Fondazione Barilla: "Spreco alimentare, segnali positivi dall'Italia" - InformaCibo

Fondazione Barilla: “Spreco alimentare, segnali positivi dall’Italia”

Per la prima volta, la Fondazione Barilla propone uno studio su come lo spreco di cibo impatta sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 31/01/2019

Ogni anno nel mondo vengono sprecati 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, che equivalgono ad un terzo della produzione mondiale.

Entro il 2030 lo spreco alimentare salirà a circa 2,1 miliardi di tonnellate (+61,5% rispetto a oggi), con ulteriori danni a livello sociale, economico e ambientale.

Tuttavia l’Italia si distingue nella lotta alle perdite alimentari, perchè spreca solo il 2% del cibo prima di venderlo, mentre a casa gli italiani gettano 65 Kg/anno pro capite. A scattare la foto è la Fondazione Barilla Center for Food e Nutrition in occasione della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare che ricorre il prossimo 5 febbraio.

Un quadro complessivo che ci allontana dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 dell’ONU

In Italia grazie alla legge Gadda 166/2016 si è riusciti a limitare gli sprechi promuovendo la redistribuzione delle eccedenze e dei beni inutilizzati per fini di solidarietà sociale, con un aumento delle donazioni del +21% nel primo anno di vita della legge, ma rimane ancora molto da fare.

Tra le cause – prevenibili – dello spreco a livello domestico, la Fondazione Barilla indica cattiva gestione delle scadenze, scorretta conservazione degli alimenti, errata gestione delle scorte e della pianificazione della spesa. Per combatterlo, suggerisce il coinvolgimento di organizzazioni profit e no profit nella distribuzione diretta di  eccedenze.

Quando parliamo di spreco alimentare parliamo sia di cibo perso (Food Loss) che sprecato (Food Waste). Il primo è quello che si ferma nelle prime fasi della filiera produttiva, prima di essere venduto. In Italia corrisponde al 2% del cibo prodotto, come la maggior parte dei paesi in EU (14 su 28 paesi membri). Lo spreco di cibo, invece, avviene a livello domestico, nei ristoranti e nei negozi. E qui rimane ancora molto da fare, visto che buttiamo circa 20 milioni di tonnellate di cibo ogni anno-

«Il 30% dei cereali prodotti, il 35% del pesce pescato, il 45% di frutta e verdura coltivata, il 20% dei prodotti lattiero-caseari e il 20% della carne –spiega Anna Ruggerini, Direttore Operativo della Fondazione Barilla- vengono gettati ogni anno. Un danno per il Pianeta, che ci fornisce le sue risorse, un danno economico – per aziende e famiglie – e sociale, visto che con 1/4 di quel cibo potremmo sfamare i circa 821 milioni di persone nel mondo che non hanno possibilità di mangiare. Questo dimostra l’urgenza di dar vita a una rivoluzione alimentare, che passi però da azioni concrete e da una adeguata educazione che ci aiuti a prevenire questo fenomeno».

Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’onu piu’ lontani anche per colpa dello spreco di cibo

La Fondazione Barilla Center for Food e Nutrition evidenzia come lo spreco alimentare ci allontana dal raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Onu:

  • SDG #1, Sconfiggere la povertà – Lo spreco alimentare costa a livello globale 2.600 miliardi di dollari/anno (tra costi ambientali, sociali e valore economico). Ridurlo può contribuire a combattere la povertà

  • SDG #2, Sconfiggere la fame – Ridurre del 25% lo spreco alimentare a livello mondiale sarebbe sufficiente a sfamare le persone malnutrite a livello globale.

  • SDG#4, Istruzione di qualità – Promuovere, presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, percorsi mirati all’educazione alla sostenibilità, è cruciale per prevenire lo spreco degli alimenti e per favorire una cultura del recupero

  • SDG #9, Imprese, Innovazione e Infrastrutture – Adottare i principi dell’economia circolare, anche attraverso l’innovazione, può dar vita a un processo virtuoso per la riduzione dello spreco alimentare

  • SDG #10, Ridurre le disuguaglianze – Ridurre la perdita di cibo nei Paesi in via di sviluppo, grazie al risparmio economico che verrebbe generato, aiuterebbe a diminuire le disuguaglianze all’interno e tra Paesi

  • SDG #11, Città e Comunità sostenibili – L’impegno tra cittadini, istituzioni e distribuzione nella lotta allo spreco può rendere più sostenibili e a misura di persona le città, contribuendo alla redistribuzione del cibo

  • SDG #12, Consumo e Produzione Responsabile – La crescente richiesta dei consumatori di ridurre gli sprechi, unita all’impegno della distribuzione, rappresenta un buon esempio di consumo e produzione responsabile. Ridurre le perdite alimentari per le aziende rappresenta un vantaggio economico stimato in 14 dollari risparmiati in costi operativi per ogni dollaro investito nella riduzione di spreco e perdita di cibo.

  • SDG #13, Lotta contro il cambiamento climatico – il cibo sprecato produce circa l’8% delle emissioni di gas serra del Pianeta. Se lo spreco fosse un Paese sarebbe il terzo più grande “emettitore” al mondo dopo Cina e USA

  • SDG #15, Vita sulla terra – spreco e produzione di cibo implicano un consumo di risorse della terra che vengono sacrificate inutilmente. Ridurlo farebbe risparmiare circa il 30% della superficie agricola disponibile

  • SDG #17, Partnership per gli obiettivi – per contrastare lo spreco alimentare e le perdite di cibo, è necessario dar vita a partenariati inclusivi multidisciplinari fra governi, settore privato e società civile a livello globale, regionale e locale

BCFN propone 10 consigli utili per combattere lo spreco alimentare domestico già a partire dal momento in cui facciamo la spesa

La lotta allo spreco alimentare arriva sui banchi di scuola con un approfondimento didattico

Per i docenti che volessero approfondire il tema delle perdite e degli sprechi alimentari, avere suggerimenti pratici su come combatterli e scoprire l’impatto che hanno sul nostro Pianeta, BCFN ha sviluppato un approfondimento didattico dedicato al tema. L’approfondimento fa parte del progetto “Noi, il Cibo, il Nostro Pianeta” lanciato dalla Fondazione Barilla nell’ambito di un protocollo di intesa con il MIUR. Nel materiale, oltre a numeri, tipologie e impatti a livello ambientale, economico e sociale dello spreco alimentare, si mettono in luce alcuni esempi concreti di iniziative che, nel mondo, vengono portate avanti per risolvere questo problema.

L’approfondimento sarà disponibile a questo link (lezione 7), sarà arricchito anche da una video-lezione interattiva per i docenti. Completano i documenti una Favola di Gunter Pauli, padre dell’economia circolare, per parlare di Food Waste ai più piccoli, e un video dedicato a Winnow, società che da anni combatte lo spreco di cibo.

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