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Il Limone dell’Etna e il Pampepato di Terni diventano Igp

Pubblicato in Gazzetta ufficiale europea il regolamento che ufficializza la registrazione dell’ Indicazione geografica protetta per ambedue i prodotti

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 26/10/2020

Il limone dell’Etna è Igp.

Sono ora 34 il numero delle Dop/Igp siciliane nell’ambito del Food.

Un altro importante tassello per i prodotti che negli anni sono riusciti a garantire una maggiore valorizzazione dell’agricoltura siciliana.

Il limone dell’Etna – commenta Coldiretti Siciliapotenzia un’area di grande valore anche paesaggistico perché il vulcano connota e distingue tutto quello che si produce alle falde, conferendo quindi un maggiore riconoscimento.

La crescita della nostra Regione – sottolinea Francesco Ferreri, presidente Coldiretti Sicilia – è legata anche alla capacità di imboccare un modello di sviluppo che trae nutrimento dai punti di forza che sono il proprio patrimonio agricolo legato a quello ambientale e paesaggistico.

Cinque il numero degli agrumi certificati in Sicilia

Arancia rossa di Sicilia (Igp); Limone di Siracusa (Igp); Limone Interdonato Messina (Igp); Arancia di Ribera (Dop) ed ora anche il Limone di Etna

Complessivamente, tra Food e Wine, la Sicilia vanta numeri da record, con ben 65 prodotti a marchio di qualità (34 food e 31 wine)

Il “Limone dell’Etna”, si legge nel disciplinare, identifica i limoni coltivati nell’area lungo la fascia costiera etnea, in un’area compresa tra il fiume Alcantara, a nord, ed il confine settentrionale del comune di Catania. Le varietà utilizzate sono il “Femminello” e il “Monachello”, la cui buccia, ricca di olii essenziali, ha un colore che varia da verde chiaro a giallo citrino o giallo chiaro, a secondo della maturazione; un peso che oscilla da 80 a 90 grammi; ed una forma ellittica, ovoidale o sferoidale.

La qualità dei frutti del “Limone dell’Etna” è da attribuire allo sviluppo e alla maturazione in un ambiente pedoclimatico molto specifico, con suoli di origine vulcanica, tipici delle aree prossime al vulcano Etna e clima mitigato dal mare.

Il Pampepato di Terni inserito tra le eccellenze alimentari dell’Unione Europea

Il Pampepato di Terni, tradizionale dolce natalizio, entra nella speciale ‘classifica’ delle Igp (Indicazione geografica protetta) dell’Unione Europea. La Commissione europea ha approvato infatti la domanda di iscrizione del ‘Pampepato di Terni‘, o Panpepato, nel registro delle Igp dell’Ue che certifica i prodotti di eccellente qualità. Ricavato da ingredienti che si potevano mettere da parte durante l’anno (frutta secca, cioccolato, uvetta, canditi, cacao amaro, miele, caffè, spezie), nel tempo il prodotto è diventato “il simbolo della gastronomia ternana durante le festività natalizie”, scrive in una nota l’Esecutivo Ue.

I commenti

Dal 23 ottobre 2020, il Pampepato di Terni, il prodotto senza dubbio più identitario del nostro territorio, è registrato come Igp nel registro europeo”, esulta la Camera di Commercio presieduta da Giuseppe Flamini, che ha seguito passo dopo passo il complesso iter di riconoscimento, avviato tre anni fa con la costituzione del ‘gruppo dei produttori’, composto da 40 aziende locali.

Soddisfazione anche da Coldiretti Terni.Un riconoscimento – commenta il presidente Paolo Lanziche contribuirà a tutelare e valorizzare un prodotto di qualità fortemente legato al nostro territorio e alla popolazione. Un giusto premio per l’impegno di quanti hanno sostenuto un’iniziativa in grado di potenziare il tessuto economico e produttivo locale”.

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