Decreto legge: L'Enit, l'Agenzia del turismo, cambia nome in Agit, Agenzia Italia turismo

Fipe: peccato essersi dimenticati di un settore strategico come quello della ristorazione

24/05/2014

Decreto legge: L'Enit, l'Agenzia del turismo, cambia nome in  Agit, Agenzia Italia turismo
Roma 24 maggio 2014. Nell’ultimo Consiglio dei ministri è stato presentato il decreto legge (ma ancora tutto da scrivere) sulla Cultura con molte novità. Qui ci occupiamo della parte che si riferisce al turismo.
Il testo governativo prevede, fra le altre cose, che l’Enit, Ente nazionale del turismo, prenderà il nome di Agit, Agenzia Italia turismo e diventa un ente pubblico economico..
Inoltre è stato messo in liquidazione Promuovi Italia Spa.

Ecco quello che dovrebbe fare l’Agit
L’Agit dovrà individuare e organizzare sul territorio nazionale i prodotti turistici che formano l’asse portante delle strategie di promozione e valorizzazione delle destinazioni; realizzare le strategie di informazione, marketing, comunicazione e commercializzazione dei servizi turistici e culturali e dei prodotti enogastronominici, tipici e artigianali in Italia e all’estero; garantire la gestione del piano annuale di marketing territoriale integrato anche attraverso la partecipazione delle Regioni e delle aziende private interessate; svolgere attività di consulenza e supporto tecnico per lo Stato, le Regioni e gli altri organismi pubblici e privati in materia di promozione culturale, del turismo e del made in Italy; agevolare, sviluppare e promuovere investimenti privati per la promo commercializzazione dell’offerta turistica in Italia nonché partecipare a iniziative fieristiche per promuovere il made in Italy; collaborare con il ministero degli Affari esteri per potenziare il rilascio dei visti turistici; gestire il portale turistico www.italia.it.
Ma non si parla di fondi messi a disposizione e, temiamo che ancora una volta  si rischia di cambiare solo facciata e questo avviene proprio in un momento in cui l'Enit stava, seppur timidamente,  cambiando faccia.....  

Chi ha subito criticato il Dl Cultura è stato il presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Stoppani.
«L’Italia che cambia verso sui temi del turismo non va del tutto nella giusta direzione, -ha affermato Stoppani. -È positivo che finalmente siano state previste incentivazioni per favorire investimenti sul recupero dei beni artistici e per migliorare le strutture ricettive; peccato però essersi dimenticati di un settore importante e strategico, come quello della ristorazione, che costituisce elemento essenziale dell’offerta turistica, secondo motivo, dopo le ricchezze artistiche, che incide sulla scelta dell’Italia quale destinazione da parte dei turisti stranieri e primo motivo per il quale vi ritornano, perno di Expo 2015».
 
Da ricordare che il testo governativo prevede, fra le varie agevolazioni, anche la concessione di crediti di imposta sia per le spese sostenute nel settore ricettivo per la digitalizzazione, sia per quelle sostenute dagli alberghi per la ristrutturazione degli immobili e la riqualificazione energetica. Secondo Fipe, non estendere questi benefici anche ai pubblici esercizi significa mettere un limite al rilancio dell’economia del Turismo  e costituisce grave errore strategico.  
«Ci dispiace registrare – continua Stoppani – una evidente contraddizione  e ingiustizia tra  chi effettua somministrazione all’interno di una struttura ricettiva, che potrà beneficiare del doppio credito d’imposta del 30% previsto per gli investimenti,  rispetto a chi esercita la stessa attività in un tradizionale  pubblico esercizio».
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