Eugenio Boer, riparte da “Bu:r” dopo la chiusura con “Essenza” - InformaCibo

Eugenio Boer, riparte da “Bu:r” dopo la chiusura con “Essenza”

Il menù del nuovo ristorante non contiene piatti, ma concetti e suggestioni da cui lasciarsi ispirare

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 18/07/2018

Lo chef Eugenio Boer riparte da Bu:r. Riparte dopo l’improvvisa e sorprendente chiusura di Essenza, un fulmine a ciel sereno nel firmamento delle stelle milanesi”, così Francesca Sponchia aveva raccontato su InformaCibo la chiusura di questo ristorante di via Marghera avvenuta a sole due settimane dalla prima stella Michelin conquistata da Boer.

Concettuale, confortevole e con tante suggestioni, così, mercoledì 11 luglio, il giovane chef, di padre olandese e madre ligure-siciliana, si è presentato ed ha presentato il locale all’incontro con la stampa.

Si chiama [bu:r], ovvero la trascrizione fonetica del suo cognome olandese, per fugare una buona volta ogni dubbio sulla sua pronuncia e, al tempo stesso, ribadire in maniera scherzosa che si tratta del “suo” locale. Perchè dopo esser stato chef di Enocratia ed Essenza ora di Bu:r è anche patron.

Eugenio Boer riparte con tanta voglia di sorprendere

Il locale, aperto a pranzo e a cena, proporrà una cucina creativa, fatta sì di tantissime influenze, ma con solide basi. Il menù, tutto da scoprire, non contiene piatti “fissi”, ma veri e propri “concetti” e suggestioni che cambiano periodicamente e dai quali scaturisce un percorso di degustazione proposto dallo chef.

Un nuovo piatto di Eugenio Boer: Think Green Anguria, pomodori e burrata

Un menu con otto “suggestioni”

Accanto ai “classici” di Boer, come il Risotto alla Cenere, il Salmerino di montagna e le sue uova e il Piccione in 3 cotture, si trovano spunti di riflessione o ispirazione che lo chef esprime in piatti. Tra questi: la sostenibilità, la stagionalità degli ingredienti, l’anti-spreco e la cucina vegetariana.

Ogni ‘concetto’ – spiega Eugenio Boer – racchiude una serie di piatti, di volta in volta variabile, che i commensali potranno decidere di scoprire. In totale sono otto inizio con Nino Bergese, Waste don’t Waste, Think Green, Il Mare, I Miei Classici, Il Viaggio, La Cuisine du Marché, Taverna SantoPalato – ed esprimono la mia personale filosofia culinaria che scaturisce dal mio approccio con il mondo e con le persone. Si tratta di una carta che propone un rimando al passato in funzione del futuro con un omaggio ai cuochi che hanno contribuito alla mia formazione, mutevole a seconda delle stagioni e delle diverse emozioni del momento”.

La sala interna del nuovo locale

Direttore di sala Simone Dimitri e sommelier Yoel Abarbanel

A supportare lo chef in questa nuova avventura c’è una squadra coesa capitanata dal direttore di sala Simone Dimitri, già manager del bistrot del Mandarin Oriental (e prima ancora guidava la sala del Trussardi alla Scala), affiancato dal sommelier Yoel Abarbanel, già in forza alle cantine di ristoranti di grande prestigio internazionale come Taillevent, Ledbury e Le Gavroche.

La sala, in grado di ospitare fino a 32 coperti, riflette la personalità, la cucina e la storia dello chef, interpretati dall’architetto Mario Abruzzese grazie a un costante e intenso confronto fatto di ricerca, contaminazioni e contraddizioni.

Non ci rimane che augurare a Eugenio Boer, al direttore e a tutta la sua “brigata”, Buona fortuna e una nuova stella Michelin

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