Festival “Internazionale”, discute sulla crisi dell’export delle pere

A Ferrara è intervenuto il presidente di CSO Italy, Paolo Bruni, in rappresentanza del Consorzio di Tutela della Pera dell’Emilia Romagna Igp

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 06/10/2019

Giornalisti da 38 Paesi e 122 incontri nella XIII edizione di Internazionale a Ferrara, il festival di giornalismo organizzato dal settimanale Internazionale e dal Comune di Ferrara (da venerdì 4 ottobre ad oggi, domenica 6 ottobre) è stata la cornice ideale per far luce sulla crisi dell’export delle pere.

Cogliendo questa occasione il presidente di CSO Italy, Paolo Bruni, in rappresentanza del Consorzio di Tutela della Pera dell’Emilia Romagna IGP, è intervenuto con questo commento su un problema cruciale del settore ortofrutticolo.

«Le pere IGP dell’Emilia Romagna – ha detto Bruni – non sono solo straordinari frutti autunnali pieni di gusto e proprietà nutrizionali ma rappresentano anche una vera e propria bandiera del made in Italy nel mondo. Sono coltivate esclusivamente in aree storicamente vocate tra le quali spicca Ferrara, che rappresenta la culla mondiale della produzione di pere seguita in Italia da Modena, Bologna, Reggio Emilia e Ravenna. Il patrimonio produttivo della pericoltura emiliano romagnola – ha poi sottolineato Bruni – rappresenta un importante traino per l’export agroalimentare che, come è noto, è una delle voci più significative del PIL nazionale. Una bandiera quindi che rappresenta i produttori italiani ma che quest’anno sta vivendo una crisi drammatica legata alla presenza massiccia di un maledetto insetto alieno, la cimice asiatica, che si accanisce sulle colture di pere. Una crisi che rischia di mettere in ginocchio il settore. Per questo – ha infine sottolineato il presidente di CSO Italy – desidero affermare anche in questa sede l’importanza di unire le forze e le competenze per sostenere un’intera economia territoriale legata a un frutto che qui trova la sua culla privilegiata».

Da Ferrara dunque è partito un rinnovato impegno per rilanciare il settore produttivo della pericoltura emiliano romagnola, un importante traino per l’export agroalimentare.

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