Al Ristorante Villa Maiella della famiglia Tinari, una esperienza che lascia il segno!

24/10/2017

di Alba Simigliani Foto di Nicola Zinni

Sedersi alla buona tavola del Ristorante Villa Maiella della famiglia Tinari a Guardiagrele, in provincia di Chieti, è una esperienza che lascia il segno! 
E' un modo per entrare in sintonia con le atmosfere e il paesaggio da cui nascono ed a cui appartengono i cibi e i sapori “forti e gentili” dell'Abruzzo.

Svegliati dall'umore creativo di mamma Angela e del figlio Arcangelo Tinari, i piatti sono rivelatori del “genius loci” in cui la specificità del paesaggio naturale e umano si riassume e si concentra, ma sono anche espressione di quel virtuoso miscuglio di laboriosità ed intraprendenza, sensibilità e bravura in divenire che dà profondità e valore all'insieme.

La famiglia Tinari appartiene ad una tradizione culinaria antica, ma è nella fusione che trova il suo elemento vincente.“Siamo una fusione” si sente spesso ripetere qui! Vecchio e nuovo si fondono nel rispetto delle specificità. L'assoluta semplicità si sposa con la complessità e l'infaticabile ricerca, l'autenticità è a fianco della raffinatezza ed afferma uno stile che rende la cucina firmata Tinari unica e ricercata.

Ad accoglierci il Patron Peppino Tinari, figura autorevole e salda, la sua sicurezza e la calorosa cordialità sono già una garanzia! 

La serietà e schiettezza che gli sono propri ricordano i tempi antichi! Sobrietà, onestà, concretezza e rispetto sembrano ancora appartenere a queste terre e sono peculiari della parte migliore delle genti d' Abruzzo. 

E' lui a raccontarci che tutto è partito dai nonni Ginetta e Arcangelo Tinari che nel 1966 aprono la Fiaschetteria Villa Maiella che via via diventa Trattoria e poi si trasforma in Ristorante quando al suo fianco c'è la moglie Angela. 

Peppino, dopo essersi formato all'Istituto Alberghiero e come chef al famoso Cipriani di Venezia, abbandona una carriera di sicuro successo, torna in famiglia e scommette sul suo paese natio con caparbia sensibilità e passione. In breve tempo si afferma come ristoratore di prim'ordine, diviene punto di riferimento per la cucina abruzzese, ambasciatore nel mondo delle tipicità della sua terra, e promotore culturale, poiché, con la sua infaticabile opera di divulgatore della migliore tradizione culinaria abruzzese, contribuisce anche alla conoscenza, valorizzazione e promozione dell'intero territorio, della sua cultura e della sua storia, non solo enogastronomica.

Passione e professionalità i suoi capisaldi, gli stessi che uniscono tutti i componenti della famiglia riunita dal 2015 per fare squadra, per realizzare quella fusione vincente nell'eccellenza, capace di un arricchente confronto internazionale, pur restando saldamente ancorata alle proprie radici. 

Fin qui la storia, ora il presente, perché nel frattempo arrivano gli antipasti: eleganti e belle composizioni che al palato si aprono ad una gamma di sapori riconoscibili ed insieme sorprendenti. Di un equilibrio esaltante sono: “Come un carpaccio: vitello marinato al caffè e cumino montano” e la “Tartare di “ pezzata rossa” con crema di nocciole e lattuga alla brace”. Sanno di genuinità e di un buono antico: “Gli stagionati di Maiale Nero della Fattoria Tinari”. E che dire della soavità del Filetto di baccalà in tempura, o dell'armonia dello Sformatino di porcini, shiso e guanciale? Vere chicche di gradevolezza ed armonia! Felici combinazioni a cui si aggiungono la ricchezza cromatica delle spezie e il tocco magico dei fiori di campo! 
Mentre gustiamo e ingoiamo bocconi di piacere, a raccontarci i piatti e i prodotti è sempre lui, Peppino Tinari: “ Nulla è lasciato al caso, ogni prodotto usato in cucina e portato a tavola è frutto di ricerca. I sapori e gli aromi nascono dalle stagioni e prevalentemente arrivano dalla nostra terra, e soprattutto dalla nostra Fattoria.” E sì, oltre ai prodotti dell'orto e della campagna: le rape, le bietoline, le insalate e i fiori, la senape rossa, le erbe aromatiche, ecc..., arrivano dalla Fattoria Tinari anche la carne e gli stagionati del maiale nero abruzzese, allevato allo stato semi brado. Ora si capisce perché ogni boccone è un regalo per il palato!

Il pranzo continua, in un crescendo rossiniano, così come il racconto delle portate. Difficile stabilire una graduatoria. Piatti diversi uniti nella bellezza, nel gusto straordinario e nei profumi, in una semplicità solo apparente: dietro ognuno ricerca, studio, esperienza. L'impiattamento è sempre una delizia per la vista che subito conquista anche l'olfatto ed al palato regala sinfonie di sapori. Pranzo che si annuncia memorabile fin dall'inizio!

Continuiamo ad affidarci volentieri alle convincenti cure del padrone di casa, conquistati dalla sequenza delle proposte culinarie in cui il piacere della vista raggiunge amabilmente il gusto!Insuperabile la Crema di lardo, inaspettatamente delicata e soave che sorprende e seduce incredibilmente!

Ben raccontata dal Patron Peppino Tinari anche la Zuppa di Farro spezzato con cicoria e Canestrato di Castel del Monte e i Ravioli di burrata allo zafferano de L'Aquila e Lenticchie croccanti di Caprafico. Il condimento di questi piatti parla abruzzese, sa di pascoli e di monti, e nei Ravioli acquista un accento pugliese, in onore della millenaria civiltà della Transumanza che lega le due regioni!

Nel piatto il Foie Gras d'anatra con rapa rossa e aceto di miele ha una coltre croccante e bisogna affondare il coltello per toccarne il cuore morbido ed esaltante!

Il Maialino Nero della fattoria con erbe di campo è un altro capolavoro, insieme a tutto il resto che è di gran pregio. Una cucina eloquente che nella concretezza e nella semplicità sa nobilitare e rendere spettacolare anche i piatti della cucina povera, conservandone la schiettezza nella consolidata dialettica familiare.

“Quello che non produciamo direttamente noi o non raccogliamo sulle nostre montagne “- ci spiega ancora Peppino - “ è frutto di Produttori di fiducia selezionati e di Presìdi Slow Food”.

E si sente! Ed è la qualità delle materie prime che fa la differenza, oltre naturalmente, alla bravura, al talento ed all'attenzione che l'intera squadra Tinari mette nelle cose che fa!

Ci limitiamo a citare solo alcune delle specialità gustate in questo rinomato Ristorante, sperando di avervi incuriosito e fatto venire l'acquolina in bocca. Anche se è difficile trasmettere le emozioni e gli “umori” dei sensi, così come è difficile dire qual è il piatto migliore, il più riuscito. Dall'inizio alla fine tutta la sequenza, nella diversità, è unita nella bellezza e nel gusto straordinari ed è meritevole di un viaggio per una esperienza diretta fra i sapori che guidano il pensiero, rallegrano i commensali, e che trasformano un giorno qualsiasi in una festa memorabile, indelebile. 

Se il cibo, la buona tavola possono regalare questo, l'argomento ristorazione non è banale o secondario! Il cibo racchiude un mondo gustoso che sa dare gioia. E' fondamentale, come lo è cercare di essere felici e ricordare i giorni speciali come questo!
Giuseppe Simigliani, Donato Troiano, Peppino Tinari e Pascal Tinari
Anche la Location è accurata, così come il servizio: discreto, attento, puntuale ma anche familiare. In Sala l'occhio vigile di Pascal segue ogni cosa e papà Peppino lascia a lui il campo quando si parla di vini! Pascal, maitre di sala ed esperto curatore della Cantina, propone abbinamenti azzeccatissimi, pronti ad esaltare le specialità culinarie. Anche nella Carta dei Vini c'è l'inequivocabile impronta della fedeltà al territorio, alla sua storia e tradizioni.

Di ottimo livello la fornitissima Cantina. Oltre ad i migliori vini d'Abruzzo anche etichette fuori regione e nazione. Pascal è attento anche alle varie categorie di vini e ai migliori vini biodinamici e 

ha le idee chiare: ”La ristorazione è cambiata e ha bisogno delle idee e delle innovazioni dei giovani, ma anche dell'esperienza dei genitori e dei nonni. Occorre avere molto riguardo verso l'ospite e attenzione alle eventuali intolleranze, sempre più frequenti!” Si intrattiene anche lui volentieri ai tavoli ed è un piacere ascoltarlo: “Qui ognuno ha il suo ruolo, ma siamo una famiglia e assieme rappresentiamo una fusione che cerca di essere complementare ed il più possibile armonica, tenendo come punti fermi la qualità, la tradizione e l'innovazione” - afferma convinto il giovane Tinari.


I rampolli di famiglia Arcangelo e Pascal rappresentano la terza generazione nel team di Villa Maiella.
Nel 2008 il giovane Pascal inizia la sua formazione presso il ristorante “Dal Pescatore” della famiglia Santini, uno dei Templi dell'alta ristorazione italiana. Poi nel 2010 è in Francia presso il famoso e storico l'”Auberge de l'Ill” .

Un percorso di eccellenza è anche quello del primogenito Arcangelo che culmina nel 2010 presso Michel e Sebastian Bras nel Ristorante Maison Bras di Lagouiole, dove affina i suoi saperi e il suo già ricco bagaglio familiare. 

Arcangelo è chef nella cucina affidata alla esperienza di mamma Angela, cuoca provetta. Con un talento che vola alto, con studio e ricerca costanti, con misurati tocchi di modernità e raffinate tecniche di cottura Arcangelo contribuisce a costruire felici accostamenti inediti e menu sempre più completi, mai banali e scontati, anche nei piatti della tradizione. La concretezza della cucina è stata tramandata, l'estetica dei piatti sicuramente si è evoluta e rende ancora più appetibili le pietanze dando vita a composizioni anche esteticamente pregevoli.

Una cucina palpitante che non si adagia sugli allori. Una cucina da condividere con gioia e piacere, che parla molto abruzzese ma che sa cogliere ispirazione anche fuori regione e oltre le tradizioni. Perché la cucina, come la vita, è fatta di arricchenti incontri! Perché il cibo si declina al plurale!

Chiudono il menu un ottimo dessert e lo stappo di alcuni Liquori della L-AB (Liquoreria Abruzzese di Ripa Teatina). Con la Ratafia,il tipico liquore abruzzese con amarene e Montepulciano, l'ebrezza comincia col berne il nome: Animarena. Armoniose Sillabe liquide risuonano al palato anche con il Genzianotto, rotondo, forte e tenero come un orsacchiotto! Un ossimoro in cui gli opposti si attraggono e la dolcezza del mosto cotto si sposa felicemente con il gusto amaro della radice di genziana che lascia in bocca il persistente ricordo di terra accogliente, di volontà tenace, di abbraccio amabile. Le specialità della L-AB persuadono anche i commensali presenti agli altri tavoli a cui Pascal offre, a conclusione del pranzo, i liquori che rallegrano la bocca e vanno in soccorso allo stomaco satollo.

L'invito è a salire a Guardiagrele, dove vivono e operano questi abruzzesi di rango, per conoscere da vicino la cucina d'eccellenza, e raggiungere la Stella Michelin di Villa Maiella che qui brilla insieme a tanti altri riconoscimenti. Fra gli altri il titolo di Ristoratore dell'anno gli è stato assegnato quest'anno dalla Guida del Gambero Rosso, ed è annoverato anche fra i migliori d'Italia nella Guida Ristoranti Espresso 2018 con 2 Cappelli.

La Cantina, preziosa e ricca di un' ampia scelta, tra l'altro, ha ottenuto il Premio Kettmeier come Cantina dell'anno nell'edizione 2014 della Guida l'Espresso.

Con una propria Azienda Agricola, giardino, orto, allevamento al servizio del ristorante che conferisce a questo luogo anche una dimensione bucolica, Villa Maiella è anche Albergo con 14 stanze accoglienti e raffinate per un soggiorno completo. 

Sicuramente la presenza di un locale così, dove oltre al palato si ristora anche l'animo, aumenta l'attrazione di un turista colto e gourmet dell'intero territorio e di uno fra i borghi più belli d'Italia, una delle perle d'Abruzzo pedemontano. Antica civiltà e floridezza economica a Guardiagrele hanno lasciato significative testimonianze architettoniche ed artistiche, personaggi importanti, prodotti e specialità culinarie uniche, un respiro culturale ampio, come ampio è il panorama che abbraccia in un solo sguardo la maestosità dei monti fino alla distesa azzurra del mare.


Ristorante – Albergo Villa Maiella
Via Sette Dolori, 30
66016 Guardiagrele
Tel. 0871 809319

email: info@villamaiella.it
www.villamaiella.it 
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