E’ il “Gambero Rosso” a far uscire la prima Guida dei Ristoranti italiani nel mondo

22/10/2017

Per la prima volta, arriva la guida che dà i voti ai migliori ristoranti italiani all'estero, le insegne che più di tutte hanno portano in alto la bandiera del gusto made in Italy nel mondo.  Il primo commento alla Guida è dello chef  Niko Lalla, del  CIM - Chef italiani nel Mondo, uno dei più autorevoli gruppi di chef italiani nel Mondo che diffondono all'estero la cultura culinaria made in Italy, diretto dal talentuoso chef abruzzese, Marco Medaglia.

La presentazione della Guida a Roma

Al ristorante Chorus Café di Roma, brindando con una grande cuvéè Ferrari, è stata lanciata in anteprima,  con un menu d'eccezione  studiato su misura dai giovani chef Alessandro Cozzolino del Grissini Grand Hyatt di Hong Kong e Antonio di  Criscio di Era Ora di Copenaghen, insieme al pizzaiolo Gennaro Nasti, proprietario di Bijou.  la guida Top Italian Restaurant, quella che segna l’ennesimo passo avanti del Gambero Rosso verso l’internazionalizzazione e la digitalizzazione, premiando i migliori ristoranti, osterie, wine bar e pizzerie italiane nel mondo: una guida digitale in continuo aggiornamento, esclusivamente in inglese, che punta a valorizzare la cucina italiana nel mondo non solo come punto di riferimento enogastronomico e turistico, ma anche con lo scopo di combattere l’Italian Sounding mettendo in luce chi utilizza prodotti italiani e chi fa una cucina genuinamente legata al made in Italy.
I punteggi sono ancora quelli classici, Forchette, Gamberi, Spicchi e Bottiglie, simboli ormai riconosciuti a livello internazionale del brand, Gambero Rosso.
Una guida digitale in lingua inglese che si impegna a valutare e recensire i migliori locali italiani nel mondo, dagli Stati Uniti all'Australia.

I ristoranti da "Tre Forchette" per creatività e fine dining sono 19
I loro nomi: Acquarello, a Monaco; Acquerello a San Francisco; Aromi a Praga; Balzi Rossi, a Mosca; Bombana, a Hong Kong; Era Ora, a Copenaghen; Faro Shiseido, a Tokyo; Fiola, a Washington; Gattopardo, a New York; Grissini, a Hong Kong; Heinz Beck, a Tokyo; Il Ristorante Luca Fantin, a Tokyo; Locanda Locatelli, a Londra; Lumi, a Sydney; Marea, a New York; Mio, a Pechino; Ormeggio, a Sydney; Passerini, a Parigi; Tosca, a Hong Kong.
Niko Lalla mentre cucina gli Spinosini a Casalbordino (Chieti) questa estate presso Corte Sabelli
 
Niko Lalla, che fa parte del  CIM - Chef italiani nel Mondo, uno dei più autorevoli gruppi di chef italiani nel Mondo che diffondono all'estero la cultura culinaria made in Italy, diretto dal talentuoso chef abruzzese, Marco Medaglia, è stato tra i primi a commentare la Guida con queste parole: “Il duro lavoro ripaga sempre, è bello essere tra i migliori 300 ristoranti Italiani nel Mondo. Grazie ai miei assistenti di cucina e a Gambero Rosso per il riconoscimento” (Hard work pay off. Nice to be in the best 300 Italian restaurant worldwide, thanks to all my chefs assistant and Gambero Rosso for the recognition).

QUI la pagina del Gambero Rosso con una foto del piatto dello chef Lalla e la cartina per raggiungere il  locale Medici Kitchen & Bar  55/555 Langsuan Road, Lumpini, Pathumwan a Bangkok
 
Il 2018 sarà l'anno internazionale del cibo italiano nel mondo, promosso dal Ministero del Turismo e dei Beni Culturali e dal Ministero delle Politiche Agriole, e in questo contesto la nuova Guida del Gambero Rosso è preziosa per valorizzare ancora di più la cucina made in Italy e l'immagine del nostro Paese nel mondo.

Con lo stesso spirito INformaCIBO alla vigilia di EXPO 2015 aveva promosso, in collaborazione con il CIM – Chef Italiani nel Mondo, un E-Book con le ricette degli chef italiani all'estero.
Eccola:
 
 


> La grande cucina italiana nel mondo è online: “99 ricette per Expo” (Regione Emilia Romagna), a cura di Cristiano Bacchieri e Giulia Siena

TG-TvParma: la presentazione dell'E.Book sulla Cucina Italiana nel Mondo
 
 

> Il Gran finale de La Cucina italiana nel Mondo le ricette delle Blogalline (da INformaCIBO)

 
Ritorniamo alla guida del Gambero Rosso.
Una dozzina le trattorie premiate con i "Tre gamberi"
Altro, a Copenaghen; Belotti Ristorante E Bottega,a Oakland; Due spaghi, a Barcellona; Cioppino's, a Vancouver; Giando, a Hong Kong; Gianni,a Bangkok; Leonardo, ad Hannover; Keerom 95, a Cape Town; Macellaio South Kensington, a Londra; Osteria del Pettirosso, a San Paolo; Pianeta Terra, ad Amsterdam, Sotto Sotto, a Toronto.

Dieci le migliori enotavole e wine bar
Babbo, a New York; Bar centrale Terroni,a Toronto; Enoteca Turi, a Londra; Gallo Nero, ad Amburgo; Garibaldi, a Singapore; Trattoria Popolare,ad Oslo; Osteria del Becco, a Città del Messico; Osteria Mozza, a Singapore; Vini Italiani South Kensington, a Londra; Valentino,a Santa Monica.

Le migliori pizzerie del mondo secondo la guida
 "Top Italian Restaurants" sono 12: Bijou, a Parigi; Leggera Pizza Napoletana, a San Paolo; Luigia, a Ginevra; Napoli sta'cca, a Tokyo; Ribalta, a New York; Montesacro, a San Francisco; PizzAperta, a Sydney; Radio Alice, a Londra; Sotto, a Malta; Una Pizza Napoletana, a San Francisco.

La guida

Sono più di 100mila gli esercizi stimati nel mondo che si rifanno alle nostre tradizioni. 370 circa (al momento), fra ristoranti e pizzerie, sono quelli selezionati in guida. Un manuale per tutti gli appassionati di gastronomia che si ritrovano a viaggiare per lavoro o per passione, e che a tavola vogliono ritrovare i sapori nostrani; un volume per tutti gli italiani all'estero, che potranno sentirsi un po' a casa, ma anche e soprattutto per i buongustai stranieri, che grazie alla mappa del Gambero Rosso potranno scoprire il carattere della cucina italiana, senza necessariamente passare per la Penisola. Materie prime d'eccellenza, prodotti freschi, piatti antichi e altri più moderni, reinterpretati cercando di andare incontro al gusto del Paese ospitante: queste le caratteristiche delle insegne segnalate dalla guida, un vademecum in continuo aggiornamento e pronto ad arricchirsi sempre di nuovi indirizzi.
E’ il “Gambero Rosso” a far uscire la prima Guida dei Ristoranti italiani nel mondo

Gli chef imprenditori

Non c'è storia: i prodotti made in Italy continuano a essere fra i più richiesti a tutte le latitudini. L'export agroalimentare italiano, infatti, ha visto una crescita del 6,7% nel primo semestre del 2017, dimostrando ancora una volta la potenza inarrestabile delle materie prime del Bel Paese. Gli chef e i pizzaioli premiati nella guida sono la rappresentazione della cucina più autentica, quella in grado di trasformarsi e adattarsi alle esigenze del luogo, mantenendo salda la propria identità. I protagonisti di quest’età d’oro della ristorazione italiana all’estero sono, nella maggioranza dei casi, professionisti giovanissimi: attenti, preparati, con esperienze internazionali alle spalle, e con una creatività capace di esaltare le materie prime e incuriosire anche i palati più esigenti. E una mentalità imprenditoriale che ha permesso loro di farsi notare. “Per troppo tempo il primo settore per dimensioni e occupazione della nostra economia è stato affidato alla spontanea imprenditorialità, che è una della grandi caratteristiche italiane, ma poco assistita nell’esigenza di crescita manageriale, commerciale e comunicativa”, commenta il presidente del Gambero Rosso Paolo Cuccia.“Gambero Rosso è grato agli imprenditori e professionisti del settore, a cui conferma il supporto e la promozione”.

300 le prime schede dei Ristoranti italiani nel mondo

"Sono oltre 300 schede inserite - ha precisato  Paolo Cuccia - ma l'app è in continuo aggiornamento per monitorare una realtà, quella della ristorazione italiana nei cinque continenti, che cambia a una velocità incredibile. Per questo è in formato digitale, con l'obiettivo di recensire mille indirizzi Top, da fine dining, enotavole e pizzerie, entro due anni". Criterio di scelta è la qualità del prodotto, avendo constatato che negli ultimi cinque anni la logistica è stata rivoluzionata e si hanno tipicità made in Italy in qualsiasi angolo del mondo.

Facile mangiare bene italiano a Tokyo e a Copenaghen

Oggi -a giudizio del team di critici gastronomici del Gambero - è più facile mangiare bene italiano a Tokyo e a Copenaghen che nelle vicine Germania e Svizzera, dove spesso ci si reinventa chef con produzioni italian sounding. Tra i prodotti italiani più in voga la 'nduja calabrese per dare piccantezza, mentre si fa anche grande uso di burrata ma spesso questa specialità pugliese è bistrattata". "Top Italian Restaurants", ha concluso Cuccia, "nasce con l'esigenza di premiare i portavoce del made Italy nel mondo e contribuire a internazionalizzare il sistema-Paese. Inoltre con l'utilizzo intelligente della nostra banca dati, con 50mila big data, segna una pagina nuova per il Gambero Rosso che vuole trasformare in digitale anche la formazione a distanza".
E’ il “Gambero Rosso” a far uscire la prima Guida dei Ristoranti italiani nel mondo

I premiati

Ristorante dell'Anno – Era Ora, Copenaghen
Si trova tra i canali di Copenaghen il Ristorante dell’Anno, la più completa esperienza gastronomica che abbiamo fatto nel 2017. Tradizione e ingredienti ricercati rimessi in gioco, riattivati un cucina complessa e di straordinaria pulizia dei sapori. Il team di cucina è tutto italiano, tutti sotto i 30 anni. Qui i dettagli fanno la differenza, a cominciare dal superbo olio umbro dagli aromi pungenti e profumati, e una bellissima mano sul piccante. Senza contare la carta dei vini da 90.000 bottiglie di solo vino italiano, frutto di una passione viscerale: la creazione dei piatti, infatti, parte dall’abbinamento con il vino. Infine, il cestino del pane, prodotto nel forno proprio, che regala sensazioni d’altri tempi e luoghi, riportandoci in piccole città di provincia.

Chef dell'Anno – Alessandro Cozzolino, Hong Kong
Hong Kong, Victoria Harbour, all’interno del lussuoso Grand Hyatt Hotel. Il premio se lo aggiudica Alessandro Cozzolino, Executive Chef del ristorante Grissini. Ha iniziato giovanissimo, tra le tante esperienze in Italia, Gaetano Trovato a Siena e Nino Di Costanzo a Ischia. A soli 25 anni ha preso il pallino dello storico ristorante italiano a Hong Kong. E in due anni l’ha rivoluzionato a colpi di sapori campani, carrello delle mozzarelle, pomodorini del piennolo, cottura e mano felice, piatti incisici ed equilibrati. Ventisette anni, tanta esperienza e un talento unico.
 
Pizza dell'Anno – Bijou, Parigi
L’ultima fatica di Gennaro Nasti. Ha avuto il coraggio di osare e l’ambizione di proporre qualcosa di diverso. Cucina sulla pizza e si diverte non poco. Ha preparato 6 tipi d’impasti, tranci gourmet proposti a spicchi, carta da 150 etichette di vini con tanto di sommelier. Cotture puntuali e materie prime d’eccellenza, quasi tutto rigorosamente importato dall’Italia, anche il basilico, per un’esperienza divertente che ci ricorda che la pizza è cultura, gioco e voglia di stupire.

Apertura dell'Anno – Rigò, London
A Londra, nel quartiere di Fulham è partita l’avventura dello chef Gonzalo Luzarraga  e il coofandotore Francesco Ferretti. Il ristorante non si vuole connotare come italiano, guarda a influenze francesi e anche orientali. Ma basta assaggiare i piatti per capire quanto ci sia di sensibilità italiana, con una straordinaria ricerca che porta nel piatto piccolissimi artigiani, soprattutto piemontesi. La carta dei vini è semplicemente brillante, con viticoltori italiani poco noti e di grandissimo valore. E anche nell’abbinamento c’è un’identità e una sensibilità tutta tricolore. Una cucina italiana che guarda il mondo e che esce, con successo, da tutte le etichette.

Carta dei vini dell'Anno – Acquerello, San Francisco
Da Hong Kong a San Francisco. La Cantina dell’Anno va al ristorante Acquerello, aperto nel lontano Luglio del 1989 dal bolognese Giancarlo Paterlini e Suzette Gresham. A Sacramento Street c’è un carta da vini che viene voglia di portare a casa per quanto è curata e ben scritta, con tanto di data sboccature per singola cuvée. Una selezione completa, e non solo per i numeri enciclopedici, fatta con amore, con grandi classici e produttori meno noti che stuzzicano. Bellissima anche la selezione di bollicine francesi, impressionante la collezione di Barolo e vecchi millesimi anche su denominazioni meno note. In più, tanti grandi formati e servizio del vino stellare, coordinato dal figlio Gianpaolo, e ricarichi corretti visti il contesto. Suzette reinterpreta i sapori italiani con una mano deliziosa e raffinata; francese, direbbe lei sottovoce.
 

Top Italian Restaurants| 
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