Al Giappone la medaglia d'oro per il padiglione più bello, seguono Corea e Russia

Ecco tutti i premi e i riconoscimenti assegnati ai Paesi ospiti di Expo 2015

01/11/2015

Al Giappone la medaglia d'oro per il padiglione più bello, seguono Corea e Russia
Milano Expo 2015. Il Bureau International des Expositions ha assegnato le medaglie d’oro, d’argento e di bronzo ai padiglioni più belli di Expo.
Tra quelli di misura grande sono risultati in testa alla classifica, nell’ordine, Giappone, Corea e Russia per la categoria design.
Germania, Angola e Kazakistan per lo sviluppo del tema.
Francia, Bahrein e Cina per architettura e paesaggio.
 
Tra i padiglioni più piccoli, Austria, Iran ed Estonia per il design.
Vaticano, Monaco e Irlanda per lo sviluppo del tema.
Regno Unito, Cile e Repubblica Ceca per architettura e paesaggio.

Tra i cluster, Montenegro, Venezuela e Gabon per gli interni e Algeria, Cambogia e Mauritania per lo sviluppo del tema.
Esclusi a sorpresa gli Emirati Arabi e il Brasile, tra le architetture più apprezzate dell’Expo. Non ha vinto niente neppure la Colombia, tra i Paesi più simpatici e dagli indimenticabili succhi di frutta esotici di lulo e maracuja.

In contemporanea ai premi del Bie sono stati assegnati anche i riconoscimenti ClassExpo Pavilion Heritage Awards, con una giuria di grandi nomi tra cui Romano Prodi, Letizia Moratti, il Nobel per l’Economia Eric Maskin e il capo del Dipartimento per l’agricoltura della Banca mondiale Shenggen Fan.
Primo premio assoluto all’Angola, poi Israele e Padiglione Zero. L’ideatore di quest’ultimo Davide Rampello, è stato segnalato anche come Personaggio Expo.
La Cina ha avuto il riconoscimento per la recuperabilità della struttura, seguita da Giappone e Emirati Arabi.

Miglior cluster, quello delle Zone Aride, poi Riso e Biodiversità.
Primo padiglione di un prodotto alimentare è stato quello del vino. Miglior padiglione di un’azienda, New Holland Agriculture.
Premio, infine, per la Società civile alla Cascina Triulza. Un riconoscimento anche alle migliaia di volontari e lavoratori italiani e stranieri che in questi sei mesi, nonostante le difficoltà di orari, di spostamenti e di continuo contatto con milioni di visitatori, hanno donato un sorriso di futuro a tutti.
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