A Expo 2015 la prima "Assemblea mondiale delle indicazioni geografiche"

L’Italia è in testa alle classifiche per le denominazioni riconosciute

12/10/2015

A Expo 2015 la prima "Assemblea mondiale delle indicazioni geografiche"
Milano Expo 2015. Si è svolta a Expo Milano, lo scorso 12 ottobre, la prima "Assemblea mondiale delle indicazioni geografiche" articolata in tre panel tematici: “Le Indicazioni Geografiche, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza alimentare”; Le Indicazioni Geografiche e gli scenari futuri; La protezione internazionale delle Indicazioni Geografiche.
L’Assemblea è stata organizzata dal Mipaaf in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico.

L’Italia è leader in Europa per numero di Denominazioni di Origine Protette (Dop) e Indicazioni Geografiche Protette (Igp). Sono infatti 274 le Dop e Igp italiane registrate in ambito comunitario, 523 le denominazioni di origine e indicazioni geografiche nel vino e 39 le indicazioni geografiche nelle bevande spiritose e nei vini aromatizzati, a conferma della massima attenzione che il Paese rivolge alle produzioni di qualità sostenendole con una politica di tutela internazionale e promozione.

Ma all'Expo si parlato anche dei problemi che ruotano intorno ai negoziati degli accordi commerciali bilaterali e multilaterali, in particolare il Ttip (trattato di libero scambio) tra Ue e Usa, le cui trattative riprenderanno il 19 ottobre a Miami. L'obiettivo è quello di fare in modo che i paesi che non riconoscono lo stesso livello di tutela accordato dall'Unione europea alle indicazioni geografiche, o che non le riconoscono affatto come nel caso degli Usa, si trovino a dibattere della questione con la commissione.

E' stato il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina (nalla foto), ad aprile la giornata affermando: "L'interesse dei tanti Paesi con i quali abbiamo collaborato durante Expo è una grande occasione per noi. La frontiera calda è quella del Ttip e l'obiettivo è quello di far comprendere ad alcuni attori della scena globale, che fino a qui non hanno usato questo percorso, le potenzialità anche per loro del sistema della indicazioni geografiche. Mi interessa recuperare il lavoro fatto in questi mesi di avanzamento strategico su alcune partite che saranno sempre più la frontiera cruciale nella storia delle indicazioni geografiche. Penso alle partnership con grandi soggetti del web come Google, Ebay e Alibaba, dove abbiamo segnato punti che fanno dell'Italia un paese guida. Questi risultati ci danno la misura dell'impatto straordinario che si può avere sia sul versante della tutela sia su quello della promozione".

"Nella costruzione di modelli di sviluppo sostenibili e che diano risposte concrete alla sfida alimentare la tutela delle indicazioni geografiche ricopre un ruolo cruciale", ha aggiunto il ministro, sintetizzando la valenza delle indicazioni, e dunque del controllo in chiave di opportunità.
"Attraverso lo strumento del 'marchio geografico', infatti - ha spiegato - si può creare valore aggiunto a vantaggio dei produttori, delle zone rurali e dei territori d'origine, creando meccanismi virtuosi di integrazione delle filiere. Nei paesi in via di sviluppo, ad esempio, questo sistema ha già dimostrato di funzionare, creando opportunità occupazionali e favorendo la formazione di nuovi modelli organizzativi. Per questo abbiamo fortemente voluto ospitare a Expo l'assemblea mondiale delle indicazioni geografiche, un appuntamento tra i più importanti del semestre. Vogliamo rilanciare da qui la centralità della protezione delle Ig anche sul piano dei rapporti tra gli Stati, una necessità irrinunciabile anche nel contesto dei trattati bilaterali sul commercio a partire dal Ttip. Serve un salto di qualità nelle regole internazionali".

"L'esperienza di Expo - ha aggiunto il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Luca Sani - ci consegna un grande patrimonio di elaborazione sui contenuti e l'interesse di tantissime persone che non può essere fatto cadere. Nel sistema delle indicazioni geografiche ci sono luci e ombre, ma le Ig sono la locomotiva del nostro sistema agroalimentare in Italia e nel mondo. Si tratta di un sistema che ricostruisce tradizioni e contribuisce alla crescita di tanti territori".

Per l'assessore all'agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava, l'obiettivo di migliorare il sistema delle indicazioni geografiche non deve però portare alla sua cancellazione. "Dobbiamo registrare che si è fatta strada l'idea di trovare delle scorciatoie. C'è chi parla di indicazione nazionale e chi di superamento dei consorzi. In questo momento per proteggere le nostre imprese non abbiamo alternative alle indicazioni geografiche. Il sistema può essere migliorato, ma non deve essere sostituto, si tratta di patrimonio di 33 anni che deve rimanere. Non si può tornare indietro".

Poi il dibattito è continuato con gli interventi di livello internazionale. Sono intervenuti, tra gli altri, Fernando Cano Treviňo (Tequila Regulatory Council), Massimo Vittori (Segretario generale Origin Geneva), Ricci Curbastro (Presidente della Federazione europea dei Vini di Origine – EFOW), Laurent Gomez (Segretario generale di AREPO), Stefano Inama (UNCTAD - Integrated Framework Office of the Coordinator of Least Developed Countries). Modera Michael Erhart (Capo unità Quality Policy), Jean Luc Demarty (Direzione Generale del Commercio della Commissione Europea), David Shark (World Trade Organization - WTO), Giuseppe Liberatore (Presidente Aicig), Jaime Castaneda (Direttore esecutivo Consortium for Common Food), Elena Bryan (United States Trade Representative)

Le conclusioni sono state tratte da Jean Luc Demarty (Direzione Generale del Commercio della Commissione Europea), Jerzy Bogdan Plewa (Direzione generale della Commissione europea dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale) e Carlo Calenda (Vice Ministro dello Sviluppo Economico).
 
La platea all'Auditorium di Palazzo Italia
 
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