Fabbri 1905: le origini, il gusto negli anni del miracolo italiano e il caffè del futuro a Host 2017

25/10/2017

di Elena Mazzali

Il consumo di caffè ritorna ad essere un alimento scalzando il ruolo di bevanda accessoria: sempre più una bevanda aromatica da degustare. La risposta della azienda bolognese nel solco della tradizione italiana
Nicola Fabbri, Amministratore Fabbri 1905, il bartender Vittorio Agosti e lo storico del caffè Gianni Pistrini


L’azienda bolognese Fabbri 1905 propone le suggestioni e i sapori dei Miracle Years prendendo spunto dalle proprie origini. Ecco quanto è accaduto durante l’edizione di Host 2017 conclusasi il 23 Ottobre a Rho Fiera.

All’interno di Cafè Chronology Milan, la prima tappa organizzata dalla Speciality Coffee Association e dal team World Coffee Events, Nicola Fabbri, Amministratore delegato della Fabbri 1905 racconta la storia aziendale ma soprattutto dell’evoluzione sociale della nostra amata Italia. Una storia nazionale vista con un occhio critico legato al consumo di determinate bevande come il caffè e i suoi distillati promuovendo, come è solito a fare, la cultura dell’aromatizzazione e della miscelazione nel nostro paese.

Nel secondo dopoguerra mio nonno acquista il Bar Centrale a Bologna – racconta Nicola Fabbri - e cambia il modo di gestire questi locali. Intanto tiene aperto 24 ore al giorno, per poter soddisfare gli operatori della vicina sala borsa e poi, per risparmiare tempo, istituisce la novità del consumo al banco. Quel bar ha segnato anche la nascita del moderno gelato artigianale italiano: grazie alle prime macchine elettriche per fare il gelato e alla creazione dei primi prodotti ‘semilavorati’. Un sistema che poi venne esportato in Italia e in tutta Europa”. 

Ancora oggi assistiamo ad alcuni cambiamenti etichettabili come Miracle Years, nonostante la nuova veste moderna ma dal sapore retrò. Basti pensare al consumo di caffè, che ritorna ad essere un alimento scalzando così il ruolo di bevanda accessoria. Infatti quando si parla di caffè oggi non ci si limita più alla tipologia di miscela ma si passa subito alla provenienza, al gusto, all’abbinamento con le numerose ricette, alla tostatura e alla sua bontà perché se il cliente non vede la cremina sostiene che il caffè non può essere definito un “buon caffè”.

Nello specifico, continua Fabbri, “aumenta la richiesta di un caffè aromatizzato, da assaporare con calma. E' quello che propongono le grandi catene anglosassoni del caffè, ma Fabbri ha un’altra risposta: sta sviluppando diverse ricette che, mantenendosi sempre nel solco del gusto made in Italy, esaltano il sapore di quella che è da tre secoli la bevanda nazionale italiana”. 

Durante l’occasione di Host 2017, e lungo tutto il percorso culturale e formativo intrapreso da Nicola Fabbri, rappresentante della quarta generazione di famiglia, è e sarà affiancato da numerosi esperti come Gianni Pistrini appassionato, storico e presidente del Museo del Caffè di Trieste. 

Poi, per l’occasione anche il bartender Vittorio Agosti ha preparato per gli ospiti il cocktail “Riviera”, nome ispirato alle villeggiature che animavano la Riviera Ligure durante la belle époque. E’ importante notare che il drink contiene la riedizione di un liquore storico di casa Fabbri 1905: il “Marendry” ovvero un versatile bitter all'amarena, tra i primi prodotti dell'azienda bolognese, nata peraltro come distilleria. “Riviera” rappresenta il suo perfetto legame con il caffè, infatti nella ricetta sono previsti 60 ml di Marendry, 10 ml di vaniglia, una stecca di cannella e naturalmente un espresso a prevalenza arabica dal sentore agrumato. 

Ancora una volta parliamo di un qualcosa di più, in questo caso più di un caffè. Forse il modo in cui Fabbri cambierà ancora una volta il modo in cui gli italiani vanno al bar, tornando al bere di qualità, che da sempre Fabbri 1905 promuove, un bere che permette di scoprire creazioni di grandi professionisti nel settore della mixology.
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