi produttivi fino all’ombreggiamento dei grappoli, ogni intervento è finalizzato a mitigare gli effetti delle alte temperature. Le uve sono estremamente sane e le prospettive qualitative sono molto incoraggianti», spiega Francesco Mazzei, presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana. Secondo Mazzei la zona «sta dimostrando una crescente capacità di convivere con un clima che cambia, grazie all’esperienza dei viticoltori e a una gestione sempre più evoluta dei vigneti».

Più all’interno, nel Montecucco, tra le pendici del monte Amiata e la Maremma, dai primi di giugno al 20 agosto la pioggia è mancata del tutto e l’estate ha portato cinque ondate di calore, con punte di 37-38 °C. L’acqua accumulata nei mesi piovosi ha fatto da scorta, e le piogge tra fine agosto e inizio settembre hanno aiutato a completare la maturazione fenolica – quella di bucce e vinaccioli, da cui dipendono colore e tannini – che nel Sangiovese si faceva attendere. La raccolta è arrivata con lo stesso anticipo della Maremma, e i volumi sono calati in media tra il 10 e il 15% rispetto al 2025. «I risultati di questa vendemmia confermano ancora una volta la capacità del nostro territorio e dei nostri produttori di affrontare stagioni climaticamente complesse preservando qualità e identità delle uve», dice Giovan Battista Basile, presidente del Consorzio Montecucco. «È un risultato che accompagna un momento positivo per il Montecucco: nell’ultimo anno abbiamo registrato una crescita degli imbottigliamenti dell’11%».

vendemmia uva del 2026

Umbria, due settimane d’anticipo e più visitatori in cantina

Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top, parte dall’estate: «La stagione è stata caratterizzata da siccità e da un periodo di caldo prolungato, che hanno portato a una riduzione della produzione e ad acini più piccoli». Un acino piccolo ha in proporzione più buccia e meno succo, e a parità di uva raccolta se ne ricava meno vino. «Sul piano qualitativo, però, le prime impressioni sono molto positive e ci fanno guardare con fiducia al risultato della vendemmia».

In Umbria c’è anche chi la vendemmia viene apposta a guardarla. «La vendemmia è diventata un’esperienza enoturistica sempre più ricercata. Cresce infatti la partecipazione di chi sceglie di visitare le cantine proprio durante la raccolta, per vedere da vicino il lavoro che c’è dietro il vino e vivere un’esperienza a contatto con le aziende», racconta Giovanni Dubini, presidente del Movimento Turismo del Vino Umbria. Secondo Dubini la tendenza fa parte di una stagione turistica che si è allungata, con l’autunno sempre più scelto per i viaggi costruiti intorno alle esperienze, e porta gente in cantina in mesi che fino a poco tempo fa ne vedevano poca.

Abruzzo, il caldo sui vigneti e la questione dell’acqua

In Abruzzo il caldo ha anticipato la raccolta delle uve bianche più precoci, destinate alla DOC Abruzzo, mentre il bilancio finale dipende soprattutto dal Montepulciano d’Abruzzo, che si vendemmia più tardi. In primavera c’è stata qualche gelata tardiva, poi grandinate in alcune zone, ma a pesare di più è stato il lungo periodo di caldo e siccità, che in compenso ha frenato in molti casi le principali malattie della vite.

«Di fronte a estati sempre più caratterizzate da picchi di caldo e da precipitazioni distribuite in maniera irregolare», dice Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, «non possiamo limitarci a discutere dell’acqua quando manca. Dobbiamo lavorare sulla capacità del territorio di conservare la risorsa idrica, attraverso una politica seria di manutenzione e potenziamento degli invasi e delle infrastrutture».

Sicilia, buone attese sulla qualità e volumi in calo

«Il quadro è complessivamente positivo sul piano qualitativo, con aspettative incoraggianti lungo gran parte del territorio regionale», dice Alessio Planeta, presidente del Consorzio di tutela vini DOC Sicilia. «Sul fronte delle quantità è ancora presto per formulare una stima definitiva», aggiunge. «Le prime indicazioni lasciano tuttavia prevedere una contrazione dei volumi produttivi, con situazioni differenti da un’area all’altra».

Nel Vittoriese, la zona del Cerasuolo di Vittoria nel sud-est dell’isola, l’estate ha toccato punte oltre i 40 °C, con temperature minime rimaste sopra la media per tutta la stagione. Le viti hanno retto grazie all’acqua che le piogge di primavera avevano lasciato nei terreni sabbiosi e calcarei, ma il caldo ha anticipato la maturazione e ha chiesto una gestione attenta della chioma, le foglie che riparano i grappoli dal sole. «Le stime per la vendemmia 2026 indicano una leggera contrazione quantitativa della resa, con però un’elevata concentrazione aromatica e fenolica nei grappoli», spiega Silvio Balloni, presidente dell’Enoteca Regionale della Sicilia – sede del Sud-Est, riferendosi ai profumi e ai polifenoli, le sostanze che danno al vino colore e struttura. «La qualità attesa è eccellente: l’ottimo stato sanitario delle uve, unito al buon livello di acidità naturale preservato dalle piante, garantisce premesse ideali sia per la freschezza sia per la tenuta dei vini».


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L'Autore

Giornalista

Scrivo "nel bere e nel mare". Amo raccontare le storie che finiscono nei nostri bicchieri e tutto ciò che riguarda il Mediterraneo. Ne parlo su testate di settore come Informacibo.it e Osserva Beverage (La Repubblica). Curo "Onde", una newsletter sulla comunicazione e "Blu Mediterraneo", per gli amanti del mare.