Atavico, la nuova frontiera del vino

I vini senza solfiti aggiunti della Cantina Moncaro

08/05/2014

Atavico, la nuova frontiera del vino

La nuova frontiera del vino: Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore 2013 e un Rosso Piceno Doc Superiore 2012 i vini senza solfiti aggiunti dell’Azienda Moncaro


Atavico, ancestrale, vino di una volta, vino senza solfiti aggiunti. Obiettivo per il futuro, per il resto della produzione arrivare alla metà di quello consentito per legge. A cimentarsi una grande azienda, la Moncaro.
Il mio primo assaggio con Atavico è avvenuto direttamente in cantina Moncaro durante le giornate di Tipicità, a Fermo, nelle Marche. Ufficialmente, poi, con un interessantissima degustazione guidata a Verona, durante il Vinitaly 2014.
I vini senza solfiti dell’Azienda Moncaro per adesso sono due: Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore 2013 e un Rosso Piceno Doc Superiore 2012. I risultati raggiunti grazie ad un lavoro di ricerca effettuato dai tecnici della cantina Moncaro in collaborazione con l’enologo Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi enologo di fama internazionale.

Giuliano D’Ignazi, enologo dell’azienda appare visibilmente soddisfatto dei risultati raggiunti, e ha più volte sottolineato il grande sforzo tecnologico effettuato che a breve permetterà di ridurre i solfiti in tutta la gamma dei prodotti Moncaro. In realtà l’azienda è dai primi anni ottanta che sta effettuando progressi verso il Bio, con lotta guidata e integrata.

Mentre il Presidente, Doriano Marchetti facendo riferimento ai mercati, ha dichiarato: “Che i mercati oggi richiedono prodotti più salutari e che Moncaro è in prima linea per dare risposte in questa direzione grazie agli sforzi tecnologici raggiunti che hanno richiesto investimenti mirati”.
I vini degustati a livello sensoriale risultano essere molto più morbidi, con buona acidità, anche grazie alla stagione piovosa del 2013 e alla macerazione sulle bucce ha permesso di estrarre molti sentori dal frutto, i vitigni sono a 450 m. l.m.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore 2013, alla vista si presenta giallo paglierino con riflessi verdognoli, pungente al naso, fresco. Ampio ventaglio aromatico, note agrumate, la minor quantità di anidride solforosa rende questi vini più “sciolti”. In bocca è sapido, fresco, ottima acidità, quindi ben strutturato, si conferma l’ottimo bouquet aromatico, frutta bianca, fiore di pesco, foglia di limone, è fine ed elegante, lungo con ritorno di bucce di mandorla. Ti invita a berne un altro bicchiere.

Rosso Piceno Doc Superiore 2012 uve: 70% Montepulciano, 30% Sangiovese, vinificato in serbatoi d’acciaio, senza aggiunta di anidride solforosa, macerazione sulle vinacce per 17 giorni dall’inizio della fermentazione con rimontaggi giornalieri frequenti almeno nella parte iniziale, affinamento in barrique per 12 mesi. Il vino matura in ambienti termocondizionati.

Nel calice si presenta rosso purpureo, con riflessi violacei. Al naso è possente, con un ventaglio aromatico ampio e ricco, speziato, dove prevale il pepe nero. Al palato conferma le note di frutta rossa, e si rivela fresco, dalle note orientali, di lunga persistenza; è un vino che esprimersi al meglio può avere bisogno ancora di un affinamento in bottiglia: sicuramente tra qualche anno ci riserverà belle sorprese.

Alla fine della degustazione guidata, è stata l’occasione anche per assaggiare alcune specialità del Ristorante Erard, del centro degustazione Le Busque con piatti sapientemente abbinati ai vini assaggiati in degustazione.
Altra cosa che ricordo con piacere, a Verona, ospite di casa Moncaro è stato l’assaggio di Kikka, una birra artigianale molto originale, in quanto dopo la fermentazione in autoclave viene aggiunto Verdicchio e lasciata fermentare per quindici giorni.
La rifermentazione in bottiglia gli dona un perlage fine, una complessità olfattiva unica e una schiuma densa e cremosa. I sentori del verdicchio gli donano eleganza e complessità, si distingue per le sue note agrumate, fiori di campo e spezie regalano una lunga persistenza. Molto piacevole ed elegante. Ideale per aperitivi salmone e misticanze con il pesce.

L’azienda Terre Cortesi Moncaro è stata fondata nel 1964 a Montecarotto (An). Oggi è la maggiore realtà delle Marche nel settore vitivinicolo con 928 soci e un fatturato 2013 di 24,4 milioni di euro derivante per il 60% dall’export con oltre 40 paesi di destinazione.
Sessantacinque i dipendenti, tre le cantine: a Montecarotto e Camerano, in provincia di Ancona, e ad Acquaviva, in provincia di Ascoli Piceno.
 

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