Fipe e Comieco: contro lo spreco alimentare arriva “Rimpiattino”

Parla italiano la nuova doggy bag contro lo spreco alimentare nei ristoranti

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 26/02/2019

La lotta allo spreco alimentare passa dal ristorante con la campagna “Rimpiattino”, la doggy bag che ‘parla italiano’.

Il nome è stato scelto attraverso un concorso tra i ristoranti italiani, che mirava a trovare un nome italiano alla doggy bag.

La scelta è caduta sulla parola “Rimpiattino”, frutto della fantasia del Ristorante Duke’s di Roma, che riporta alla cultura, tutta italiana, del “rimpiattare”, ovvero del rielaborare gli avanzi del giorno precedente.

Si tratta di contenitori in cartoncino riciclabile firmati da affermati designer e illustratori che permettono di portare a casa dal ristorante in tutta comodità il cibo e le bevande non consumate. L’intento del progetto, attraverso il coinvolgimento diretto del mondo della ristorazione, è quello di rendere questa pratica anti-spreco un’azione virtuosa sempre più consolidata nella cultura italiana.

Il “Rimpiattino” è già arrivato a Varese e Bergamo e presto in altre città

A Varese e provincia si potrà richiedere il rimpiattino nei 23 ristoranti che al momento hanno aderito all’iniziativa.

A Bergamo l’iniziativa è stata presentata lo scorso 4 febbraio. Erano presenti, Lino Enrico Stoppani presidente Fipe, Giorgio Beltrami, vicepresidente Ascom Confcommercio Bergamo, Petronilla Frosio, presidente Gruppo Ristoratori Ascom Confcommercio Bergamo e Oscar Fusini, direttore Ascom Confcommercio Bergamo.

La presentazione a Bergamo con Lino Enrico Stoppani presidente Fipe

L’elenco dei ristoranti bergamaschi che hanno aderito a #Rimpiattino sono QUI.

A queste due città si aggiungeranno a breve Torino, Ancona, Roma, Palermo e Mantova” ha fatto sapere Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco, Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo di carta e cartone. Oltre a Comieco, l’operazione coinvolge in prima persona la Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, organizzazione che rappresenta una parte significativa sia della rete della ristorazione che di bar e trattorie.

Secondo una ricerca condotta dall’ufficio studi Fipe emerge che negli ultimi anni è notevolmente aumentata l’attenzione al tema dello spreco alimentare da parte sia dell’opinione pubblica sia delle imprese della ristorazione. Secondo l’80% dei ristoratori intervistati il problema dello spreco di cibo nei loro esercizi viene considerato rilevante (tra questi il 50,6% lo considera molto rilevante).

In quale fase di processo si spreca maggiormente?

Dai dati della Fipe emerge che il consumo finale è il momento in cui avviene il maggiore spreco di cibo (per il 51,6% dei ristoratori), seguito dall’approvvigionamento e dalla preparazione, pressoché considerati a pari merito (rispettivamente dal 25,4% e dal 25,0% del campione).

Si spreca molto cibo perché i clienti non mangiano tutto quello che ordinano

Il 55% dei ristoratori rileva che spesso si spreca molto cibo al ristorante perché i clienti non mangiano tutto quello che hanno ordinato. A questo si unisce una questione di atteggiamento: nonostante infatti sia elevata la quantità di cibo che resta sulla tavola, raramente i clienti chiedono di poter portare via gli alimenti non consumati, un fatto segnalato dal 69% degli intervistati. Lo stesso problema avviene per il vino. I motivi risiederebbero principalmente, secondo gli imprenditori, nell’imbarazzo (55%), seguito da scomodità (19,5%) e indifferenza (18,3%).

Come rispondono i ristoratori? 

Secondo l’indagine Fipe il 43% dei ristoratori propone di sua iniziativa di portare via quello che non è stato consumato, seguito da un 34% che lo fa raramente e da un restante 24% che non lo fa mai. Infine, nonostante solo il 30% dei ristoratori conosca la nuova doggy bag lanciata da Fipe e Comieco, ben il 92% si dichiara favorevole all’iniziativa e il 66% è pronto ad aderire.

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