Baladin ancora una volta il migliore: Teo Musso, re della birra artigianale italiana

Ha bissato nel 2014 il titolo che fu suo di "Birrificio dell'anno 2013"

17/03/2014

Baladin ancora una volta il migliore: Teo Musso, re della birra artigianale italiana

Rimini 17 marzo 2014. Il 15 marzo scorso, nella Hall centrale della Fiera di Rimini, si è alzato il sipario sulla IX edizione di BIRRA DELL’ANNO, il concorso che premia le migliori birre artigianali italiane organizzato da UNIONBIRRAI (www.unionbirrai.it).

Baladin ancora una volta risulta il migliore alla IX edizione di "birra dell'anno", il concorso che premia l'eccellenza in fatto di birre artigianali italiane a livello mondiale e che si è svolto a Rimini RHEXRISTORAZIONE (ex Pianeta Birra).

Teo Musso, padre del marchio piemontese di birra artigianale, bissa anche quest'anno il successo per il titolo di "Birrificio dell'anno".

Il premio, che va al produttore con la migliore sommatoria di punteggi, è stato consegnato dopo una selezione operata da una giuria composta da 40 esperti internazionali.

Il concorso ha visto la partecipazione di 123 produttori per un totale di 621 birre pervenute. Per ognuna delle 26 categorie ("Italian Lager", "Golden Ale", "Kolsch", ecc), la giuria ha decretato ben 3 vincitori, 79 riconoscimenti in tutto da cui emerge chiara una nuova geografia birraria: Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna sono le regioni con più alto numero di 'medaglie'. Degna di nota anche la partecipazione dei birrifici del Sud, in maggior numero rispetto agli anni passati, tra cui spiccano in particolare quelli sardi e quelli pugliesi.

Per la prima volta quest'anno una categoria è stata dedicata alle birre con mosto d'uva, un fenomeno in crescita tra i birrifici nazionali che riscuote successo soprattutto tra i consumatori all'estero. Molte le birre con ingredienti locali e a km 0 (frutta, fichi d'india, castagne, spezie, fiori). Un altro momento importante è stata la presentazione di un progetto di filiera di produzione di orzo coltivato in Italia e maltato in Germania. Si creerà in sostanza una via dell'orzo che lega per la prima volta agricoltori nostrani e maltatori esteri.
 

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