Alla scoperta del nuovo Mio Bar, il nuovo bar e bistrò del Park Hyatt Milano

Dodici mesi di lavoro e un concept rivoluzionario per MIO, il nuovo bar di Milano

26/01/2015

Alla scoperta del nuovo Mio Bar, il nuovo bar e bistrò del Park Hyatt Milano
di Mariella Belloni
Nel gennaio 2014 Park Hyatt Milano ha incaricato l’architetto Flaviano Capriotti di riconfigurare l’intero piano terra nell’ala che ospita ristorante e bar. Il progetto è stato pensato per dare all’area bar una maggior centralità nella vita dell’hotel ma anche per diventare un punto di riferimento per il pubblico milanese. Dopo un anno di lavoro, il nuovo design degli ambienti ha un sapore contemporaneo ma ricco di rimandi alla storia e all’esperienza milanese.
La cucina mantiene la forte impronta naturale e creativa dello Chef Andrea Aprea, legando assieme la tradizione gastronomica italiana con la contemporaneità della cucina internazionale.
La nuova formula consente a Park Hyatt Milano di offrire un servizio sempre più personalizzato a tutti i sui pubblici.
 

Si chiama MIO, il nuovo city bar e bistrò di Milano

Il bar è stato concepito per essere il centro delle aree pubbliche e conviviali del Park Hyatt Milano - essendo anche il secondo ingresso all’hotel dall’esterno - posizionandosi come punto di contatto tra la Cupola Lobby Lounge e il ristorante VUN.
Rinnovato anche nel nome, lo stile del MIO è glamour e informale: un ambiente d’atmosfera in cui potersi rilassare o passare serate ricche di stimoli. Ad un passo dalla Galleria Vittorio Emanuele II, nel cuore della città, il MIO sa essere la destinazione ideale per i pranzi del financial district di Milano, così come il luogo elettivo per l’aperitivo; sa dare al turista il senso della contemporaneità così come al milanese il sapore della propria tradizione, ricco di riferimenti apprezzati dalle fashion e design communities che fanno di Milano una città stimolante.

L’ambiente è formato da tre aree: la sala del banco bar, la sala dei legni e il bistrò
La sala del banco bar è il primo spazio al quale l’ospite accede.
La sala è abitata dal grande bancone bar che si trova al centro dello spazio: monumentale, dinamico, emozionante luogo d’interazione tra gli ospiti e al tempo stesso punto di riferimento essenziale del rapporto con la città. Composto da quattro materiali - i tradizionali marmi verde Alpi e Arabescato, l’olmo e l’ottone spazzolato - il banco può essere fruito in piedi, per un cocktail, oppure in convivialità nella grande penisola di olmo, seduti su sgabelli imbottiti in pelle testa di moro.
Al soffitto, un’installazione luminosa in policarbonato ambra colato a mano è contenuta da una cornice in rovere scuro, mentre materiali come il marmo spazzolato Light Emperador per il pavimento e il tessuto in bronzo ed acciaio alle pareti hanno tonalità che riscaldano l’ambiente.

La sala riflette l’idea di stratificazione di ricordi e materiali propri dell’esperienza del viaggio, espressa attraverso la sovrapposizione di marmi, metalli, legni e tessuti.
 La luce all’interno cambia nei diversi momenti della giornata, chiara e più fredda al mattino, calda e soffice la sera.
La sala del banco bar si affaccia sulla zona più privata e morbida della Sala dei legni, rivestita da boiserie di olmo con grandi divani, alti ed avvolgenti, in tessuto spigato e velluto. I tavoli sono in marmo Light Emperador, le poltrone in velluto. La sala è la naturale prosecuzione del bar, dove il ritmo rallenta e dove la convivialità diventa più privata.

Da questa sala si accede al Bistrò, caratterizzato da grandi finestre che guardano verso la Galleria Vittorio Emanuele II, velate da garze in seta leggera.

Questo spazio è concepito per offrire il massimo comfort, offrendo una scelta tra diverse tipologie di sedute: divani e poltroncine con tavolo basso alle finestre, con tavoli alti al centro della stanza o tavoli tondi sulla parete interna. Il tema dominante della stanza è il tessuto, in particolare lo spigato che riveste i divani, le sedie imbottite e le pareti. Il pavimento è in olmo con un disegno a spiga gigante. Il soffitto è bianco e mostra un accenno alla classica guscia milanese.

Il tema tessile, in particolare la classica trama dello spigato, permea diversi dettagli dell’intero progetto: dai rivestimenti delle sedute, alle carte da parati in puro lino, dai pannelli in tessuto metallico di bronzo ed acciaio, ai pavimenti in legno con posa a spiga gigante.
Il design del Mio vuol essere un omaggio alla grande tradizione tessile ed artigiana di Milano. Le trame tessili, così come del resto tutti gli arredi e i complementi, sono stati realizzati su disegno dell’architetto in esclusiva per Park Hyatt Milano. I materiali impiegati sono tipici della cultura architettonica italiana, dove i marmi ricordano quelli impiegati nella Milano degli anni ’30 e l’ottone spazzolato si pone come filo conduttore di questo racconto tra passato e presente.

Il Mio accoglie ed ospita tutte le funzioni principali dell’Hotel nell’arco dell’intera giornata: la colazione, il pranzo, l’aperitivo, la cena e il dopo cena.
Il Mio ospiterà anche le colazioni per gli ospiti dell’Hotel – oggi servite nella Cupola – e per i clienti esterni, integrando il consueto buffet con la presenza di un barman al bancone dedicato a preparare centrifugati, succhi e smoothies freschi su ordinazione.
L’offerta gastronomica del Mio beneficia dell’esperienza e della qualità della cucina di Andrea Aprea. La carta (destinata a cambiare ogni due mesi, in base alla stagionalità delle materie prime) offre due percorsi distinti: classici italiani e piatti internazionali, per offrire anche ai viaggiatori meno curiosi un porto sicuro cui approdare.

Il pranzo vedrà un buffet dal lunedì al venerdì, in aggiunta al quale sarà possibile scegliere tra due piatti del giorno proposti dallo Chef.
Gli Assaggi sono la visione di Andrea Aprea sull’aperitivo Milanese: 8 piccoli viaggi nel gusto, che cambieranno ogni mese, dedicati a coniugare il rito dell’aperitivo con l’alta cucina. Proposte semplici, legate alla tradizione, ripensate per essere al centro del nostro tempo. Gli assaggi saranno serviti dalle ore 18,30 alle ore 22,30, e il dopocena scandito dai signature cocktails del Barman Andrea Rella. In carta spicca una selezione di nuovi cocktails con base di grappa italiana, oltre a una scelta di distillati molto accurata ed esclusiva, con una selezione speciale di whiskey. Anche la miscela del caffè è stata scelta per aumentare la qualità e l’esclusività dell’esperienza: in collaborazione con Caffè Giordano è stata messa a punto una miscela esclusiva per Park Hyatt Milano, la Santo Domingo Barahona AAA.
I posti in sala salgono complessivamente dai 42 del passato ai 68 di oggi.

L’innovazione degli ambienti trova continuità nella qualità del servizio, che vede un cambiamento solo nelle divise, disegnate ad hoc dal sarto Santo Barillà per essere al contempo comode e informali.
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