Alla scoperta di Orsara di Puglia: #Quinonéhalloween, questa è una grande festa

Una festa che coinvolge le generazioni, i curiosi e gli affezionati

04/11/2014

Alla scoperta di Orsara di Puglia: #Quinonéhalloween, questa è una grande festa
di Giulia Siena

Orsara di Puglia, 2 novembre 2014 - Un viaggio a Sud. Questo è il cammino verso una delle terre più misteriose e affascinanti della Penisola. Siamo a Orsara di Puglia, nella parte più Occidentale della regione, quella al confine con la Campania e la Basilicata. Il viaggio ti catapulta nel fermento di una festa, una ricorrenza sacra, in tutti i sensi.

Qui, tra i vicoli dell’antica cittadina nella sera che precede il primo giorno di novembre, si ammassano davanti le case e nelle piazze, ormai da secoli, pezzi di legno e rami di ginestra. #Quinonèhalloween (affermazione voluta e ribadita dagli organizzatori, dai cittadini e dai giovani che si impegnano ogni anno a dare vita a questa festa), questa è Fucacoste e cocce priatorje (fuochi e teste del Purgatorio), la festa che non ha nulla a che vedere con le recenti mode anglosassoni. Fucacoste e cocce priatorje, infatti, affonda le sue radici nella tradizione pagana storicamente cristianizzata e unisce, simbolicamente, la terra al cielo, il mondo dei vivi e quello dei morti. I falò assumono un’altra valenza: diventano le luci che guidano i morti lungo le strade della loro vita passata, li riportano ai luoghi cari e li “avvicinano” alle persone che hanno dovuto lasciare. La città, si illumina, così, dei colori caldi dei falò e delle strambe espressioni di zucche intagliate. Il fuoco, insieme ai prodotti della tradizione gastronomica orsarese (grano, melograno, vino e zucca) è il simbolo di una festa che si lega al rito sacro e alla leggenda, torna al passato per ancorarsi al futuro.

La festa coinvolge le generazioni, i curiosi e gli affezionati. La festa continua per le strade e a tavola, con il rinnovato incontro del grano, del pane e del vino. Il pane qui ha una forma circolare, è un pane consistente, pane cotto in un forno a paglia. Il forno (Pane e Salute) ha qualche secolo: dal 1526 qui la famiglia Di Biccari crea un pane dai profumi straordinari e dall’ottima digeribilità. La festa, poi, diventa occasione di incontro di gusto: in abbinamento alla leggera fragranza del pane si accompagna la complessità aromatica e la profondità del Tuccanese, un vitigno autoctono che conserva tutta la tipicità del Sangiovese e l’eleganza ruvida di queste terre.
#Quinonèhalloween ma è una grande festa, dalle piazze alla tavola.

Foto Giulia Siena (tutti i diritti riservati)

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