Cambiano le etichette per alimenti e bevande: da sabato 13 dicembre in vigore il Regolamento europeo

Intervista ad Alfonso Sellitto responsabile Assicurazione Qualità e Normativa Alimentare SSICA

12/12/2014

Cambiano le etichette per alimenti e bevande: da sabato 13 dicembre  in vigore il Regolamento europeo
di Giulia Siena

Parma 12 dicembre 2014. Ci siamo. Tra poche ore entra in vigore il Regolamento 1169/2011 dell'Unione Europea secondo cui gli alimenti immessi sul mercato e quelli somministrati in mense e ristorante dovranno – tra le altre cose - specificare l'eventuale presenza dei 14 principali nutrienti fonti di allergie, ovvero latte, glutine, uova, arachidi, semi di sesamo, soia, frutta a guscio, sedano, senape, anidride solforosa, lupini, molluschi, pesce e crostacei.

Infatti, oltre alle etichette più leggibili, alle informazioni più dettagliate, alla segnalazione dell'origine delle materie prime, alla segnalazione di provenienza della carne, alla data di congelamento della carne, alla data di scadenza dei prodotti ripetuta, alla lealtà delle informazioni in etichetta, all'eliminazione del sito di produzione, la grande novità sta nella messa in evidenza degli allergeni alimentari.
Una ricerca, quella sui prodotti fonti di allergie e sull'importanza dell'origine e della tracciabilità dei cibi, che ha visto in prima linea il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che, attraverso un questionario on-line, ha voluto coinvolgere consumatori, produttori e operatori affinché il Regolamento dell'Unione Europea tutelasse i cibi e i consumatori italiani.

Il Ministro Maurizio Martina: “L'etichettatura strumento importante per il patrimonio agroalimentare italiano
L'etichettatura – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - è uno strumento importante per il patrimonio agroalimentare italiano, così come la valorizzazione dell'origine, che per il Made in Italy è fondamentale". Nonostante questo, il Regolamento sta facendo già discutere gli esercenti che, attraverso FIPE- Conforcommercio Imprese per l'Italia, vorrebbero una proroga al fine di fare maggior chiarezza sulle modalità di applicazione del Regolamento all'interno dei propri esercizi. Ma, affinché ci sia stabilità e chiarezza, dobbiamo aspettare l'evolversi della questione.

Intanto, abbiamo chiesto ad Alfonso Sellitto (nella foto), Responsabile Assicurazione Qualità e Normativa Alimentare SSICA, Stazione sperimentale per l’industria delle Conserve Alimentari qualche delucidazione in merito al Regolamento UE n.1169/2011 in virtù dell'ampia esperienza della SSICA nel campo della legislazione alimentare.

Intervista ad Alfonso Sellitto, responsabile Assicurazione Qualità e Normativa Alimentare SSICA
Domanda: Dal 13 dicembre diventerà operativo il regolamento dell’Unione Europea 1169/2011, secondo cui ristoranti e mense dovranno specificare, attraverso il menu, l'eventuale presenza - piatto per piatto - dei 14 principali nutrienti fonti di allergie. Quali novità e quali conseguenze ci saranno con questi provvedimenti?
Risposta: Si, da sabato 13 dicembre 2014 le indicazioni obbligatorie previste dal Regolamento UE n.1169/2011 dovranno essere presenti su tutte le unità di vendita (alimenti preimballati) destinate a essere presentate al consumatore finale e alle collettività (quest’ultima intesa come ristoranti, mense, scuole, ospedali o qualunque struttura fissa o mobile ove sono preparati alimenti destinati al consumo immediato), ad eccezione della dichiarazione nutrizionale che sarà obbligatoria dal 13/12/2016. Per quanto concerne la somministrazione nei pubblici esercizi, in particolare, di ristoranti e mense, la novità, rispetto a passato che già prevedeva per la somministrazione di acque non preimballate la specifica denominazione “acqua potabile trattata o acqua potabile trattata e gassata” qualora addizionata di anidride carbonica, consiste nel riportare su “menù o registro o apposito cartello o altro sistema equivalente, da tenere bene in vista, prima che l’alimento venga servito al consumatore finale dalle collettività” l’indicazione di qualsiasi ingredienti o sostanze che provocano allergie o intolleranze utilizzare nella preparazione dell’alimento. La modalità di esposizione delle informazioni, sopra descritta, è prevista dalla bozza di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, dispositivo normativo prescelto dal Decreto legislativo n. 109/1992, per apporre modifiche o integrazione in attuazione di norme comunitarie in materia. Occorre attendere la sua pubblicazione.

D: C'è la possibilità, all'interno del regolamento dell'Unione europea, che l'informazione del ristoratore non passi dal menu ma sia anche solamente una informazione orale?
R: Il quesito è stato presentato alla Commissione UE e attraverso il documento “domande e risposte”, la replica è negativa, seppur non costituisce una base giuridica inoppugnabile. Di conseguenza le indicazioni relative agli allergeni e alle intolleranze, rubricate nell'allegato II del Regolamento UE n.1169/2011, sono obbligatorie quando vengono utilizzate nella preparazione di un alimento e fornite con mezzi facilmente accessibili, affinché il consumatore sia “consapevole” che l’alimento è suscettibile di provocare allergie e intolleranze. La comunicazione su richiesta del consumatore, per questo motivo, non è considerabile mezzo idoneo a fornire informazioni, tuttavia misure nazionali possono prevedere, a titolo indicativo, che le informazioni particolareggiate relative alla sostanze che provocano allergie o intolleranze utilizzate nella fabbricazione o nella preparazione di alimenti non preimballati possano essere comunicate su richiesta del consumatore, purché l'operatore comunichi in posizione evidente e in modo facilmente visibile, chiaramente leggibile ed eventualmente indelebile che tali indicazioni possono essere ottenute su richiesta. Ciò indicherebbe già al consumatore che l'alimento è suscettibile di provocare allergie o intolleranze e che informazioni in merito sono disponibili e facilmente accessibili.

D: La SSICA (Stazione sperimentale per l’industria delle Conserve Alimentari), in questo momento, è molto attiva sul piano della formazione e dell'aggiornamento dei ristoratori affinché possano affrontare le novità. Qual è il vostro ruolo?
R: La SSICA solo indirettamente ha contatti con gli operatori del settore della ristorazione poiché è un centro di ricerca, fondato negli anni venti del secolo scorso, a supporto tecnico e tecnologico delle aziende che trasformano alimenti di origine animale e vegetale, destinati ai consumatori o alle strutture della collettività. Brevemente i nostri servizi di consulenza e sperimentazione industriale e assistenza tecnica, riguardano la qualità delle materie prime e della loro idoneità alla trasformazione, alla valutazione dei processi e delle attrezzature; all’assistenza normativa di settore; all’innovazione tecnologica di prodotto, di processo e di impiego dei materiali; all’ottimizzazione e miglioramento dei processi produttivi; alla sicurezza alimentare in generale e in definitiva alle condizioni che determinano la competitività e la produttività delle Aziende. Senza escludere la formazione, l’aggiornamento tecnico e scientifico per il personale inserito o da inserire nelle aziende del settore alimentare.

D: Come reagiscono i ristoratori e gli addetti ai lavori alle tante novità previste e alle novità da
inserire in menu?
R: Gli operatori del settore della ristorazione come tutti gli operatori del settore alimentare che devono dare attuazione al Regolamento sono disorientati dalle molteplici informazioni che ricevono, il più
delle volte incomplete o provvisorie. Si pensi che a pochi giorni dall’applicazione del Regolamento
non è stato ancora pubblicato il citato DPCM che dovrà regolamentare materie non specificamente
armonizzate dal presente regolamento, come l’offerta in vendita di alimenti non preimballati, il lotto di appartenenza, i requisiti linguistici delle informazioni obbligatorie ecc. In più occorre ricordare che il Regolamento introduce una novità, poco divulgata e discussa, che è rappresentata dalla estensione della responsabilità delle informazioni sugli alimenti anche a coloro che in base alle informazioni in loro possesso in qualità di professionisti (operatori del settore della ristorazione ecc.), conoscono o presumono la non conformità alla normativa in materia di informazioni sugli alimenti applicabile e ai requisiti delle pertinenti disposizioni nazionali.

D: C'è la possibilità che ci sia una proroga che permetta a tutti di adeguarsi alle richieste del
provvedimento?
R: No, le indicazioni obbligatorie previste dal Regolamento UE n.1169/2011 dovranno essere presenti su tutte le unità di vendita destinate al consumatore finale e alle collettività dal 13 dicembre 2014, ad eccezione della dichiarazione nutrizionale che sarà obbligatoria dal 13/12/2016. Ma è auspicabile che le Autorità di controllo preposte alle verifiche sull’applicazione delle nuove regole, abbiano una condotta ispirata, nella fase iniziale, alla flessibilità e alla ragionevolezza, considerate le difficoltà applicative e delle numerose interpretazioni, anche contrastanti, che gli operatori del settore alimentare ricevono.

D: Dalla panificazione alle conserve, dalle carni al settore ittico e ortofrutticolo, la chiarezza nell'etichetta comprende tutti i settori merceologici: cosa può aiutare il consumatore con allergie che vuole difendersi e proteggersi contro i rischi?
R: Una corretta applicazione del Regolamento potrebbe rappresentare l’occasione per fidelizzare il
consumatore e allo stesso tempo garantire un livello elevato di protezione della salute e degli interessi dei consumatori, e fornire loro le basi per effettuare delle scelte consapevoli e per utilizzare gli alimenti in modo sicuro, si pensi alle novità introdotte quali la dichiarazione nutrizionale obbligatoria, l’evidenziazione di sostanze che provocano allergie e intolleranze, l’indicazione dell’origine degli ingredienti primari, l’indicazione delle condizioni di conservazione e/o d’uso anche dopo l’apertura, la data di congelamento, l’utilizzazione di caratteri facilmente leggibili per grandezza, visibilità ecc. Forse è possibile pensare che si passi da un consumatore informato ad un consumatore consapevole.

Il sito della SSICA

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