A Parigi gli Stati Generali sulla salute della Terra: l'agricoltura e il rapporto tra cibo e clima

La prima black list dei cibi di Natale che sprecano energia

30/11/2015

A Parigi gli Stati Generali sulla salute della Terra: l'agricoltura e il rapporto tra cibo e clima
Parigi 30 novembe 2015. Parigi  ancora scossa dagli attentati del 13 novembre ha accolto ieri l’anteprima della Conferenza mondiale dell'Onu sul Clima con un clima di tensione.
 
Mentre si apriva l'assise, che oggi si inaugura ufficialmente,  proprio con un minuto di silenzio per ricordare le vittime degli assalti, nella capitale della Francia a Piazza della Repubblica, scorrevano da guerriglia urbana con i manifestanti a protestare per il divieto di manifestare deciso proprio in ragione dello stato di emergenza in vigore.
Episodi che lo stesso presidente della Repubblica francese, Francoise Hollande, lasciando i lavori del vertice Ue-Turchia, ha definito "vergognosi" deprecando il fatto che la "la protesta sia avvenuta proprio dove c'erano candele, fiori e altri ricordi" in memoria delle vittime degli attentati.
Contemporaneamente agli scontri si apriva la conferenza dell'Onu con i partecipanti che hanno rispettato minuto di silenzio per le vittime degli attentati del 13 novembre scorso a Parigi.
Oggi dunque partono in modo ufficiale i lavori ai quale partecipano rappresentanti di 193 Paesi e di oltre 150 leader e naturalmente i capi di Stato (a cominciare dal presidente americano Barack Obama, quello cinese Xi Jinping, l'indiano Narendra Modi e il russo Vladimir Putin), che andranno avanti fino all’ 11 dicembre.
 

La black list dei cibi che sulle tavole di Natale sprecano energia 
Un chilo di ciliegie o pesche dal Cile che devono percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, ma anche i mirtilli argentini e l’anguria dal Brasile salgono nell’ordine sul podio della black list dei cibi che sulle tavole nazionali delle feste sprecano energia, inquinano il Natale e contribuiscono all’emissione di gas ad effetto serra. E’ quanto emerge dallo studio divulgato dalla Coldiretti che ha scelto di partecipare alla marcia globale per il clima a Roma con la distribuzione di frullati di frutta e verdura a chilometri zero preparati dagli agricoltori di Campagna Amica nei pressi ai Fori Imperiali.
“In occasione della conferenza Onu sul clima di Parigi è importante anche evidenziare – sottolinea la Coldiretti – il contributo che stili di vita piu’ sobri e responsabili possono dare per contrastare i cambiamenti climatici e salvare il pianeta, considerato che il 40% delle emissioni sono legate ai trasporti, tra i quali i trasporti agroalimentari”.
“E’ stato calcolato che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per piu’ di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e l’anguria brasiliana viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei”.
“Il consumo durante le feste di Natale di prodotti fuori stagione provenienti di migliaia di chilometri di distanza è una tendenza snob in forte ascesa che concorre a far saltare il budget dei cenoni con prezzi superiori fino ad oltre dieci volte a quelli di mele, pere, kiwi, uva, arance e clementine Made in Italy e appare del tutto ingiustificata perché si tratta spesso di prodotti poco gustosi e saporiti, essendo stati raccolti ad un grado di maturazione incompleto per poter resistere a viaggi di migliaia di chilometri percorsi su mezzi inquinanti che liberano nell’aria gas ad effetto serra”.
Secondo la Coldiretti la voglia di cambiamento o il bisogno di stupire gli ospiti nei banchetti natalizi o di fine anno possono essere soddisfatte dalla riscoperta dei frutti meno “diffusi” ma nazionali come cachi e fico d’India o antiche varietà, dalla mela limoncella alla pera madernassa, che valorizzano le tradizioni del territorio e garantiscono un sicuro successo a prezzi contenuti, rimandando alla giusta stagione il consumo di ciliegie, anguria, asparagi o fagiolini.
“Tra i prodotti piu’ diffusi che rischiano di “inquinare il Natale” ci sono anche  le noci della California, le more dal Messico, il salmone dall’Alaska, gli asparagi dal Perù, i meloni dal Guadalupe, i melograni dalla Spagna e i fagiolini dall’Egitto”.
“Per alcuni di questi prodotti – conclude la Coldiretti – non ci sono solo problemi per motivi ambientali ma ci sono anche perplessità di carattere sanitario”.
 
 
Finalmente agricoltura e cibo alla COP21 di Parigi
Firma l’appello di Slow Food Non mangiamoci il clima
L’agricoltura e il rapporto tra cibo e clima, due argomenti fino a oggi ai margini della discussione sul cambiamento climatico in vista della COP21, saranno rappresentati a Parigi dal Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti.

Il capo della delegazione italiana alla XXI Conferenza Onu sui cambiamenti climatici ha infatti firmato l’appello di Slow Food Non mangiamoci il clima rendendolo noto con un tweet diffuso questa mattina:

#cibo e #agricoltura per combattere il #climatechange nell’appello di #slowfood che porterò alla #COP21 di Parigi

Secondo l’associazione internazionale nei documenti di preparazione all’appuntamento di Parigi sono stati privilegiati temi come l’energia, l’industria e i trasporti. A seconda del sistema che si prende come riferimento, però, l’agricoltura, l’allevamento e la produzione del cibo rappresentano sia una delle principali cause del cambiamento climatico che una delle soluzioni possibili.

«Soltanto attraverso un radicale cambiamento di paradigma nell’attuale sistema di produzione, trasformazione, distribuzione e consumo di cibo si riuscirà a mitigare il cambiamento climatico», afferma Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia. «Ringraziamo il Ministro Galletti per il sostengo al nostro appello e soprattutto per l’impegno a portare al tavolo della discussione di Parigi i nostri temi, così importanti per il futuro del Pianeta. Ma la rivoluzione non deve essere affidata solo al potere delle istituzioni di cambiare il sistema, deve partire da noi e dalle nostre scelte quotidiane. Scegliendo il cibo ed evitando gli sprechi, ad esempio, ma anche firmando l’appello Non mangiamoci il clima e facendo così arrivare ancora più forte la nostra voce a Parigi».

Leggi gli approfondimenti dedicati al clima e alla COP 21 con interviste, storie e testimonianze concrete di Slow Food in Italia e nel mondo disponibili a partire da oggi sul sito www.slowfood.it
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