All'Italia l'incarico di Commissario per l'agricoltura della nuova Commissione europea?

Nicola Cesare Baldrighi, Presidente del Consorzio Grana Padano scrive al premier Matteo Renzi

06/06/2014

All'Italia l'incarico di Commissario per l'agricoltura della nuova Commissione europea?

UN ITALIANO AL VERTICE DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA
 

Desenzano d/G, 6 giugno 2014 – “E’ il momento che l’Italia pretenda il Commissario Europeo per l’Agricoltura". 
 

La richiesta, diretta personalmente al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, porta la firma di Nicola Cesare Baldrighi, Presidente del Consorzio Grana Padano (40 mila operatori complessivi nell’intero sistema, 132 caseifici e una produzione di oltre 4,5 milioni di forme nel 2013) che ha scritto una lettera aperta al premier chiedendogli di “valutare con sensibilità e lungimiranza un’esigenza forte che, in più occasioni, è stata già sollevata”. Una richiesta “che porta con sé l'interesse di uno dei sistemi produttivi più rappresentativi e sviluppati del nostro Paese”. 
 

Nel messaggio inviato a Renzi, i produttori di Grana Padano, il prodotto Dop, più consumato del mondo, sottolineano che la loro non è un'esigenza personalistica ma è il sentir comune di “tutti i sistemi produttivi dell’eccellenza agroalimentare italiana affinché venga posta la meritata attenzione sull’intero comparto che è attualmente, e lo è da molto tempo, il più resistente ai duri colpi inferti dalla crisi, ma che necessita di attenzione, rispetto, risposte”. 
 

Il Presidente Baldrighi specifica, poi, che “il 40% del budget comunitario è assorbito dall’Agricoltura e dall’Agroalimentare, un ammontare complessivo di risorse per il periodo 2014-2020 pari a 420 miliardi di Euro”. Nella lettera viene quindi evidenziato che “il settore agricolo rappresenta il 6% dell’occupazione e contribuisce al 5% della ricchezza europea ma non si ferma qui, estendendosi a tutto il sistema agroalimentare compresa l’industria di trasformazione alimentare che oggi rappresenta il primo asset manifatturiero europeo, coinvolgendo oltre 30 milioni di addetti. E che l’Italia l’agroalimentare è un business decisivo che contribuisce grandemente alla formazione del pil nazionale anche con una quota di export di qualità che non ha eguali”. 
 

Un messaggio quello dei produttori di Grana Padano che sottolinea come “l’Italia nel mondo, oltre che per la moda, sia conosciuta, ammirata e grandemente imitata per il cibo, i prodotti agroalimentari di qualità e lo stile alimentare” puntualizzando che “non sembra esserci occasione migliore dell'Expo 2015 per avere finalmente al timone dell’Agricoltura e dell'Agroalimentare Europeo una valida e operativa risposta italiana”.
 

°*°

Parma 26 maggio 2014. Il voto di ieri una cosa lo ha detto chiaramente: la UE non può andare avanti come ha fatto finora. Serve una svolta decisa sui temi più importanti, come quelli del lavoro e dell'agricoltura, e un alt alla politica dell'austerity.

E allora perchè non cominciare, proprio per rispondere alla domanda di cambiamento arrivata dal voto di ieri, a mettere persone competenti a capo delle varie Commissioni?

All’Italia, e in specifico a Paolo De Castro,  già presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, potrebbe andare, e noi di INformaCIBO ne caldeggiamo la candidatura, l’incarico di Commissario per l’agricoltura della nuova Commissione europea.
Non è una decisione scontata questa scelta, ma la vittoria del Pd di Matteo Renzi che lo pone come primo partito nell'area Ue,  e l'ottimo risultato elettorale conseguito personalmente da Paolo De Castro fanno dire a molti che la cosa è possibile.

La prima richiesta, o meglio l'auspicio in tal senso, arriva oggi dalla Copagri, che sottolinea come il nostro Paese, anche in virtù del chiaro segnale europeista lanciato ieri dagli elettori italiani, “deve aspirare con forza e responsabilità a ruoli di primo piano” in Ue. Sul fronte agricolo in particolare, prosegue l’associazione, l’Italia esprime una produzione riconosciuta a livello internazionale come sinonimo di sicurezza e di qualità. Abbiamo dunque, conclude Copagri, “tutte le carte in regole per guidare un organismo di basilare importanza per il settore, per il presente e per la prospettiva. Guardiamo ad un significativo riconoscimento per chi ha contribuito in modo determinante a scrivere la storia dell’Unione Europea e della politica agricola comune”.

Chi meglio di Paolo De Castro, fra i maggiori protagonisti delle politiche nazionali e europee per il sistema agroalimentare e per i territori rurali e considerato il padre italiano della riforma comunitaria della politica agricola per lo sviluppo rurale, (è stato ministro delle Politiche agricole per due governi D’Alema e un governo Prodi) può ricoprire con autorevolezza questo ruolo?

Questi i temi principali cari a Paolo De Castro
•Tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità del made in Italy agroalimentare.
•Sicurezza alimentare e lotta alla contraffazione.
•Lotta allo spreco alimentare.
•Trasparenza delle informazioni che accompagnano i prodotti alimentari e massima tutela per i consumatori.
•Sostegno alle imprese agricole e incentivi ai nuovi insediamenti in agricoltura.
•Aggregazione e internazionalizzazione del sistema agroalimentare.

Il PROGRAMMA elettorale di De Castro - "L’Europa è il luogo dove sempre di più si assumono decisioni fondamentali per il futuro del nostro Paese, un luogo che bisogna presidiare con impegno e professionalità per ottenere risultati importanti. Questo è quello che ho fatto con passione in questi cinque anni da presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo durante i quali sono sempre stato a fianco degli agricoltori e dei consumatori italiani ed europei. Questa esperienza, e prima ancora quella di ministro delle Politiche Agricole e Alimentari, mi ha permesso di rafforzare la conoscenza di un settore al quale ho dedicato tutta la mia vita professionale e politica. Credo che il nostro magnifico patrimonio agroalimentare possa essere motore di sviluppo economico ma anche di sostenibilità, e sono convinto che le eccellenze, le tradizioni e le culture che accompagnano il nostro cibo siano uno straordinario ambasciatore della nostra qualità e della nostra identità, così come della nostra operosità. Questa idea di Italia è quella che ho promosso in Europa e che continuerò a valorizzare grazie al tuo sostegno. Il 25 maggio saremo chiamati a eleggere il prossimo Parlamento Europeo e a ricostruire il futuro dell’Europa: facciamolo insieme".

PAOLO DE CASTRO
Nato a San Pietro Vernotico (Br) nel 1958, vive a Bologna dall'inizio dei suoi studi universitari. Qui si è laureato alla Facoltà di Agraria e, dopo un periodo di specializzazione negli Stati Uniti, ha insegnato Economia e Politica Agraria in diverse Università italiane. Attualmente è Professore Ordinario di Economia e Politica Agraria presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bologna. Da sempre impegnato sui temi della politica europea e agroalimentare, ha presieduto dal 2001 al 2004 l’Istituto di Studi Economici “Nomisma”. Ha ricoperto il ruolo di ministro delle Politiche agricole nei governi D’Alema (dal 1998 al 2000) e Prodi (dal 2006 al 2008). Dal 2009 è deputato europeo per il Partito Democratico e fa parte del Gruppo dei Socialisti & Democratici (S&D). Sempre nel 2009 è stato eletto presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo, carica riconfermata nel 2012.
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