Dal Testo Unico del Vino al Testo Unico dell'Agroalimentare? Lo chiede il segretario dell'Aicig, Leo Bertozzi

27/10/2017

Il paniere food italiano annovera 293 prodotto tutelati tra denominazione e indicazioni geografiche e l'Aicig, Associazione italiana Consorzi indicazioni geografiche, racchiude in sé circa un terzo del valore economico totale della produzione europea attribuita alle Indicazioni geografiche agroalimentari.

"Questi 300 prodotti hanno una valenza culturale e non solo economica, ma i consorzi sono meno della metà, mentre in Francia è obbligatorio il Consorzio di gestione ed è obbligatoria l'adesione. Serve accorpare le azioni di salvaguardia e protezione delle Dop e Igp, e armonizzare la normativa. Dopo il Testo Unico del Vino, servirebbe un Testo Unico dell'Agroalimentare".

Lo ha detto il segretario dell'Aicig, Leo Bertozzi, a margine della presentazione delle attività 2017 dell'Associazione che riunisce 65 Consorzi di tutela.

In Italia, ha osservato Bertozzi, "l'anello debole è ancora il riconoscimento in forma di aggregazione dei Consorzi. Dalle Istituzioni ci aspettiamo un maggiore coordinamento e avere un Testo Unico che preveda le rispettive competenze. In vista della prossima legislatura chiediamo un Ministero dell'agroalimentare che in modo globale affronti i nodi della semplificazione e del coordinamento. Il comparto non è più legato solo all'agricoltura - ha concluso il segretario Aicig Bertozzi - ma anche alla produzione, trasformazione e commercializzazione. Serve un ministero a tutto tondo"
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