Expo 2015 le statistiche Coldiretti-Ixè: spesi più di 2 miliardi di euro tra ingresso e cibo

Il Padiglione preferito è stato il Giappone

27/10/2015

Expo 2015 le statistiche Coldiretti-Ixè: spesi più di 2 miliardi di euro tra ingresso e cibo
Milano 27 ottobre Expo 2015. Due miliardi e 300 milioni di euro: questa la cifra spesa dagli italiani per visitare Expo 2015, considerando tutto: viaggio, alloggio, biglietto, consumazioni e anche spese extra fuori dall'esposizione universale.

Lo sostiene Coldiretti, secondo una indagine eseguita da Ixè e presentata ieri al Forum su eredità di Expo e sfide future. La metà (51%) dei visitatori ha speso, però, meno di 75 euro a testa, mentre sempre un visitatore su due (49%) ha colto l'occasione per visitare anche altri luoghi; ma il 42% di costoro è rimasto, in realtà, soltanto nella città di Milano.

Il 31% dei visitatori ha giudicato troppo caro il biglietto d'ingresso. Il 52% dei visitatori si è recato a Expo soltanto una volta; solo il 6% vi si è recato non accompagnato da nessuno. La principale criticità è indicata nell'alto numero di code per visitare i singoli padiglioni.

Il padiglione preferito
Tra questi, il preferito in assoluto è quello del Giappone (21%), seguono Cina (9%) e Kazakhstan (8%), poi Israele ed Emirati Arabi Uniti (entrambi 7%). Ancora il Giappone è giudicato il padiglione più accogliente (15%); il Padiglione Italia è secondo con l'11%. Quanto al padiglione più generoso, vince stavolta l'Italia (10%), seguita dala Russia (7%) e dal Belgio (6%).

Coldiretti, nello spazio "No farmers no party", ha distribuito 500 pasti al giorno con 100 bottiglie di vino.
Ogni giorno, inoltre, mille porzioni di street food e 1.500 colazioni. Distribuiti anche 36 mila kit dell'orto. Sono più di mezzo milione i visitatori che hanno avuto occasione di "assaggiare" la Coldiretti e i suoi prodotti.

Per tre italiani su quattro (il 74 per cento) l’esperienza di Expo puo’ essere considerato un successo del nostro Paese mentre per il 16 per cento è indifferente e solo il 7 per cento la ritiene un insuccesso e il 3 per cento non sa.

Piatti stranieri i più gettonati
Per mangiare all’interno di Expo i visitatori hanno speso in media 27 euro con la maggioranza del 32% che ha scelto un cucina esclusivamente italiana, il 25% solo quella straniera, il 34% ha provato sia la straniera che quella italiana mentre il 9% non ricorda. Meno della metà dei visitatori (47%) ha giudicato troppo alta la spesa per la ristorazione (bar, ristoranti, fast food e cibi di strada) mentre un 6% dichiara di non aver acquistato niente, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè.

In cima alla lista della cucina straniera più apprezzata sale il Giappone che trova il consenso del 18% dei visitatori ma nella top ten ci sono anche la Thailandia, la Francia, la Spagna, l’Argentina, il Messico. Il Brasile, gli Usa, la Corea e l’India. Solo una risicata percentuale si è avventurata nell’assaggio delle curiosità più strane offerte, dall’hamburger di alligatore a quello di zebra dello Zimbawe fino al pesce palla giapponese che tuttavia hanno conquistato una certa notorietà.

Ma tra i diversi piatti stranieri molto ricordati sono stati anche gli hamburger e il panino all'astice degli Usa, la bistecca dell’Uruguay, le patate olandesi e quelle del Belgio la birra slovena, la sangria e tapas di prosciutto della Spagna, il riso fritto e pollo dell’ Indonesia, le tajine di agnello berbero del Marocco, gli involtini primavera malesi, gli hot dog con salsa di gamberetti dell’Inghilterra, il falafel di Israele, il zereshk dell’Iran, la Baklava della Turchia, i ravioli croccanti della Corea, insalata di cavallo con caviale di beluga e latte di giumenta fermentato del Kazakistan, il sukiyaki bento del Giappone e il cous cous della Tunisia.

L’accensione dell’albero della vita è stato l’appuntamento memorabile dell’evento
Sull’albero della vita il giudizio è pressoché unanime ed è piaciuto a ben l’88 per cento dei visitatori, poco all’8 per cento e per niente ad appena il 4 per cento. Sui destini futuri la maggioranza del 34 per cento è concorde con le indicazioni del Commissario Unico Giuseppe Sala per farlo restare nell’area Expo dove è stato piantato anche se il 33 per cento sarebbe favorevole ad un suo trasferimento nel centro di Milano, l’11 per cento in un luogo turistico, l’8 per cento in un parco divertimenti, il 7 per cento nella Capitale, il 2 per cento in un museo mentre non rispende il restante 5 per cento.

“Il successo dell’albero della vita è una scommessa vinta dalla Coldiretti che ha voluto investire dall’inizio sul simbolo di Expo” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “la forza amica del Paese schierata dalla Coldiretti a Expo è fatta da oltre un milione e mezzo di agricoltori che ogni giorno producono il meglio del Made in Italy e che sono le radici, il tronco e i rami dell’Albero della Vita”.
Con questa opera e con la nostra presenza costante ad Expo abbiamo voluto raccontare e rappresentare la bellezza e la varietà dell’agricoltura italiana, un settore che - ha precisato Moncalvo - in questi anni di crisi è riuscito a sostenere l’economia del nostro Paese e lo strategico fronte delle esportazioni. E il risultato sembra raggiunto se il 49 per cento dei visitatori ritiene che Expo abbia raggiunto l’obiettivo i valorizzare il Made in Italy, secondo l’Indagine Coldiretti/Ixe’

Tra gli obiettivi raggiunti secondo Coldiretti/Ixe’ il 52 per cento segnala anche la conoscenza delle culture di tutto il mondo, il 38 per cento la sensibilizzazione sul tema del cibo e della fame nel mondo e l’11 per cento il contrasto ai cambiamenti climatici.

Carta di Milano firmata da 1,1 milioni di persone
“Un impegno che apre le porte alle sfide future che sono state ben delineate nella Carta di Milano firmata da 1,1 milioni di persone e consegnata nelle mani del segretario dell'Onu, Ban Ki-moon dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “con le risorse alimentari disponibili ci sono le condizioni per spezzare il circolo vizioso della fame ma occorre ripensare a fondo il sistema di produzione e di distribuzione del cibo e perseguire un modello di sviluppo sostenibile che garantisca un sistema di tutela sociale ed economica in grado di assicurare un futuro all’agricoltura e un cibo sicuro e accessibile a tutti”.

E’ record storIco per le esportazioni agroalimentari Made in Italy nel 2015
Il 51 per cento ritiene che sarà l’alimentare a beneficiare di piu’ secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. Non è un caso - sottolinea la Coldiretti - che il Made in Italy a tavola si appresta a mettere a segno nel 2015 il record storico nelle esportazioni grazie anche ad incrementi che vanno dal 70 per cento della mozzarella di bufala Campana al 25 per cento delle mele dl Trentino, dal 78 per cento dell’ortofrutta del barese al 32 per cento dei vini del Chianti ma anche un incremento del 22 per cento per il prosecco di Conegliano Valdobbiadene e del 9 per cento per il riso di Pavia, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati relativi al Monitor dei distretti nel primo semestre 2015.

Alle tendenze positive determinate dalla ripresa economica e dal tasso di cambio favorevole si è aggiunta - sottolinea la Coldiretti - la spinta propulsiva determinata dalla vetrina mondiale dell’Esposizione che ha fatto volare i prodotti agroalimentari nazionali all’estero che faranno registrare nel 2015 il record storico con un valore annuale superiore ai 36 miliardi di euro, con un incremento del 7 per cento nei prodotti alimentari italiani, nonostante le difficoltà provocate dall’embargo russo, sulla base dei dati Istat relativi ai primi sette mesi dell’anno. Ad aumentare sono soprattutto i mercati extracomunitari (+11,8 per cento) ma in crescita sono anche le esportazioni nei paesi dell’Unione Europea (+3,8 per cento). Il Made in Italy a tavola - spiega la Coldiretti - fa registrare un vero e proprio boom soprattutto negli Stati Uniti con un +23,2 per cento e in Cina (+32,7 per cento).

Con questi risultati sul commercio estero l’agroalimentare insieme al turismo è il settore che piu’ di altri sta beneficiando dell’effetto traino dell’Esposizione Universale” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “si tratta di una occasione unica per dare la possibilità ai consumatori stranieri di mettere a confronto i prodotti originali con i troppi tarocchi che circolano in molti Paesi che rubano ogni anno 60 miliardi di fatturato alla nostra economia.” In questo contesto particolarmente positiva è stata l’esperienza dell’esposizione universale con molteplici iniziative divulgative per far conoscere agli stranieri le caratteristiche peculiari dei prodotti alimentari originali. Alle quali - precisa Moncalvo - si è aggiunto il piano per l’export annunciato dal Governo italiano che prevede, per la prima volta, azioni di contrasto all'italian sounding a livello internazionale”.

Azioni di promozione a partire dal mercato statunitense, il primo nostro partner commerciale nell'alimentare fuori dall'Europa. Una opportunità di crescita da cogliere – ha precisato Moncalvo - anche affrontando con grande attenzione e determinazione il negoziato per l'accordo di libero scambio con gli Usa. "Dobbiamo lavorare per cogliere tutte le nuove opportunità commerciali che vengono dal TTIP - ha concluso Moncalvo - con la consapevolezza che la reputazione del nostro cibo e' indissolubilmente legata agli elevati standard di qualità e sicurezza alimentare presenti sul mercato italiano. Un sistema di garanzia per i consumatori e di distintivita' del nostro agroalimentare che non possiamo mettere in discussione".
 
Expo 2015 su Smartphone e Tablet (da La Stampa)
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