Falso Parmigiano Reggiano denunciato e ritirato all'Anuga di Colonia

10/10/2017

Nuovo intervento del Consorzio contro prodotti illegittimi destinati alla commercializzazione nel mercato comunitario

Colonia, 10 ottobre 2017 - Anche l’edizione 2017 di Anuga, la più importante manifestazione fieristica al mondo dedicata al food & beverage, segna un intervento del Consorzio del Parmigiano Reggiano che ha portato al sequestro di falso Parmigiano Reggiano
Due prodotti con denominazioni chiaramente evocative rispetto a quelle in uso esclusivo al Parmigiano Reggiano (“Parmesan”) sono stati individuati all'Anuga di Colonia e denunciati dal Consorzio di tutela alle autorità tedesche.

Si tratta di formaggi recanti denominazioni in palese conflitto con la sentenza ottenuta dal Consorzio nel febbraio 2008 presso la Corte di Giustizia delle Comunità Europee, quando venne sancito che il termine "Parmesan" non è generico, ma rappresenta un’evocazione della denominazione "Parmigiano Reggiano" e non può essere utilizzato per formaggi non conformi al disciplinare della Dop italiana.

"La tempestività dell'intervento delle autorità tedesche a seguito della nostra denuncia - sottolinea il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli - si lega al fatto che, dopo anni di contenziosi, abbiamo ottenuto dall'Unione Europea una legislazione che non lascia dubbi in materia di tutela, prevedendo, tra l'altro, anche l'obbligo di tutela delle Dop ‘ex officio’ in tutti gli Stati membri della UE, con una responsabilità diretta dei Paesi membri in materia di vigilanza".
"È proprio su queste basi - prosegue Bertinelli - che in Europa il nostro sistema di vigilanza e repressione ha quei livelli di efficacia che ancora non sono possibili in tutto il mondo e ai quali l'Unione Europea deve assolutamente puntare. Fuori dall’Unione, si registra infatti un diffuso utilizzo ingannevole di richiami alla nostra denominazione e all'origine geografica del Parmigiano Reggiano, con evidenti ripercussioni negative sulle nostre possibili esportazioni".

“Non è la prima volta – conclude il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli – che un sequestro avviene in una fiera internazionale così importante per le eccellenze agroalimentari, dove forse la spudoratezza spinge qualcuno a pensare che si allenti la rigidità dei controlli che avvengono sul mercato: il risultato è che, al contrario, è scattata la richiesta di sequestro immediato, che proprio in questa sede assume un clamore tale da scoraggiare a maggior ragione chi attua frodi o contraffazioni che sono già state oggetto di pesanti condanne per diverse imprese”.

Anuga rappresenta una piazza interessante per il Consorzio di tutela che, nei primi nove mesi del 2017, ha già registrato un incremento complessivo delle esportazioni pari al 4% e che si è dato l’obiettivo ambizioso di superare il traguardo delle 50.000 tonnellate esportate entro la fine dell’anno. La partecipazione agli appuntamenti fieristici internazionali rientra pertanto tra le azioni strategiche per accompagnare l'affermazione del prodotto nel mercato globale.
Anuga - Federalimentare difende Made in Italy: ritirati prodotti Italian Sounding
Ministro Martina: “Presidio essenziale per tutelare nostra filiera”
 
Da Anuga anche Federalimentare ha attuato un’attività di vigilanza e tutela.

Nei giorni della fiera, infatti, Federalimentare, in collaborazione con Fiere di Parma e con uno studio legale italo-tedesco, ha attivato per le sue aziende presso lo stand Cibus un desk gratuito di ascolto, consulenza legale e intervento contro l’Italian Sounding, una fra le più subdole forme di comunicazione ingannevole per il consumatore che si sostanzia attraverso l’attribuzione di origine italiana ad un prodotto che in realtà non lo è.

“È essenziale —ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina—un presidio costante che tuteli e protegga la vera italianità. Il lavoro fatto con Federalimentare ad Anuga è, in questo senso, un passo importante per contrastare concretamente il fenomeno dell’Italian sounding e per tutelare tutta la filiera agroalimentare italiana”.
 
Un servizio che ha dato subito i suoi frutti. Alcuni prodotti con nomi evocativi dell’italianità, da Pasta Ciao alla passata Tomatino, con tanto tricolore in bella mostra, pur senza aver nulla a che fare con il nostro Made in Italy, sono stati ritirati grazie al pronto intervento del desk negli stand della Serbia, dell’Ucraina, della Grecia, della Turchia, di Panama e della Romania, caso quest’ultimo ora al vaglio del tribunale di Colonia. In certi casi si è trattato di ritiro volontario dopo la segnalazione, in altri di una conseguenza a misure legali come la diffida.

Scaricabili a questo link alcuni esempi di Italian Sounding riscontrati in fiera: https://we.tl/l0mM2N6NqC.
 
“Finalmente il real Italian viene riconosciuto e tutelato anche fuori confine e non solo contro denominazioni o trade mark, ma anche contro l’Italian Sounding - ha commentato Luigi Scordamaglia,presidente di Federalimentare - Un’azione necessaria se pensiamo che il giro d’affari maturato da prodotti contraffatti e Italian Sounding si attesta ben oltre i 60 miliardi di euro, un terzo dei quali solo sul mercato americano”.
 
Anche secondo Antonio Cellie, Ceo di Fiere di Parma, “Il desk ad Anuga, oltre ad essere la continuazione ideale e legale del percorso di Cibus, da sempre l’evento fieristico di riferimento dell’Authentic Italian, è la testimonianza della validità di una alleanza strategica tra Fiere di Parma e Koeln Messe che garantisce, a livello mondiale, visibilità e promozione nonché tutela al nostro Made in Italy Alimentare”.
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