Barilla, 2015 con fatturato in aumento

Guido Barilla: "Il food è il tema di questo tempo. Lo dice l'Onu, lo dicono i dati”

23/05/2016

Barilla, 2015 con fatturato in aumento
Milano 26 maggio 2016. "Buono per te, buono per il pianeta" per Barilla non è uno slogan "ma una strategia industriale precisa, frutto di otto anni di lavoro durante i quali sono stati riformulati prodotti e ristrutturati processi operativi", lo ha sottolineato il presidente del gruppo, Guido Barilla, presentando a Milano stamane  il bilancio aziendale e il rapporto sostenibilità 2015.
"Il food - ha detto Guido Barilla - è il tema di questo tempo. Lo dice l'Onu, lo ricorda l'enciclica del Papa, lo ha ricordato Expo, lo dicono i dati".


Il Gruppo di Parma
Il Gruppo Barilla (8300 dipendenti) ha chiuso il 2015 con fatturato in crescita a 3,3 miliardi di fatturato (+2% al netto dell’effetto cambio). L'ebitda è stato pari a 440 milioni di euro (era di 427 milioni nel 2014) e l'indebitamento netto è sceso a 170 milioni di euro nel 2015 (erano 250 milioni nel 2014). La spesa per investimenti è stata di 147 milioni.

L'azienda continua a crescere all'estero e fa meglio della media di mercato in Italia che rappresenta quasi la metà del fatturato di Barilla, mentre in Europa (Italia esclusa) i volumi del gruppo sono cresciuti del 4% rispetto al 2014.

Il trend 2016 è in linea con l'anno passato in particolare si registra una crescita a velocità sostenuta in Europa e Usa meno in Italia dove permane una contrazione dei consumi. Nei primi mesi dell'anno, osserva l'amministratore delegato Claudio Colzani nel corso della presentazione del bilancio e del rapporto di sostenibilità "Buono per Te, Buono per il Pianeta, "il mercato italiano si sta rivelando più difficile del previsto, con settori in calo anche del 3-4%: non vediamo questo rifiorire dei consumi".

Il presidente del Gruppo Guido Barilla: "Abbiamo avuto un 2015 con delle ottime performance in una congiuntura particolarmente complessa. Barilla continua a crescere e ha avuto una prestazione particolarmente positiva con uno sviluppo in alcune aree fino al 4%. Siamo veramente soddisfatti. I risultati del 2015 rappresentano una conferma dell’efficacia della strategia 'Buono per Te, Buono per il Pianeta'. Siamo impegnati a sostenere l’espansione nei mercati emergenti caratterizzati da elevati consumi di pasta e a trarre vantaggio dalle opportunità nella nostra offerta di prodotti da forno. Tutto questo lo facciamo promuovendo un’alimentazione gustosa, sana e gioiosa, ispirata allo stile di vita Mediterraneo".

Alla luce di questa impostazione, negli ultimi 5 anni la multinazionale ha riformulato 219 prodotti seguendo questi criteri: meno grassi, sale e zucchero, più fibre e una crescita costante nell'offerta di prodotti integrali. Barilla nel 2015 ha acquistato da 1.300 aziende virtuose 140mila tonnellate di grano duro sostenibile, il 50% in più rispetto al 2014, e in generale ha triplicato (dal 6% al 18%) la quota di materie prime strategiche acquistate da filiere gestite responsabilmente.

Il progetto del Gruppo "Il Treno del grano" ha contribuito a ridurre del -19% i consumi idrici e del -23% le emissioni di gas serra, per ogni tonnellata di prodotto grazie a un nuovo raccordo ferroviario per il trasporto del grano duro da Ravenna allo stabilimento di Parma, che permette su base annua di evitare l’impiego di circa 3.300 camion sulle strade europee e ridurre circa 1.100 tonnellate di emissioni di gas serra.

Sempre a proposito di investimenti e innovazione, Barilla ha inoltre deciso di raddoppiare i giorni messi a disposizione in modalità smart working per i propri impiegati d'ufficio: da 4 ad 8 al mese. L’obiettivo per il 2020 è offrire al 100% degli impiegati d’ufficio la possibilità di lavorare da casa. Tre impiegati su quattro "hanno aderito con grande soddisfazione al progetto" con risparmi per l'ambiente e maggiore autonomia per i lavoratori. Attenzione da parte dell'azienda anche sul tema inclusione e diversità: l'obiettivo è arrivare entro il 2020 alla parità di genere nelle posizioni di leadership.


L'Italia "non è cresciuta, è calata"
Mentre tutte le aree estere hanno visto una crescita, l'Italia "non è cresciuta, è calata", riflettendo le difficoltà del Paese che viene da anni di crisi", ha precisato l'ad Colzani. Per il 2016 "l'Italia si conferma un mercato difficile, non ci aspettiamo esplosione consumi", mentre "i dati fuori dall'Europa sono confortanti".
In ogni caso, "i primi cinque mesi dell'anno sono perfettamente in linea con le nostre aspettative" e anche nel 2016 si registrerà una crescita come quella del 2015 con l'ebitda previsto pari al 12,5% del fatturato. Anche per tipologia di prodotto, in termini di volumi la pasta ha registrato un +6%, i sughi un +7% mentre i prodotti da forno sono calati: "Hanno un momento di difficoltà che riflette il calo registrato sul mercato italiano".
"In Italia è in atto da 4-5 anni un cambio dei consumi strutturale. La nostra strategia è concentrarci sulla pasta, sui sughi e sui prodotti da forno e nel farli nel mondo più naturale e corretto possibile. Mangiare meglio, mangiare meno: noi abbiamo il coraggio di dirlo: in questa parte del mondo bisogna mangiare meno" ha aggiunto il manager.

Numeri difficili che non faranno cambiare strategia: il Paese rappresenta "un assetto industriale fantastico. L'Italia conta per il 47% del nostro business, qui rimarremo e continueremo a farlo. In questi anni di crisi abbiamo fatto lavorare le nostre fabbriche al 100% garantendo lavoro. L'Italia resta un punto importantissimo, ma è chiaro che il mercato non cresce perché c'è un problema paese". Confermati anche gli investimenti in marketing.

"Barilla - dunque - non si tira indietro negli investimenti in Italia" anche se "il Paese non cresce e non possiamo nasconderci che c'è un problema". "Siamo tra i primi cinque investitori pubblicitari in Italia" cosa che non cambierà perché il gruppo "tiene tantissimo" al mercato italiano, ricordando che in Italia "anche negli anni di crisi abbiamo tenuto le fabbriche attive al 100%, anche perdendoci".
Guido Barilla, Chairman, BCFN FoundationGuido Barilla, Chairman, BCFN Foundation
Guido Barilla, Chairman, BCFN Foundation
I Prodotti
L’Italia rappresenta quasi la metà del fatturato del Gruppo Barilla. Nonostante un contesto economico e sociale difficile, nel quale i consumi nelle categorie di prodotti in cui il brand compete sono in declino, Barilla ha continuato a fare meglio della media del mercato. Particolarmente positivi i risultati del business Meal Solutions, guidato principalmente dallo sviluppo dei sughi, soprattutto il pesto, e dei prodotti a base di carne.

Le quote di mercato della pasta Barilla e Voiello hanno ricominciato a crescere, evidenziando un significativo cambiamento rispetto al passato. La pasta senza glutine - che è stata insignita del premio nazionale italiano dell’Innovazione 2016 - e la pasta integrale continuano a crescere a tassi superiori a quelli di mercato, contribuendo ad aumentare la quota complessiva del marchio Barilla. Per quanto riguarda il settore bakery, i volumi sono stati sostanzialmente in linea con il 2014. In crescita le quote di mercato di minicakes, grissini, crackers e pani morbidi.


Estero
Nel 2015, in Europa (Italia esclusa), i volumi del Gruppo sono cresciuti del +4% rispetto all’anno precedente. Nello stesso arco di tempo il fatturato netto della regione America è cresciuto grazie al contributo di tutti i Paesi in cui il Gruppo opera. Negli Stati Uniti la crescita è stata sostenuta dalla categoria pasta, anche grazie al lancio di nuovi prodotti, come pasta "Pronto" e al consolidamento di prodotti nei settori premium e senza glutine, attività iniziata nel corso del 2014. A New York, nell’ottobre 2015 è stato inaugurato il terzo ristorante Academia Barilla. Il locale ha una vetrina interattiva digitale: primo caso al mondo nel retail della ristorazione che permette al pubblico di postare direttamente sul vetro del ristorante i commenti sui social network utilizzando la vetrina del ristorante. Altre aperture sono attese non solo negli Usa.
Barilla, 2015 con fatturato in aumento

RAPPORTO DI SOSTENIBILITA'

Dal 2010 a oggi, Barilla ha riformulato ben 219 prodotti. Solo negli ultimi tre anni il Gruppo ha ridotto i grassi totali e i grassi saturi in 73 prodotti e il sale in 15 prodotti. I nuovi prodotti sono stati lanciati con meno zucchero rispetto alla media del settore e più fibra.

Potenziato lo sviluppo dei progetti di agricoltura sostenibile: nel 2015 Barilla ha acquistato 140mila tonnellate di grano duro sostenibile (+50% rispetto al 2014) da 1.300 aziende agricole. Allo stesso tempo ha triplicato - dal 6% al 18% - la quota di materie prime strategiche acquistate da filiere gestite responsabilmente: l’obiettivo è raggiungere il 100% entro il 2020. In Italia acquista circa il 12% dell'intera produzione di grano duro nazionale: 475mila tonnellate, che rappresentano circa il 70% del fabbisogno degli stabilimenti. L'85% di questo grano duro nazionale proviene da contratti di coltivazione attivi in regioni Emilia Romagna, Marche, Puglia.

Nel 2015 l’azienda ha contributo ad aiutare milioni di persone nel mondo donando quasi 2.800 tonnellate di prodotti (pari a 25 milioni di piatti di pasta) ed è proseguito l’impegno nel Progetto Colonna Mobile con la Protezione Civile Italiana.

"I temi del benessere delle persone, della sicurezza alimentare, della nutrizione, della sostenibilità ambientale e del ruolo sociale nelle comunità in cui operiamo, ci offrono straordinarie opportunità per progettare un modello industriale sempre più proiettato nel futuro" ha sottolineato Barilla.

Materie prime sostenibili significa in Barilla anche benessere animale. La pasta all’uovo, i biscotti e le merendine prodotte dal Gruppo sono fatte con uova provenienti da galline allevate a terra: il 100% nei casi dei marchi Le Emiliane, Mulino Bianco e Pavesi. I sughi e le paste ripiene sono fatte con carni bovine e suine acquistate da fornitori che rispettano i più elevati standard di benessere animale. Nel 2015 Barilla è stata l’azienda italiana che si è posizionata più in alto tra quelle analizzate nel benchmark globale sul benessere degli animali d’allevamento Business Benchmark on Farm Animal Welfare elaborato da Compassion in World Farming e da World Animal Protection. Inoltre, grazie alla collaborazione con Peta (People for Ethical Treatment of Animals), l’azienda ha formalizzato il suo No ai test sugli animali, impegnandosi a non effettuare nessun test su animali per i prodotti o le materie prime utilizzate e a non finanziare, commissionare, essere fra gli autori, o supportare in qualsiasi altro modo test sugli animali.
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