Grow!: investire su infrastrutture per imprese competitive

Si è svolto a Roma il secondo appuntamento di Grow!, l'Action Tank di Agrinsieme

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 11/01/2019

«L’Italia è all’11esimo posto nell’Unione Europea per presenza di infrastrutture fisiche, e il gap rispetto ad altri paesi competitor aumenta notevolmente nelle reti rurali», da questo concetto espresso da Franco Verrascina (nella foto in alto), coordinatore di Agrinsieme, e presidente della Copagri, si è aperto a Roma il secondo appuntamento di Grow!, l’Action Tank di Agrinsieme, il coordinamento nazionale che riunisce Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Agroalimentare.

Uno studio realizzato da Nomisma per Agrinsieme

L’incontro si è aperto con la presentazione di uno studio realizzato da Nomisma per Agrinsieme e dedicato al tema “Il sistema infrastrutturale a servizio dell’agricoltura italiana”, che ha analizzato l’importanza delle infrastrutture materiali e immateriali per la competitività dell’agricoltura italiana nel contesto comunitario e globale, con particolare riferimento ai collegamenti, ai trasporti, alla digitalizzazione e al sistema idrico.

“L’ottimizzazione della rete infrastrutturale, sia materiale che immateriale, si traduce in mercati domestici più efficienti e in una migliore trasmissione del prezzo, nonché in una maggiore competitività sui mercati internazionali; per questo riteniamo di fondamentale importanza aver riunito oggi una significativa rappresentanza del mondo imprenditoriale agricolo e cooperativo italiano, che quotidianamente si confronta con le difficoltà del mercato nazionale e globale e ha la possibilità di rappresentare la propria esperienza alle istituzioni”, ha spiegato il coordinatore nazionale di Agrinsieme Franco Verrascina introducendo i lavori della giornata.

Lo studio che abbiamo realizzato ha portato alla luce -ha detto Denis Pantini, di Nomisma-, i gap di competitivita dal punto di vista infrastrutturale del nostro Paese in particoalre riferimento alle strutture di supporto all’agroalimentare“.

Lo studio nasce dal presupposto di una flessione strutturale dei consumi interni e dalla necessità per le imprese di individuare mercati di sbocco all’estero. L’export agroalimentare nell’ultimo anno ha superato i 40 miliardi di euro (+15,8 miliardi in 10 anni, pari al +70% dal 2007), con una forte preponderanza dei mercati limitrofi o di “prossimità”: i maggiori mercati di destinazione del nostro export sono infatti Germania e Francia.

Il Made in Italy agroalimentare e l’E-commerce

Durante l’incontro dono state discusse le opportunità di sbocco del Made in Italy agroalimentare collegate ai nuovi canali di vendita online: nonostante una forte crescita (+220% in 5 anni, raggiungendo i 708 milioni di euro nel 2017) in Italia, infatti, l’ecommerce nel settore Food & Beverage risulta ancora limitato (0,5%).

I dati evidenziano inoltre l’importanza dei Paesi terzi per l’agroalimentare italiano: su un totale di 30,9 miliardi di prodotti Food & Beverage esportati in un anno, l’incidenza dei mercati extraeuropei è in media pari al 36%. Le esportazioni verso l’interno e l’esterno della UE sono cresciute complessivamente del 150% dal 2000 al 2016.

Manca la connessione a Internet nelle nostre campagne

Altro grande ostacolo da superare, poi, è la mancanza di connessione a Internet nelle nostre campagne, dovuta alla carenza di infrastrutture fisiche. In Italia solo il 4,4% della popolazione ha una connessione a 100 Mbps (siamo al 24% nell’Unione Europea) e solo il 41,7% a 30 Mbps (76% in UE). La mancanza di copertura con la banda ultra-larga delle aree rurali è un problema che evidentemente limita la diffusione dell’agricoltura di precisione, ma ha un’importanza fondamentale anche per la coesione sociale e territoriale. Il quadro relativo alle aree rurali conferma le lacune in termini di infrastrutture digitali, con solo il 77% delle famiglie cui è garantito l’accesso a Internet.

Per quanto riguarda le imprese, emerge un forte ritardo rispetto alle principali economie europee in riferimento alla velocità della connessione fornita, nell’ambito della quale l’Italia si posiziona al terzultimo posto nell’Unione Europea. Secondo lo studio Nomisma per Agrinsieme, inoltre, solo un’impresa su 10 realizza almeno l’1% del proprio fatturato mediante vendite online, mentre l’incidenza arriva all’1,7% in media nell’Unione Europea.

Il ministro del Mipaaft Gian Marco Centinaio

La modernizzazione delle infrastrutture è fondamentale se vogliamo stare al passo con i tempi e arrivare con facilità ai mercati di tutto il mondo – ha sottolineato in un messaggio inviato da Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del Turismo – siamo tra i paesi che producono di più, eppure nei mercati emergenti siamo lontani rispetto ai nostri competitor. Oggi il nostro obiettivo è quello di recuperare rispetto a loro. L’Italia deve cavalcare la globalizzazione anziché subirla: è uno strumento per farsi conoscere, crescere, aumentare il proprio business”.

L’innovazione del sistema agricoltura italiano passa necessariamente attraverso le infrastrutture, fisiche e digitali. Sul digitale molto abbiamo fatto in questi mesi: gli accordi con Amazon, eBay, Alibaba, l’ecommerce, su cui ormai si muove tutto il mercato che conta. Dobbiamo ancora lavorare, implementare quello che abbiamo, concretizzare interventi infrastrutturali che il modo agricolo in primis ci chiede. Il mio obiettivo è quello di creare una logica di sistema, costruire la visione di un’Italia che si promuove in modo professionale, che si può vendere al modo, ad armi pari. È una sfida che voglio vincere e a cui dobbiamo concorrere tutti insieme“, ha concluso il messaggio del ministro Centinaio.

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