Emanuele Esposito, del neonato UCI (Unione Cuochi Italiani), commenta l'Albo dei cuochi

Il Vice Presidente dell'Uci afferma: Albo si, ma dopo…aver risolto i problemi

25/04/2013

Emanuele Esposito, del neonato UCI (Unione Cuochi Italiani), commenta l'Albo dei cuochi

 

 

 

 

Il commento di Emanuele Esposito, Vice Presidente dell'UCI

"Fino a qualche tempo fa nessuno parlava e si preoccupava dei cuochi, oggi tra format televisivi e uscite propagandistiche sembra che la Professione dei cuochi sia la centro di tutto.

Nei giorni scorsi e' stata lanciata una proposta di fare l'albo dei cuochi, proposta che fu già presentata al Senato circa venti anni fa ma poi tutto si è arenato.

Non discuto la proposta, che per certi aspetti la trovo importante anche se non fondamentale, io stesso come membro del nuovo nato UCI (Unione Cuochi Italiani) ho inserito nel nostro Statuto la proposta di istituire un Albo del Cuochi, ma credo che prima dobbiamo risolvere i problemi di tutti i giorni.

Io credo che la categoria abbia bisogno prima di unita', e poi affrontare tante altre problematiche, contratti, pensione e apprendistato, per citare alcuni dei tanti problemi, e' inutile che alcuni colleghi impegnati nelle associazioni fanno finta di nulla, non nascondiamoci e affrontiamo i problemi reali che i nostri colleghi cuochi affrontano ogni giorno.

Insieme ad altri colleghi abbiamo lanciato il sindacato dei Cuochi, e' una sfida, nonostante qualcuno non l'apprezzi... noi andiamo avanti e stiamo avendo un grande riscontro, non non vogliamo stravolgere la vita di nessuno cerchiamo solo di impegnarci per la categoria per un futuro migliore e un lavoro più adeguato, poi possiamo discutere dell'Albo e di tutto ciò che possa garantire la sicurezza alimentare e la professionalita', lasciatemi dire che quelli che deridono la nostra iniziativa sono quelli che vanno in giro a regalare certificati, targhe e medaglie che a parer mio non servono a nulla, anzi creano confusione e illusione tra i giovani.

Ci siamo messi in gioco mettendo al primo posto la fattiva collaborazione e l'abnegazione costante nel portare avanti progetti e idee volte a migliorare le condizioni e i diritti della categoria, senza secondi fini, smettiamola tutti di pensare sempre male, e' mai possibile che in questo benedetto Paese ogni qualvolta nasce un iniziativa si debba pensare al male affare?

UCI e' un mezzo e non la strada, ricordatevelo, il vero motore pulsante del sindacato siamo noi cuochi e insieme possiamo ottenere tanto, quando dico insieme parlo di UNITA' con tutti, abbiate il coraggio di cambiare mentalità, in Francia i cuochi sono considerati PROFESSIONISTI in Italia siamo considerati OPERAI, lasciate stare quelli che vanno in TV, che il più delle volte creano confusione tra la categoria, falsi miti, oggi un giovane diplomato già si sente CHEF, e' dalla scuola che bisogna ripartire, non facciamo finta di non sapere, quanti ragazzi entrano nella cucine e non sanno fare la maionese, una cipolla julienne, o meglio un consommé,siamo seri, il sindacato insieme alla scuola e a tutti voi può contribuire alla crescita professionale.

L'albo dei cuochi forse non e' fondamentale ma io credo che può essere una buon punto di arrivo dopo che avremmo ottenuto tutta una serie di problematiche risolte.

Solo Uniti si può risolvere le problematiche sul campo, ma questo siete voi a decidere se veramente volete essere considerati Professionisti e non operai dei falsi miti, molti colleghi si stanno iscrivendo e si sono messi in gioco, e sono fiducioso che questa iniziativa porterà benefici a tutti, ne sono più che convinto".

 

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Nasce il sindacato di categoria dei cuochi: UNIONE CUOCHI ITALIANI

Emanuele EspositoParma 15 aprile 2013. Dopo l'annuncio dei giorni scorsi ora arriva anche la proclamazione ufficiale. E' nato il sindacato di categoria dei cuochi. Si chiama l'UNIONE CUOCHI ITALIANI e il suo direttivo è composto dai fondatori Luca Mora Presidente, Emanuele Esposito Vice Presidente e Fabio Tira Segretario Generale, e dai consiglieri, Marco Medaglia, Riccardo Ghironi, Rosanna Marziale, Annamaria Vittoria Imperatrice, Walter De Lucia, Giorgio Aruanno e l'avv. Francesco Iannuzzi.

“Tutte persone di provata esperienza e di onestà, afferma lo chef Emanuele Esposito- il nostro primo dovere é quello di tutelare la categoria in tutte le sedi, lo statuto é online sulla pagina Facebook e nei prossimi giorni attiveremo la pagina web”.

Perchè la decisione di far nascere un sindacato dei cuochi?

Questa la risposta di Esposito: “Viviamo in un periodo non certo facile per il nostro Paese, la scelta di creare un sindacato è frutto di tutta una serie di problemi che la categoria ogni giorno deve affrontare senza nessuno che prenda le sue difese, per anni siamo stati al palo, troppe associazioni in competizione tra loro,  troppe divisioni che non hanno prodotto nulla, il direttivo del sindacato si adopererà in maniera efficace e con determinazione realizzando i punti fondamentali del nostro programma che sono puntalizzati all'Art. 4 dello statuto e non é un caso che abbiamo deciso di inserire il programma all'interno dello statuto.

Da oggi nasce una nuova era, noi vogliamo essere accanto a tutti i colleghi, -aggiunge Esposito- non siamo una associazione che regalano targhe, noi vogliamo batterci per regalare a tutti i cuochi una visione generale del nostro mondo, siamo professionisti e tali vogliamo essere considerati dagli altri”.

Chi ne può far parte?

Tutti coloro che condividono i principi fondamentali sono chiamati a farne parte attivamente, il sindacato non é il direttivo ma la categoria, l'unione fa la forza e da soli non possiamo decidere e incidere, ora un punto di riferimento c'è , noi siamo il mezzo e non la strada, ora tocca a voi credere nel futuro”.

Per tutti coloro che volessero iscriversi o chiedere informazioni basta inviare un email a unionecuochi@gmail.com.

Che la storia abbia inizio e in bocca al lupo!

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