AAA 6000 Pizzaioli qualificati cercasi, ma nonostante la crisi e la disoccupazione si fa fatica a trovarli

Ampio report del Centro Studi Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi

17/04/2013

AAA 6000 Pizzaioli qualificati cercasi, ma nonostante la crisi e la disoccupazione si fa fatica a trovarli

Parma 17 aprile 2013. “Nelle pizzerie italiane c’è bisogno di circa seimila pizzaioli qualificati, ma nonostante la crisi e la disoccupazione si fa fatica a trovarli”.

Questi i dati principali di un più ampio report del Centro Studi Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia, illustrati ieri durante una partecipata tavola rotonda, “AAA Pizzaioli qualificati cercasi”, svoltasi al “Pizza World Show”, che chiude i battenti stasera alle Fiere di Parma.

Hanno partecipato all'incontro, tra gli altri, Ugo Romani, Presidente Fipe Parma e Emilia Romagna, che ha fortemente voluto aquesto importante appuntamento parmense, Luciano Sbraga, direttore del Centro Studi Fipe, Enzo Malanca, presidente di Alma, Scuola internazionale di cucina italiana, Luciana Rabaiotti, preside della Scuola Alberghiera di Salsomaggiore, Franco Manna, amministratore delegato di Rosso pomodoro e il pizzaiolo, Ettore del Picchia, della pizzeria Orfeo di Parma, classificato primo nel sondaggio indetto da Gazzetta di Parma e Ascom Confcommercio Parma, sulla pizzeria preferita dai parmigiani.

Luciano Sbraga ha illustrato i dati della ricerca Fipe sottolineando come “a sviluppare una domanda di lavoro qualificato così alta nelle pizzerie, dove la forza lavoro complessiva arriva a 240mila occupati, è la produzione. Che siano destinate al servizio al tavolo o a quello da asporto, a sfornare pizze sono 25mila pizzerie e altrettante sono quelle che sfornano pizza a taglio, generando un fatturato aggregato di circa nove miliardi di euro. La difficoltà nel reperire personale esperto porta i gestori, almeno in un caso su cinque, ad accontentarsi di reclutare personale non qualificato a cui erogare (40% dei casi) formazione adeguata. L’80% del fabbisogno di pizzaioli specialisti riguarda le piccole imprese ed oltre un’assunzione su due tra quelle non stagionali è a tempo indeterminato”.

I partecipanti alla Tavola Rotonda promossa dall Fipe - Federazione Italiana pubblici Esercizi

Fra le curiosità emerse maggiormente dal report Fipe, dal punto di vista del consumatore, c’è sicuramente la scelta della pizza come alimento per la colazione (8%), mentre più scontato appare il 75% del campione che ne fa oggetto di cena. La pizza continua comunque a rappresentare un antidoto contro la crisi perché consente di consumare in compagnia un prodotto di qualità a buon prezzo. Secondo gli ultimi dati dell’osservatorio prezzi, infatti, un pasto in pizzeria, se l’ordinazione si limita a pizza e bibita, ha un costo compreso tra i 7 e gli 11 euro.

Il profilo classico della pizzeria, intesa come locale, è di 126 metri quadrati, con 67 posti a sedere interni e 23 esterni, un’apertura media annua di 280 giorni, un volume d’affari di 260 mila euro e 6,5 addetti.

Enzo Malanca, presidente di Alma, si è soffermato sul ruolo di Alma dal 1904 ad oggi.

“Il nostro obiettivo è formare dei professionisti che sappiano fare e che sappiano insegnare -ha detto dal canto suo il Presidente di Alma Malanca- e ha aggiunto: “l'Alma è uno dei migliori tesori formativi che l'Italia può vantare per formare nel segno dell’eccellenza i futuri ambasciatori della cultura enogastronomica italiana nel mondo”.

Luciana Rabaiotti, Franco Manna e Ettore del Picchia si sono soffermati in particolare sul ruolo della professione di pizzaiolo e sulla passione che deve animare l'allievo di oggi e il pizzaiolo di domani.

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