A Fiere di Parma la prima giornata di Cibus Global Forum

Le imprese puntano sempre di più sull'export

16/05/2013

A Fiere di Parma la prima giornata di Cibus Global Forum

Parma 16 maggio 2013. Si è aperto stamattina presso le Fiere di Parma il Cibus Global Forum, vero e proprio summit delle industrie alimentari italiane cui hanno partecipato oltre 300 imprenditori.

Organizzato da Fiere di Parma e Federalimentare, l’evento, che proseguirà domani, ha come tema principale il punto sull’export del made in Italy alimentare e cosa sia possibile fare per aumentarne le potenzialità inespresse.

“L’export alimentare è aumentato del 12% nel primo trimestre del 2013 – ha dichiarato Annalisa Sassi, Presidente dei Giovani Imprenditori di Federalimentare –, una sensibile accelerazione rispetto alla media dell’intero anno 2012 che si era attestata sul +7%.

Se consideriamo che per la prima volta il numero delle imprese alimentari che esportano ha superato il 50%, è una prova dell’apprezzamento del food&drink italiano sulle tavole di tutto il mondo e della strategicità dei mercati esteri mentre i consumi interni soffrono”.

“Ma non mancano le criticità - ha proseguito Sassi - la percentuale del fatturato derivante dall’export italiano è minore di quella di Francia e Germania, competitor verso i quali paghiamo un gap sensibile anche sul fronte dei costi di energia e lavoro.

Molto ancora si può fare in termini di sostegno alla internazionalizzazione, a maggior ragione se la partita si sposta su nuovi mercati, come medio e estremo oriente, o Paesi arabi”.

Sono saliti sul palco di Cibus Global Forum numerosi relatori, provenienti da importanti imprese alimentari italiane, come Colavita, Ferrero, Mutti, Parmacotto, San Benedetto, Illy, Cremonini, Zanetti, che hanno risposto alle domande di Maria Cristina Alfieri, direttore del mensile  Food. 

Sono anche intervenuti esperti ed analisti del sistema italiano come lo storico Valerio Castronovo e l’esperto in Storia dell’Alimentazione Massimo Montanari.

“Il mondo guarda con crescente interesse al nostro stile di "vita&impresa" alimentare ha commentato Antonio Cellie, ad di Fiere di Parma - comprenderne le radici per governarne il futuro è la missione dei giovani di Federalimentare che sono il motore culturale del Cibus Global Forum. Il dovere di un organizzatore leader come Fiere di Parma è gestire anche prima e dopo gli eventi fieristici le relazioni di lungo periodo con la propria Business Community (Industria, Distribuzione e Organizzazioni delegati alla regolamentazione del commercio internazionale)”.

Dalla tavola rotonda della mattina sono emerse alcune indicazioni importanti. “L’italian sounding, cioè la contraffazione dei prodotti italiani, è un fenomeno su cui si sta facendo ancora troppo poco, ha detto Francesco Mutti, ad di Mutti. E’ possibile produrre prodotti italiani all’estero purché siano rispettati i disciplinari ed i criteri del saper fare italiano. Per esportare servono certificazioni di qualità, sempre più richieste da importatori, distributori e consumatori, ha sottolineato Enrico Colavita, Presidente di Colavita; L’e-commerce è una buona cosa ma non può sostituire il rapporto umano e comunque non può sostituire la presenza fisica nei mercati esteri, ha detto Gino Lugli ad di Ferrero. La classe dirigente italiana deve sostenere le imprese alimentari, soprattutto le piccole e medie, ha detto Enrico Zoppas, Presidente di Acqua San Benedetto mentre Marco Rosi, presidente della Parmacotto, ha parlato dell'insediamento dell'azienda parmigiana dei salumi  in Francia e a New York.

Domani, giovedì 17 maggio, si svolgerà un incontro dal titolo “Verso l'Expo 2015” che vedrà la presenza di Diana Bracco, Commissario generale di sezione per il Padiglione Italia all'Expo 2015 e Vincenzo Tassinari, Presidente del Consiglio di Gestione Coop Italia.

L'appuntamento è alle ore 11,45.

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