In venti anni la produzione di pasta nel mondo a +63% - InformaCibo

In venti anni la produzione di pasta nel mondo a +63%

Spaghetti e penne: 1 piatto di pasta su 4 nel mondo è “made in Italy”

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 26/02/2019

In venti anni la produzione di pasta nel mondo è aumentata del 63%, passando da 9,1 a 14,8 milioni di tonnellate.

Oggi come nel 1998, anno in cui a Napoli si festeggiava la prima Giornata Mondiale della Pasta, è l’Italia a guidare il mercato, con 1 piatto di pasta su 4 mangiato nel mondo (3 su 4 in Europa) fatto con pasta tricolore.

Raddoppiati i Paesi mondiali dove si consuma quotidianamente la pasta. Italia leader in produzione, ma anche in consumi con 23,5 Kg pro capite all’anno (al secondo posto la Tunisia). Seguono Venezuela (12 kg), Grecia (11 kg), Cile (9,4 kg), Stati Uniti (8,8 kg), Argentina e Turchia a pari merito (8,7 kg). La pasta continua ad essere amata anche in Perù (7,8 kg), Russia (7,2 kg), Canada (6,3 kg), Brasile (5,8 kg). Buoni i consumi UE, specialmente in Francia (8 kg), Germania (7,7 kg) Ungheria (7,5 kg), Portogallo (6,5 kg), Belgio (5 kg) e Austria (4,8 kg).

Gli spaghetti restano il formato più consumato al mondo, mentre in Italia ogni regione ha la sua pasta. Sono alcuni numeri del settore, presentati a Tirreno C.T., la fiera dell’ospitalità in corso a Carrara Fiere insieme a Balnearia fino a mercoledì 27 febbraio.

«Abbiamo notato anche in fiera un cambio di tendenza produttiva in questi ultimi anni – spiega Paolo Caldana, organizzatore di Tirreno C.T. – in particolare grazie alla ricerca e alla sperimentazione dell’utilizzo di grani antichi regionali sono cambiate molto le farine per la produzione della pasta e questo a vantaggio da un lato della salute essendo spesso più digeribili, ma soprattutto della qualità finale della ricetta con paste che tengono meglio la cottura e che rappresentano ancora di più il Made in Italy nel mondo».

In dettaglio i consumi di pasta

Rispetto a 20 anni fa il mondo mangia sempre più pasta italiana, la migliore al mondo. Secondo elaborazioni di AIDEPI, sono aumentati i Paesi destinatari (oggi quasi 200, +34%) ed è più che raddoppiata la quota export, da 740mila a oltre 2 milioni di tonnellate, il 56% della produzione. Germania, UK, Francia, USA e Giappone si confermano i Paesi più ricettivi verso la pasta italiana.

I formati di pasta: 300 formati di pasta, in Puglia c’è una richiesta di spaghetti più grossi

Esistono in Italia oltre 300 formati di pasta. I primi 20 formati più venduti coprono il 70 per cento del totale, con il 18 per cento rappresentato dagli spaghetti.

Ci sono delle differenze regionali: in Puglia c’è una richiesta di spaghetti più grossi, mentre la pasta mista vende il 4 per cento su scala nazionale e il 12 per cento in Campania, dov’è molto usata per la preparazione della pasta con fagioli, patate, lenticchie e zucca. Gli elicoidali sono simili ai rigatoni, cambiano i solchi: diritti per i rigatoni, a elica per gli elicoidali. Tra i formati sottili ci sono in testa i capelli d’angelo, i capelvenere, i fidelini, i sopracapellini e gli spaghettini.

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