Al 5th International Barilla Forum on Food and Nutrition gettate le basi del Protocollo di Milano

Maurizio Martina: “il Governo si farà carico di una iniziativa diplomatica a livello internazionale”

28/11/2013

Al 5th International Barilla Forum on Food and Nutrition gettate le basi del Protocollo di Milano

Milano 28 novembre 2013. Lo aveva anticipato il premier Enrico Letta nel suo discorso alla Nazioni Unite lo scorso 25 settembre (“Il nostro Paese sente che è arrivato il tempo di lanciare un nuovo accordo globale sul cibo”), come ha ricordato nel suo intervento il sottosegretario alle Politiche agricole con delega ad Expo 2015, Maurizio Martina, ed ora anche Guido Barilla, presidente del Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn), ha lanciato dalla tribuna del 5th International Barilla Forum on Food and Nutrition un Protocollo di Milano, un accordo mondiale sull'alimentazione e la nutrizione, un impegno comune degli Stati a superare i paradossi del cibo per costruire un futuro sostenibile.

"Ispirandoci all'esempio del Protocollo di Kyoto, lanciato nel 1997 da gente illuminata per salvaguardare l'ambiente – ha detto ieri mattina Guido Barilla, aprendo la seconda giornata dei lavori presidente del quinto forum internazionale del Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn) - abbiamo un'occasione per entrare nella storia prendendo degli impegni chiari con il mondo in un nuovo Protocollo, quello di Milano sul cibo", che dovrà essere sottoscritto a Expo Milano-Nutrire il pianeta.

“Abbiamo in mano -ha affermato a sua volta il sottosegretario Martina, intervenuto nella sessione pomeridiana dei lavori- questa straordinaria occasione che è l'Expo” e il governo italiano da qui ad Expo 2015 " si farà carico di una iniziativa diplomatica a livello internazionale per coinvolgere molti Paesi in una riflessione sui temi messi al centro dal vostro Forum. Lo stiamo già discutendo da tempo con il Presidente del Consiglio Letta, il ministro degli Esteri Emma Bonino e il Vice-ministro Marta Dassù".
 

Il sottosegretario alle Politiche agricole con delega ad Expo 2015, Maurizio Martina, durante il suo intervento

Per Maurizio Martina, che ha ricordato che finora i Paesi che hanno aderito all'Expo sono circa 140, “è necessario aprire un confronto e una collaborazione sui temi del cibo tra pubblico e privato, tra Ong e società che si occupano di sostenibilità e le istituzioni".

 


Una nostra video-intervista al sottosegretario Maurizio Martina proprio sul tema del Protocollo di Milano

 

Protocollo di Milano: obiettivo, urgente superare tre paradossi
Il Protocollo nasce dalla constatazione - e dalla volontà di superarli - di tre paradossi sul cibo: mancato accesso per alcuni ed eccesso di cibo per altri; nutrire le persone prima di nutrire gli animali da allevamento e i veicoli con i biocarburanti di prima generazione; lo spreco alimentare. Da qui discendono i tre principali campi d’azione del Protocollo presentato al Barilla CFN: la lotta senza quartiere allo spreco alimentare (abbattimento del 50% entro il 2020); limitazione ai biocarburanti se sottraggono risorse alimentari da attuare congiuntamente all’arresto delle speculazioni finanziarie sulle risorse nutrizionali; educazione alimentare e stili di vita sani.

Le perplessità del presidente internazionale di Slow Food, Carlo Petrini
Chi ha espresso alcune perplessità sul protocollo è stato Carlo Petrini nel suo intervento intitolato: Un anno di cibo e nutrizione. Non tanto sull'idea ma sulla sua capacità di attuazione.
“E' malmesso il nostro paese, -ha detto Petrini- se un’industria privata deve ideare un protocollo contro la fame e gli sprechi” e poi ha criticato l'intervento video del premier Letta che non ha, a suo parere, parlato di questo tema.

Per il fondatore di Slow Food, il cambiamento dall’alto non funziona: “Un protocollo non può bastare perchè gli unici artefici di una svolta nel sistema alimentare sono le ampie masse di persone nel pianeta, che devono partecipare attivamente e praticare nel quotidiano nuovi comportamenti. Come diceva Albert Camus, chiunque ha delle prospettive per il cambiamento non è credibile se non le applica a sé”.
Oggetto delle critiche di Petrini è il sistema alimentare globale, definito “criminale”, perchè responsabile della malnutrizione e della distruzione degli ecosistemi ambientali, e, più in generale, del modello economico che lo sostiene. “La legge del libero scambio è un disastro. Il Messico, dove è nato il mais, importa mais transgenico dagli Stati Uniti perché costa meno. E i contadini messicani sono ridotti alla fame”, spiega Petrini. Anche la necessità di aumentare costantemente la produzione è bersaglio delle sue critiche: “Non dobbiamo creare più cibo, perché il problema è l’accesso al consumo, la povertà. La produzione alimentare è cresciuta del 7% quest’anno, ma i morti di fame non diminuiscono. E intanto l’obesità cresce. Solo che quest’ultima ce l’andiamo a cercare noi, mentre la fame te la impongono altri”.
Ma la colpa più grande dell’attuale mercato alimentare è la distruzione delle piccole realtà locali.Pier Paolo Pasolini diceva che l'Italia morirà quando morirà l'ultimo contadino, l'ultimo artigiano. Questo sistema sta distruggendo le piccole imprese agricole famigliari”, ha proseguito Petrini nel suo discorso molto applaudito. “Il cibo non può diventare una merce, una commodity. Il cibo è la nostra vita, la nostra essenza. C’è una sua sacralità tanto che nel meridione quando il pane cade per terrà lo si raccoglie baciandolo”.
“I consumatori -ha concluso- non devono più essere consumatori passivi ma trasformarsi in coproduttori coscienti di ciò che acquistano ed educati al cambiamento”. (QUI una nostra domanda a Carlin Petrini sui temi dell'EXPO)

Il saluto del premier Letta al Forum Barilla CFN
Il tema di Expo 2015 (Nutrire la Terra, energia per la vita) pone al centro dell’esposizione proprio le sfide che nel prossimo futuro il mondo deve affrontare entro il 2050 quando la popolazione globale, dagli attuali 7 miliardi, salirà a 9,2 miliardi. Un Expo dai grandi problemi e dalle grandi opportunità.

E su questi temi si è soffermato il capo del governo nel portare il suo saluto ai convenuti.
Una “finestra di opportunità” l'Expo milanese, ha detto il premier Enrico Letta, nel corso del suo intervento in videoconferenza al Forum della nutrizione promosso dal gruppo Barilla all’università Bocconi di Milano.
Per questo motivo il governo ha messo in campo un “forte” impegno nell’organizzare e promuovere l’evento, ha spiegato il premier. “Nel 2015 – ha detto il presidente del Consiglio – Milano sarà la capitale del cibo e dell’alimentazione,e quindi i 6 mesi di Expo ci permetteranno di aprire una finestra di opportunità sui temi dell’alimentazione, della povertà, dell’infanzia e delle donne”.

Nella mattinata è intervenuto anche il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha sottolineato che "il nostro impegno e i nostri sforzi saranno coronati dal successo di un Expo che verrà ricordato per la qualità delle proposte e per essere tornato a trattare un tema specifico che ha come obiettivo quello di risolvere il più grande problema del mondo: dare cibo a 9 miliari di uomini nel 20150".

E' stato il Premio Nobel Riccardo Valentini, membro dell’Advisory Board Bcfn, a chiudere i lavori del quinto forum internazionale su alimentazione e nutrizione.
Il Protocollo di Milano è aperto ai contributi di tutti

Valentini nel suo intervento ha detto che il Protocollo è un progetto aperto che parte dal basso e che vuole spingere i govrni ad agire. Il Pianeta non vive in armonia: troppi sprechi alimentari mentre 30 milioni di persone muoiono per mancanza di cibo.

E' imperativo AGIRE!
L’obiettivo del PROTOCOLLO? La sua sottoscrizione internazionale durante l’Expo milanese del 2015.

“Non una semplice enunciazione di principi – dichiara Riccardo Valentini – ma l’indicazione di pratiche e politiche attuabili immediatamente”. Sono tre i focus su cui si concentra il Protocollo di Milano: “Agire contro lo spreco alimentare, riducendolo del 50% entro il 2020, anche attraverso accordi di lungo termine sulle filiere agricole per migliorare la pianificazione alimentare; favorire un’agricoltura sostenibile, limitando – spiega Valentini – la conversione dei terreni alle coltivazioni destinate a produrre bio-carburanti e alimentazione per il bestiame e combattendo la speculazione finanziaria; agevolare stili di vita salutari, incoraggiando l’attività fisica e l’educazione alimentare a partire dalle scuole”.
1,3 miliardi di tonnellate di cibo ancora commestibile, un terzo della produzione alimentare globale per un valore che supera i 500 miliardi. È quel che viene buttato via ogni anno. Una produzione che potrebbe nutrire 12 miliardi di persone a fronte di 7 miliardi che abitano Terra. Uno spreco che da solo basterebbe a nutrire 842 milioni di esseri umani che vivono problemi di malnutrizione in tutto il mondo. Mentre 1,5 miliardi di persone soffre di obesità o sovrappeso. Inoltre, nel 2020 il fabbisogno di bio-carburanti sarà di 172 miliardi di litri e per ottenerli si dovrebbero sottrarre 40 milioni di ettari alle coltivazioni di alimenti.

QUI l'intervento di Riccardo Valentini, membro dell’Advisory Board Bcfn.

QUI Il Protocollo di Milano

Il Quinto #BCFNForum si è concluso. Tutti gli interventi delle due giornate sono disponibili online QUI 

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seguirà i temi proposti  dal Barilla Center for Food and Nutrition BCFN anche nei prossimi mesi): seguiteci sul web, in Tv e sulla carta stampata!

 

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