Asti sfida il Prosecco con Asti secco o, meglio ancora, Astisecco tutto attaccato

03/09/2016

Asti sfida il Prosecco con Asti secco o, meglio ancora, Astisecco tutto attaccato
Asti, il famoso bianco è in crisi e sfida Valdobbiadene, come? Lanciando Astisecco per strappare il mercato al Prosecco.
Asti secco o, meglio ancora, Astisecco tutto attaccato, è la vera novità di questa estate, per creare una maggiore assonanza con il re Mida Prosecco.

È questa la formula magica, il progetto a cui tutti sembrano guardare come a un toccasana per i malanni del moscato piemontese.
 
L’Asti Spumante Docg è il vino dolce per eccellenza, il naturale compagno di torte e panettoni. Ma è anche un vino profondamente in crisi: dopo aver conquistato i mercati di tutto il mondo, negli ultimi quattro anni ha registrato un calo di produzione di 25 milioni di bottiglie, causando una perdita stimata in 40 milioni di euro per il solo 2016. In cinque anni l’export dell’Asti spumante ha perso più del 33% delle quote di mercato. Scelte sbagliate, promozioni inefficaci, qualità scadente, cambiamenti dei gusti e dei mercati: le ragioni di questa crisi sono tante. Ma una cosa sembra chiara a tutti: invertire la tendenza senza cambiare il prodotto è un’illusione. 
 
Ecco allora che le case spumantiere, d’intesa con il Consorzio di tutela, hanno iniziato a sperimentare un prodotto nuovo, un Asti con minore residuo zuccherino da proporre in versione secca per intercettare una moda ormai consolidata dall’aperitivo al cocktail, ma anche a tutto pasto.
Ora comincia l'iter con il passaggio in Assemblea del consorzio e tutti gli altri step burocratici.
Ma la partita è cominciata e l'obiettivo è arrivare con le carte in regola alla vendemmia 2017 per produrre 10-15 milioni di bottiglie.
 
Infine, come sempre, sarà il mercato a dire se il Piemonte ha trovato un’alternativa al Prosecco.
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