Beppe Cavalieri e Stefano Fava entrano nel gotha mondiale della vela con Stella

Al Campionato del Mondo di Vela d’Altura successo dello Yacht Club Parma

04/07/2013

Beppe Cavalieri e Stefano Fava entrano nel gotha mondiale   della vela con  Stella

Ancona 4 luglio 2013.Dopo il quinto posto all'Europeo 2012 e le tante vittorie in regate nazionali, la barca Stella si fa onore anche al recente Campionato mondiale svoltosi dal 23 al 29 giugno nelle acque di Ancona e Marina Dorica.

L’imbarcazione Stella, dello Yacht Club Parma, di Beppe Cavalieri e Stefano Favasi è classificato all’undicesimo posto nella classifica generale ed al quinto nella classe A1 al Campionato del Mondo di Vela d'Altura.

L’imbarcazione emiliana, che ha avuto il sostegno come main sponsor il Consorzio del Parmigiano Reggiano, ma anche dell'Axa Assicurazioni e Porto Lotti, ha ottenuto il migliore risultato di tutti i tempi.

Una grande soddisfazione quindi per lo Yacht Club Parma ma anche un pizzico di rammarico perché Stella, su 8 prove disputate, è riuscita a mettere a segno dei parziali importanti come 4°, 7° e 2° mettendo sotto gli stessi campioni del mondo nell’ultima prova. Prova quest’ultima nella quale Stella si è vista negata una vittoria di giornata per soli 5 secondi di ritardo sui i brasiliani di Touché con i quali si contendeva l’undicesima posizione.

Il meglio di 14 nazioni e 3 continenti erano rappresentati a questo Campionato Mondiale di Vela d’Altura che nel 2013 spettava all’Italia nella prestigiosa sede di Marina Dorica ad Ancona.

Numero chiuso a 120 barche filtrate da una waiting list che già quella bastava per mettere insieme una competizione di tutto rispetto. Il Comitato Organizzatore per garantirsi il massimo livello della manifestazione ha così voluto schierare sulla linea di partenza solo gli equipaggi più blasonati e le barche che normalmente vanno a podio. E c’erano veramente tutti i migliori velisti in circolazione.

Imponente l’organizzazione sia a terra che in mare. Una copertura mediatica eccezionale ha fatto da cornice alla manifestazione portando l’evento in tutto il mondo con un numero incalcolabile di passaggi televisivi. Non sono mancate dirette streaming condotte anche in acqua. Quanto alle regate, seguite anche dalle riprese degli elicotteri, inizialmente era stata prevista la partenza a due cancelli per contenere la massa travolgente dei partenti; soluzione poi abbandonata quando la Giuria ha dovuto fare i conti con l’acqua che ribolliva e le barche che nel countdown non si concedevano neanche un metro.

Questa la cronaca, raccontate dai protagonisti, delle 8 prove disputate con grande fair play ma senza esclusione di colpi.

Il lunedì 24 giugno si corre la prima prova a bastone e Stella non va oltre il 17° posto. E dire che solo il giorno prima i nostri avevano riportato un promettente quarto posto nella regata di prova. Ma ben presto è stato chiaro che il livello della competizione era tale da non lasciare respiro. Basti dire che in soli quaranta secondi tagliano il traguardo una decina di imbarcazioni, in due minuti giunge a termine il gruppo più agguerrito. Ogni minimo errore è fatale, nessuno sbaglia nulla, vince chi ha qualcosa in più degli altri. E’ la giornata del TP52 Enfant Terrible che vince davanti a Calipso e terzo è il TP52 del Circolo Aniene. Su Enfant Terrible nomi da paura: Alberto Fantini, un mito, Daniele Cassinari, Ciccio Celon e Michele Paoletti. Praticamente medaglie olimpiche, campagne di Coppa America e titoli mondiali a manciate.

Martedì 25 e mercoledì 26 è la volta dell’Offshore Race: 110 miglia disputate a largo delle coste marchigiane fra bonacce equatoriali, temporali, grandine e groppi di vento arrivati per alcuni fino a 55 nodi. un fulmine manda in fumo la centralina del TP52 Enfant Terrible. In condizioni di bonaccia, e ce n’è stata tanta, Stella ha sofferto oltre misura. Grande adrenalina nei recuperi notturni in planata. L’equipaggio molto provato dopo quasi 30 ore di competizione ininterrotta è riuscito a contenere lo score intorno al ventesimo posto. La lunga è appannaggio di Calipso e dei croati di Marina Castela, rispettivamente alternati al primo e secondo posto nelle due fasi. Nella lunga ha fatto un po’ meglio il nostro Francesco Gabbi che era imbarcato sul Farr 40 Farr Marmo.

Giovedì 27 il tempo inclemente non regala un alito di vento e la regata Inshore viene cancellata.

Venerdì 28Stella scende in acqua 21esima in classifica ma decisa a non mollare. Nella prima prova tira fuori tutto il suo potenziale e chiude al quarto posto battendo Enfant Terrible e Calipso, due mostri entrambi quotati per la vittoria finale. Viene fuori il TP52 Hurakan con Tommaso Chieffi alla tattica, Michele Regolo al timone e Bruno Zirilli navigatore. Un equipaggio fortissimo di veri professionisti che alla fine si aggiudicherà il titolo si campione del mondo. Al secondo posto i cecoslovacchi di Bohemia Express, con un GS 42 Race ed un equipaggio perfetti. A bordo di questa barca Branko Brein e Enrico Zennaro.

Nella prova successiva va meno bene; per la nostra Stella ci si deve accontentare della sedicesima posizione. Bohemia Express vince meritatamente.

Al sabato 29 – giornata conclusiva. Si disputano ben tre prove; in testa alla classifica i giochi sono ancora aperti.

Nella prima prova del mattino vento oltre i 25 nodi e onda più di due metri. Vincono gli austriaci di Aquila Sailing Team mentre Stella non va oltre il ventunesimo posto pur non avendo per nulla demeritato. Ma, come detto, il livello è altissimo e la competizione feroce. Nella penultima e nell’ultima prova l’equipaggio di Stella mette a segno un bel settimo posto, che diventerà un secondo posto nell’ultima regata. Poteva essere addirittura un primo se non fosse stato per soli cinque secondi di scarto.

In generale l’equipaggio parmigiano non ha sbagliato quasi nulla girando la prima boa di bolina, tranne in due occasioni, sempre fra le prime dieci imbarcazioni e lasciando tutto il resto del gruppo ad inseguirla. A poppa uno spettacolo impressionante.

Ma è proprio quel “quasi” che segna la differenza. Signori, qui siamo al Mondiale e nessuno viene per regalare niente, almeno in 15 vogliono vincerlo, tutti partecipano con la consapevolezza di poter entrare nei primi 15.

In questo clima di massimo agonismo, i quattro TP52 iscritti alla competizione, nonostante gli aggiustamenti dei gph si sono confermati delle fuoriserie che godono non solo del dono di volare sull’acqua ma anche di un budget ed un’organizzazione a dir poco faraonici paragonabili ai paddock della Formula Uno.

Insieme al Coockson Calipso, il Grand Soleil 52 Race Marina Castela e lo Scuderia 50 Altair, queste sette barche formano un gruppo a parte che subito dopo il via prende il largo e fa regata a se’. Solo il rating può riequilibrare le sorti delle regate ma viene più di un dubbio su quanto valga la pena correre insieme a questi missili quando per poterli battere bisogna letteralmente spolmonarsi.

A Stella non è mancato null’altro se non quell’allenamento che altri hanno dimostrato di aver coltivato quasi quotidianamente. Dettagli che non pregiudicherebbero una regata zonale ma che al Mondiale fanno la differenza.

Da una parte bisogna prendere atto che il nostro equipaggio per i nove undicesimi è composto da velisti che nella vita di tutti i giorni hanno un’altra occupazione e la vela la praticano per passione agonistica; dall’altra dovevano vedersela con buona parte dei partecipanti al Mondiale che della vela hanno fatto invece la propria professione.

Dura reggere il confronto.

Fra tante teste coronate anche Stella ha potuto sfoggiare qualche quarto di nobiltà. Le strategie del nostro tattico Roberto Pardini sono state impeccabili; il maestro ha mostrato numeri di alta classe. Nelle partenze sempre bene ed in buona posizione con il timoniere Beppe Cavalieri ed il tailer Lucio Gelsi capaci di far marciare la barca a regime. L’intero equipaggio ha dato il massimo senza sbavature.

Ma se su Stella tutto è funzionato a dovere, su altre dieci barche evidentemente c’è quel qualcosa in più che fa la differenza. Fra questi primi 10 troviamo gli austriaci del TP52 Aquila Sailing Team, i cechi di Bohemia Express e i croati di Marina Castela. Lunga la lista di chi godeva dei favori dei pronostici e che invece Stella si è lasciata alle spalle.

Inutile recriminare sulle condizioni meteo neanche vagamente rapportabili a quelle che normalmente si trovano a giugno nel medio Adriatico. Al Mondiale il tempo non si sceglie.

Anche una semplice occhiata ai parziali (17 – 21 – 4 -16 – 21 – 7 – 2) testimonia di un equipe – quella dello Yacht Club Parma - capace di grandi risultati ma evidentemente non ancora pronta per alzare il Trofeo.

Le aspettative della vigilia si sono comunque dimostrate fondate. In più di un articolo apparso poco prima del Mondiale l’equipaggio di Parma, reduce dal quinto posto al Campionato Europeo e dalle vittorie di Alassio e Livorno, veniva accreditato come possibile outsider. E i nostri si sono presentati ad Ancona rispettando tutti gli avversari ma convinti di potersela giocare fino in fondo. E così è stato.

Buona la tenuta fisica in una competizione a tratti estenuante anche a causa delle durissime condizioni meteo.

Stefano Fava e Beppe Cavalieri si prendono la giusta soddisfazione a coronamento di un percorso paziente partito da lontano, con determinazione ed umiltà, anni di dedizione e scelte vincenti.

Lo Yacht Club Parma iscrive il suo nome nel firmamento dello yachting internazionale.

Questo l’equipaggio dello Yacht Club Parma: Beppe Cavalieri, Stefano Fava, Andrea Dester, Roberto Pardini, Lucio Gelsi, Mauro Zerbini, Marco Mercadanti, Filippo Traversa, Gianluca Brunazzi, Luca Vitale/Daniele Pirondi, Simeone Marantonio.

Condividi facebook share twitter share google+ share pinterest share
Sigla.com - Internet Partner