“Natale al Castello” a Rimini

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 05/12/2018

Castel Sismondo a Rimini apre le porte ad un inedito Flower Market dedicato al Natale, firmato in collaborazione con Giardini d’Autore.

Il Castello sarà la location perfetta dove il pubblico potrà vivere un’esperienza magica, con suggestioni e colori davvero unici, dove i materiali naturali si mescoleranno agli oggetti di arredo, alle luci e ai sapori delle feste natalizie trasformando il castello in una fiaba moderna e romantica.

La Residenza di Sigismondo, signore di Rimini dal 1432 al 1468, allestita a festa, diventerà luogo di incontri, corsi e laboratori, toccando diverse arti, dalla decorazione alla pittura, dall’arte del ricevere ai corsi di giardinaggio, tante idee e ispirazioni all’insegna della bellezza e del verde.

Non mancheranno attività per i più piccoli con uno spazio bimbi dedicato al mondo delle fiabe.

Nella “Caffetteria di Corte” si può degustare cioccolate calde, brunch e aperitivi

Durante tutto il periodo natalizio sarà inoltre aperta la “Caffetteria di Corte” dove degustare cioccolate calde, brunch e aperitivi immersi in un’atmosfera incantata circondati dalle mura medievali. Un “caffè” elegante con musica di sottofondo a riscaldare questo spazio conviviale aperto a tutti in pieno centro città. Gli allestimenti delle tavole cambieranno ogni weekend regalando idee e ispirazioni in vista delle feste. Mentre il Cortile del Soccorso ospiterà per la prima volta un romantico Giardino d’Inverno realizzato con una vera e propria serra incastonata in un bosco che sarà allestito in collaborazione con Giardini d’Autore, artigiani e designer. Uno scenario da fiaba per valorizzare la bellezza di questo luogo unico, simbolo della città di Rimini.

Il Castello sarà aperto nei weekend del mese di dicembre e fino al 6 gennaio 2019: giovedì e venerdì dalle ore 15 alle ore 19; sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 19. Ingresso libero

Il Castello di Sigismondo Pandolfo Malatesta

Il Castel Sismondo di Rimini prende il proprio nome dal suo ideatore e costruttore, Sigismondo Pandolfo Malatesta, a quell’epoca signore di Rimini e Fano.

La residenza-fortezza coniugava l’intento celebrativo con l’esigenza difensiva. La demolizione degli edifici fra il Castello e la piazza comunale ne accentuò la posizione dominante e la mole malatestiana primeggiò sulle sedi del potere civile e religioso.

La fortezza si imponeva per la possenza di torri e mura munite di scarpate, per l’ampio fossato, per la grandiosità del mastio che, intonacato di bianco, si stagliava contro il rosso della torre d’ingresso. L’apparato difensivo, approntato con la consulenza di Filippo Brunelleschi, era dotato di bocche da fuoco.

Il castello, come evidenziato dai restauri, inglobava le mura romane con torri, la medievale porta del Gattolo, il nucleo delle case e dei palazzi malatestiani. Sigismondo tuttavia nell’iscrizione sul portale d’ingresso rivendica a sé la costruzione ex fundamentis. I lavori, iniziati nel 1437, si protrassero per circa 15 anni, anche se dal 1446 la residenza risulta abitata.

Oggi non resta che il nucleo centrale della costruzione originaria rappresentata nelle medaglie di Sigismondo e nell’affresco di Piero della Francesca nel Tempio.

Il portale d’ingresso è tuttora sormontato da un’iscrizione e dallo stemma con l’elefante, la rosa e la scacchiera, simboli della Famiglia.

Divenuto fortezza pontificia, dal XVII secolo subì profonde modifiche: l’abbattimento della cinta muraria, il riempimento del fossato e lo spoglio degli arredi. Carcere dal XIX secolo fino al 1967, dagli anni ’70 è stato interessato da un complesso lavoro di restauro, su progetto dell’architetto Carla Tomasini Pietramellara, sostenuto, nell’ultima fase, dalla Fondazione CARIM.

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