Go Wine, la Guida Cantine d’Italia 2020

Oltre 760 cantine selezionate, 230 “Impronte d’eccellenza” per l’enoturismo, oltre 4.300 vini segnalati, 1.600 indirizzi utili per mangiare e dormire

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 05/12/2019

Presentata a Milano la nuova edizione della Guida per coloro che ritengono che il vino valga un viaggio…

Un volume che racconta luoghi e storie di uomini e donne del vino. Conduce al vino attraverso la cantina come sito da visitare e come fattore che concorre alla promozione del turismo del vino.

Una sorta di omaggio alla grande accoglienza italiana in cantina!

A tenere a battesimo la nuova edizione Adua Villa (giornalista, Globetrotter gourmet), Gianni Fabrizio (Gambero Rosso) e Antonio Paolini.

Massimo Corrado, presidente di Go Wine, ha presentato le linee generali del volume e le sue principali novità.

Continua la crescita di investimenti e attenzioni da parte delle aziende vinicole verso il turismo del vino – ha evidenziato Corrado nel suo intervento. In Guida sono numerose le realtà che si presentano sia attraverso attività parallele come agriturismo, b&b, sia attraverso iniziative che rendono la cantina un luogo aperto per incontri, eventi culturali, manifestazioni legate al gusto.

Fra le novità del volume i “percorsi autoctoni”, ovvero una segnalazione posta a fianco di aziende vinicole che meritano una particolare attenzione per un vino autoctono presente in cantina. Guardando soprattutto a vitigni forse meno noti e diffusi, ma che invitano a nuovi percorsi nell’Italia del vino.

Il banco d’assaggio a Milano

Questi i tre fattori su cui si compone la presentazione delle aziende vinicole

Sito da intendere come luogo ove si trova la cantina, guardando anche alla cantina medesima dal punto di vista architettonico. Ma sito anche come patrimonio di vigneti complessivo di cui dispone la cantina.

Accoglienza per valorizzare la vocazione della cantina verso una parallela attività: sia per attività come agriturismo, B&B o ristorazione, sia per iniziative culturali che denotano un atteggiamento di “apertura” della cantina verso il mondo esterno.

Vino, come profilo produttivo dell’azienda valutato nel tempo, al di là dell’exploit di una singola vendemmia; dunque anche tenendo conto del carattere della produzione, della eccellenza di alcune etichette, di una particolare cura verso specifiche tipologie di vini.

Nella speciale classifica per regioni ai vertici troviamo la Toscana con 46 impronte, seguita da Piemonte (41) e Veneto (34).

Sono 16 le Cantine che raggiungono il vertice delle “Tre Impronte Go Wine”:

Badia a Coltibuono (Toscana); Bellavista (Lombardia); Ca’ del Bosco (Lombardia); Capezzana (Toscana); Castello di Modanella (Toscana); Castello di Verduno (Piemonte); Castello Vicchiomaggio (Toscana); Ceretto (Piemonte); Donnafugata (Sicilia); Ferrari (Trentino); Florio (Sicilia); Fontanafredda (Piemonte); Lungarotti (Umbria); Malvirà (Piemonte); Masciarelli (Abruzzo); Planeta (Sicilia).

Ecco i premi speciali di Cantine d’Italia 2020

Premio “Alto Confort” per il Relais aziendale dell’anno:

Mormoraia (San Gimignano, Toscana);

Premio “Cantine Golose” per la Tavola aziendale dell’anno:

Ristorante Cascina Capuzza Podere Selva Capuzza (Desenzano del Garda, Lombardia);

Premio “Cantine Meravigliose” per l’EnoArchitettura dell’anno:

Les Crêtes (Aymavilles, Valle d’Aosta);

Premio Enocultura:

Bottega del Vino Dogliani Docg (Dogliani, Piemonte);

Premio “Autoctono si nasce”:

Aglianico del Vùlture La Firma, Cantine del Notaio (Rionero in Vùlture, Basilicata);

Premio “Buono…non lo conoscevo!”:

Marmilla Igt Rosso Bovale, Su’ Entu (Sanluri, Sardegna);

Premio “Vini Storici d’Italia”:

Barbarossa Riserva Vigna del Dosso, Fattoria Paradiso (Bertinoro, Emilia Romagna).

 

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